charli xcx

LA RICONOSCETE DAL PUSH-UP? – DUE ANNI FA HA FATTO BALLARE MILIONI DI PERSONE CON IL SUO DISCO “VERDE”. ORA COMPIE UN’INATTESA SVOLTA ROCK – NEL NUOVO ALBUM CI SONO TRE GIGANTI IN COPERTINA, E LEI SENTENZIA: “PENSO CHE IL DANCEFLOOR SIA MORTO, QUINDI ORA FACCIAMO MUSICA ROCK” - VIDEO

 

Charli XCX si è data al rock perché non voleva morire

Mattia Barro per www.rollingstone.it

 

CHARLI XCX

“Penso che il dancefloor sia morto, quindi ora facciamo musica rock” è stata la prima frase che, mesi fa, abbiamo potuto sentire di Music, Fashion, Film, il nuovo album di Charli XCX uscito questa notte. Venduta come statement, per poi essere ricalibrata come battuta all’interno dell’antimarketing professato dalla popstar, la frase su cui si costruisce il primo singolo estratto dal disco è in realtà la vera chiave di lettura di questo lavoro.

 

Perché Charli ha ragione: il dancefloor è morto (e a ucciderlo è stato l’enorme faro puntato sul clubbing degli ultimi anni che ne ha inquinato e prosciugato l’ambiente) e lei e i suoi stretti collaboratori si sono davvero dati al rock.

 

In questi ultimi due anni Charli XCX ha fatto di tutto per scrollarsi di dosso il peso dell’eredità di Brat. In fondo, per lei, era questione di vita o di morte (artistica). C’erano voluti infatti oltre dieci anni di carriera, e una serie di piroette sonore uniche, per dare finalmente credito a Charlotte Aitchison e alla sua missione di portare il pop nel futuro.

 

rosalia e charli xcx con un bouquet di sigarette

In modo piuttosto inaspettato, con un disco che flirtava con la club culture degli anni ’90 e duemila, ci era riuscita: tutti siamo stati brat nella Brat Summer del 2024. Ma finite le feste, le sbornie e le droghe in suo onore, nel mal di testa da hangover Charli è stata abbastanza lucida da capire che il momento (a cui dedicherà anche il suo primo mockumentary da autrice e attrice, The Moment, con il fido Aidan Zamiri) stava finendo e che c’era bisogno di reinventare, reinventarsi. Salvarsi.

 

[…] Come si sopravvive al successo? Come ci si convive? Cosa si può prendere o lasciare? Sono queste le domande che tornano in Music, Fashion, Film e che rendono interessante un’opera che – a livello musicale – non riesce a eguagliare le ambizioni sonore dei suoi album precedenti. Ma in fondo era stata la stessa Charli ad avvisarci in un’intervista uscita a cavallo tra le varie esperienze sul grande schermo e la colonna sonora curata per Cime tempestose/Wuthering Heights: a lei non interessa l’arte in sé, ma l’universo creativo che un artista crea attorno a sé e alle propre opere.

 

charlie xcx balla a lister di romy mars 9

In senso stretto, Music, Fashion, Film è sì un disco rock, ma fatto da gente che ama l’elettronica e il pop come A. G. Cook e Finn Keane, i due compagni di avventura di Charli (a A. G. è anche dedicato un brano dell’album, Magic Metal Montana). Le batterie sono fatte al computer, le chitarre a volte suonano come dei plug-in (e potrebbero esserlo) o sono plasmate in modo da flirtare sempre con una successiva sintesi digitale.

 

Ovvero tutto ciò che non rientra nei purismi del rock. Ma non c’è da stupirsi: Cook e Keane nel 2023 hanno pubblicato a nome Thy Slaugther Soft Rock, un album in cui possiamo trovare i semi sonori (indie rock anni duemila, post-grunge, alt-rock) che danno forma a Music, Fashion, Film. Se il dancefloor è appena morto, il rock è defunto da almeno un paio di decenni. Ma Charli sa che se si vuole diventare immortali, o scomparire nell’oblio, bisogna prima consultare i defunti.

 

charli xcx

Music, Fashion, Film è un disco fragile, che funziona solo se lo si legge all’interno dell’universo creativo e personale di Charli XCX. Non è un album di grandi canzoni, anzi spesso i brani sembrano quasi delle demo, delle versioni non totalmente complete o sviluppate.

 

Siamo nel mondo dell’indie degli anni zero, ma inteso proprio come dimensione bedroom rock, in cui è tutto minimale in modo quasi violento. Eppure, a suo modo, funziona come opera in sé. Funziona, sì, in un modo quasi fastidioso perché sembra che il trio si sia impegnato il minimo indispensabile nonostante avesse tra le mani una grande idea di partenza che qui si completa più nel mondo attorno – l’estetica del progetto, le collaborazioni con David Cronenberg, Vincent Cassel (nel video di Camera), e la triplice santità formata da Martin Scorsese, John Cale e Marc Jacobs dell’artwork, il film dell’album proiettato nei cinema, le b-side pubblicate solo sul suo profilo secondario – che nella musica in sé. Proprio come Charli aveva anticipato: la nuova Era della popstar è un universo multidisciplinare.

 

[…]

 

E se Charli XCX fosse la filosofa che stavamo aspettando?

Estratto dell’articolo di Francesca Faccani per www.vogue.it

charli xcx 5

 

Prima ancora di essere un disco, Music, Fashion, Film è stato un film, presentato davanti a un gruppo selezionato di fan e giornalisti riuniti in alcune sale cinematografiche sparse per il mondo all'inizio di luglio. Se un fashion film è il cortometraggio di un brand di moda che vuole spiegare l'immaginario a cui attinge utilizzando il linguaggio del cinema, un music fashion film (senza virgole in mezzo) dev'essere allora la rievocazione cinematografica e stilistica di quello che ispira un cantante. Il modo più giusto per giudicare Music, Fashion, Film, allora, è farlo su Letterboxd, la piattaforma su cui i cinefili commentano i film che vedono assegnando loro da una a cinque stelle e dove, tra i commenti, spopola: «se Godard fosse una ragazza con un iPhone».

 

charli xcx 4

Godard è il regista che ti piace quando hai sedici anni e inizi a scandagliare internet alla ricerca di altri film oltre a quelli proposti dai cinema locali. Dire che ti piace Godard ti etichetta come una ragazza profonda e incompresa, dall'animo malinconico e in grado di snocciolare riferimenti letterari e cinematografici che nessun altro in seconda ginnasio ha ancora sviluppato, e quindi, intrinsecamente, la più interessante della stanza. Sostenere, quindi, che Charli XCX sia il corrispettivo femminile e contemporaneo di Godard equivale a insignirla di una certa intellettualità, possibilmente ostentata ed esagerata.

charli xcx 1

 

È chiaramente l'etichetta a cui vuole attingere Charli da quando sta cercando di liberarsi dell'aura di Brat, nel tentativo di dire addio all'immaginario della pista da ballo, degli eccessi e dei beat hyperpop.

 

Per questo nel primo singolo che ha anticipato l'uscita del disco, “Rock Music”, canta «the dance floor is dead and now we're dancing to rock music». Non lo intende veramente, ha poi dovuto specificare nelle interviste: era solo una frase a effetto per discostarsi da quel sostrato ingombrante che teme farà giudicare qualsiasi cosa produrrà in futuro sempre in rapporto a Brat.

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Se nel film The Moment, che fa ironia sull'eterna reiterazione della brat summer, qualcuno chiede a Charli di che cosa parli Brat e lei risponde «cocaina» – «ma in maniera metaforica?», ribattono. «Che cos'è la cocaina metaforica?» risponde lei – Music, Fashion, Film è invece un disco ammantato di interrogativi filosofici ed esistenziali.

 

[…]

 

 

Music, Fashion, Film è un grande album esistenziale, in cui i concetti filosofici vengono punteggiati da intervalli sulla grande ennui di stare al mondo e provare a fare qualcosa che rimanga per sempre. È impossibile e, soprattutto, non è il motivo per cui siamo qui. Per fortuna ci restano la musica, la moda e il cinema. I nostri diversivi.

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