IL SONNO AGITATO DI PADOA-SCOPPIA - GUIDO ROSSI CAMBIA LA MUSICA
DIEGUITO TIFA PER CHI SI FA IL MAZZO - L'EMICRANIA DEL RICCIOLUTO MUSSARI
SANT'INTESA, DERBY DI POLTRONE SOTTO LA MOLE - BOERI, TOM CRUISE BOCCONIANO

1 - IL SONNO AGITATO DEL MARATONETA PADOA-SCOPPIA.
In queste ore Tommaso Padoa-Scoppia sta dormendo in un albergo di New York. Probabilmente il sonno del ministro che il "Financial Times" ha messo all'ultimo posto della classifica dei responsabili dell'economia, è piuttosto agitato e la sua missione americana che arriva dopo gli incontri di Berlino e di Londra (dove aveva fatto visita alla redazione del quotidiano finanziario) è diventata più amara del previsto. L'amico Rodrigo De Rato, il 57enne spagnolo che dirige il Fondo Monetario Internazionale, lo ha incoraggiato con parole calde ad andare avanti e la stessa cosa gli hanno detto il Segretario al Tesoro Henry Paulson e il Presidente della Fed, Ben Bernanke. Sulla pelle dell'economista bellunese brucia soprattutto quel passaggio del "Financial Times" in cui si legge che il più cattivo della classe dei ministri europei "ha fatto ricorso a trucchi di bilancio". Sono le stesse parole che molte volte gli esponenti del centrosinistra hanno usato per la finanza creativa di Giulietto Tremonti, e la presa di distanza del giornale inglese ha il presagio di un naufragio.

Oggi Tommaso si recherà al New York Stock Exchange e parteciperà a un incontro presso il Foreign Council of Affairs, ma il pensiero fisso sarà quello che ha pronunciato al Convegno di Capri dei ragazzi di Confindustria quando nel salone dell'Hotel Quisisana disse: "io sono un pessimo comunicatore". La cattiva comunicazione sta diventando l'alibi del Governo Prodi e chiama in causa il ruolo dei portavoce come Silvio Sircana e Carlo Maria Fenu, il professionista dell'Ansa che Padoa-Scoppia ha scelto per gestire i rapporti con i media e che finora non ne ha indovinata una. Appena sveglio Padoa-Scoppia cercherà di riunire le idee e di mettersi in contatto con gli altri due ministri italiani che in questi giorni girano nella Grande Mela. Il primo è Giuliano Amato, l'altro è Giovanna Melandri che partecipa a un Forum della Gioventù organizzato dall'Onu. Entrambi sono molto abili nella cura della propria immagine e potranno dare consigli preziosi. Se poi non bastasse il ministro potrebbe chiamare Gianni Rivera che sta per arrivare a New York per assistere alla Maratona della città americana e promuovere quella di Roma del 2007.

2 - AI PIANI ALTI DI TELECOM GUIDO ROSSI CAMBIA LA MUSICA.
C'è molta attesa in Telecom per il Consiglio di amministrazione di lunedì prossimo dove Guido Rossi presenterà i conti dei primi nove mesi e un dettagliato rapporto sul delicato problema della sicurezza. Finora il giurista ha lavorato nel silenzio e ha lasciato che Mediobanca mettesse la cintura di sicurezza intorno a Tronchetti Provera in modo da distinguere nettamente il futuro del marito di Afef da quello dell'azienda. Ai piani alti di Telecom si aspettano movimenti nel management. Le hostess della reception e gli uscieri sanno che dal Consiglio dovrà venir fuori qualche decisione in merito a tre aree strategiche della società. La prima è quella che riguarda gli affari legali presieduta da Francesco Chiappetta; la seconda ha il nome di Gustavo Bracco al quale rispondono temporaneamente il personale, l'organizzazione e la sicurezza. Infine c'è l'area della comunicazione che vede Massimiliano Paolucci nell'attesa nervosa di capire quale sarà il ruolo di Toni Concina, un ex-Telecom liquidato da Guido Rossi quando fece per la prima volta il presidente dell'azienda.

In queste ore Paolucci, che negli ultimi anni ha lavorato giorno e notte per tenere sull'altare il Tronchetto della felicità, cerca di capire se il suo destino è legato alle note del pianoforte del redivivo Concina. Il nodo più grosso sarà comunque rappresentato dal riassetto dell'area della sicurezza e dalle decisioni strategiche che riguardano la presenza internazionale. A questo proposito è da registrare l'ennesima piroetta perchè Riccardo Ruggiero appena tornato dal Brasile ha dichiarato l'intenzione di rilanciare le attività di Tim Brazil e di Brazil Telecom, i due asset che Tronchetti Provera voleva vendere. La presenza di Telecom Italia in Brasile risale al 1998 quando si aggiudicò l'asta per la telefonia fissa, e ha vissuto fasi molto tormentate per i delicati rapporti tra i soci dei Fondi pensione (maggiori investitori nazionali), Citigroup (la più grande banca del mondo) e il Gruppo Opportunity del banchiere Daniel Dantas.

Che la vita in Brasile sia stata difficile per TelecomItalia lo dimostra un articolo pubblicato tre giorni fa dal quotidiano "Folha" di San Paolo in cui si riportano le dichiarazioni di Mario Bernardini, un agente segreto amico di Tavaroli che negli ultimi tre anni ha prestato servizi a Telecom con la sua agenzia londinese "BusinessSecurity". Secondo quanto scrive il quotidiano di San Paolo nei giorni scorsi Bernardini avrebbe dichiarato che in Brasile la Telecom pagò lobbisti, avvocati ed esponenti politici. La riorganizzazione che Guido Rossi sottoporrà al Consiglio di lunedì prossimo dovrà fare piazza pulita dentro il ventilatore.

3 - DIEGUITO LASCIA LA MAZZA PER IL "MAZZO".
Dove è finito Dieguito Della Valle, lo scarparo marchigiano dalle scarpe fini e il cervello eccitato che deteneva il record delle polemiche? L'elenco delle sue "vittime" è cominciato anni fa con Vincenzo Maranghi, Cesare Romiti, Antonio D'Amato, per proseguire con Galliani, Fazio e Berlusconi. A quest'ultimo aveva fatto saltare i nervi a "Porta a Porta" meritandosi le ire del Cavaliere nella famosa sceneggiata di Vicenza. Adesso il Dieguito che molti chiamavano "il braccio armato di Montezemolo", sembra irriconoscibile. Poche sere fa è apparso in televisione da Fabio Fazio con il volto piuttosto tirato e vestito in modo addirittura decente.

Gli mancava la camicia a punte larghe e dal taschino non traboccava la solita pochette di seta sgarciante. L'unica indulgenza erano le snickers ai piedi abbinate a orrendi calzini. Invece di sparare a zero sul Cavaliere o sulla Finanziaria, Dieguito si è limitato a dire che nella sua polemica con Berlusconi c'era soltanto "folklore" e che oggi il Paese sembra "incartato". Poi ha parlato di solidarietà e di competitività lanciando un messaggio al popolo operaio che lavora perchè - ha detto commosso - "bisogna preservare quelli che si fanno il mazzo ogni giorno".



4 - L'EMICRANIA POLITICA DEL RICCIOLUTO MUSSARI.
Se volete risentire Mario Draghi dovete aspettare una settimana. Giovedì prossimo il Governatore terrà una lectio magistralis alla Sapienza di Roma presso la facoltà di Economia e Commercio che festeggia 100 anni di fondazione. Oltre al preside Attilio Celant, al rettore Renato Guarini e al ministro Fabio Mussi, parlerà anche Cesare Romiti. Il programma prevedeva che anche Cesare Geronzi di Capitalia avrebbe pronunciato un discorso prima del ministro della Ricerca, ma il presidente di Capitalia ha annullato la sua partecipazione per impegni istituzionali. Saranno in molti comunque a correre nell'Aula Magna dell'Università per sentire le parole di Draghi che nelle ultime settimane ha infittito i suoi interventi. E' ancora viva l'eco di ciò che ha detto martedì all'Assemblea delle Casse di Risparmio e c'è un passaggio sul quale un banchiere italiano, Giuseppe Mussari, sta meditando intensamente.

Davanti al gotha del credito Draghi ha scandito ad alta voce questa frase "sempre più i presidenti e gli amministratori si stanno dimostrando capaci di superare personalismi e campanilismi". Chiuso nel suo studio di MontePaschi a Rocca Salimbeni, il riccioluto Mussari (che all'Assemblea dell'ACRI era assente) ha la testa tra le mani e si chiede se non è giunto il momento di uscire dall'isolamento contradaiolo che rischia di tagliar fuori la banca di Siena dal risiko bancario. Il dolore alla testa diventa emicrania fortissima per le pressioni che D'Alema e Fassino starebbero facendo da molti giorni per rompere l'arroccamento di Mussari e favorire il gemellaggio con Capitalia.

5 - DERBY DI POLTRONE SOTTO LA MOLE ANTONELIANA.
Ha un bel dire Draghi che i banchieri stanno dimostrando di superare i personalismi. A Torino in queste ore è in corso un derby all'ultimo sangue per le nomine nella Sant'Intesa che ha portato il SanPaolo in bocca ai milanesi guidati da Abramo-Bazoli. In palio c'è la poltrona delle due vicepresidenze per una delle quali sono in gara Carlo Callieri e Alfonso Iozzo. L'eventuale nomina di Callieri consentirebbe di smorzare le feroci polemiche che sono scoppiate in città quando si sono accorti che gli ambrosiani hanno fatto la parte del leone portandosi a casa la più bella e più ricca tra le banche italiane. L'ex-dirigente Fiat è stato sin dall'inizio molto critico nei confronti della nomina e ha irriso al modello dualistico di governance che lascia un contentino nelle mani del massiccio Enrico Salza.

Ma il presidente del SanPaolo sembra che abbia fatto il gioco delle tre tavolette. Secondo il quotidiano "La Stampa" avrebbe promesso di persona a Callieri la vicepresidenza, e la stessa cosa avrebbe detto ad Alfonso Iozzo, l'uomo mandato in avanscoperta per trattare con BancaIntesa le condizioni migliori. In questa guerriglia al calor bianco spunta fuori un terzo candidato per la vicepresidenza che porta il nome di Orazio Rossi, il capo della Cassa di Risparmio di Padova. La confusione sotto la Mole è enorme e anche se l'avvocato Franzo Grande Stevens dichiara con eleganza che non c'è alcun "nodo" poltrone, è chiaro che le parole di Draghi sui personalismi e i campanilismi a Torino non le hanno sentite.

6 - UN PREMIO A BOERI, IL TOM CRUISE DELLA BOCCONI.
Che cosa hanno da spartire gli editori Franco Angeli e Giuseppe Laterza, i professori Tito Boeri, Luciano Gallino, Francesco Giavazzi e Michele Tiraboschi, l'ex-leader della Cisl Savino Pezzotta e il direttore del "Sole 24 Ore" Ferruccio De Bortoli? Il fatto di essere stati messi tutti in lizza, nella categoria Opinion leader, per ricevere il Premio Nazionale mondo del lavoro, singolare iniziativa giunta alla sua terza edizione e varata dal Gidp-Hrda (Gruppo intersettoriale direttori del personale - Human resource director association), l'associazione che rappresenta i responsabili delle risorse umane ed è presieduta da Paolo Citterio, direttore personale e organizzazione del Gruppo Techint.

Alla fine ha prevalso il Tom Cruise della Bocconi Tito Boeri promotore del sito LaVoce.info e del Festival dell'Economia di Trento, che è stato premiato nell'ex-sede della Borsa di Milano, a palazzo Mezzanotte. Il gioco delle nomination non ha risparmiato nemmeno aziende e istituzioni. Nella categoria imprese alla fine L'Oreal è stata preferita ad Abb, Brembo, Esselunga, Ferrari, Geox, Granarolo, Ikea, mentre nella seconda ha vinto chi giocava in casa, ossia l'onnipresente Roberto Formigoni presidente della Regione Lombardia, a scapito della Cefriel, Comune di Bolzano, l'istituto europeo di oncologia di Umberto Veronesi e la Provincia autonoma di Trento.


Dagospia 02 Novembre 2006