LA SCONFITTA - AL SENATO, VICENZA E' VICINA: VINCE LA CDL, ANDREOTTI E DE GREGORIO VOTANO A FAVORE - NELL'UNIONE ASSENZE E ASTENSIONI - FINOCCHIARO: NESSUNA CONSEGUENZA SUL GOVERNO - SCHIFANI: PRODI SI DIMETTA - DE PETRIS: PROBLEMI DIPENDONO DA DS-DL.

1 - ODG SU BASE VICENZA: AL SENATO 19 ASSENTI UNIONE, ECCO I NUMERI.
(Agi)
- Forza Italia, Lega Nord, Rifondazione comunista, Verdi-Pdci presenti al cento per cento. Assenti nell'Ulivo e nel gruppo misto: per l'Ulivo 95 presenti su 101, nel Misto 11 su 18. Assenti anche in An, 39 presenti su 41 e 16 su 20 nell'Udc. Presenti al gran completo Forza Italia 71, Lega Nord 13, Verdi-Pdci 11, Rifondazione comunista 27 e il gruppo per le Autonomie 10. Dei senatori a vita presenti solo Emilio Colombo e Giulio Andreotti e quindi tutto cio' comporta 18 assenti in tutto nella maggioranza, un senatore che vota con la Cdl e quattro astensioni: Bodini, Angius, Brutti e Fisichella.

2 - ANDREOTTI E DE GREGORIO VOTANO CON CDL.
(Agi) - Il senatore a vita Giulio Andreotti ed il presidente della Commissione Difesa Sergio De Gregorio hanno votato per l'odg della CDL. Luigi Pallaro eletto in Sudamerica era assente.

3 - DA BORDON A DINI LE "ASSENZE PESANTI".
(Agi)
- Assenze pesanti nell'Ulivo che portano alla vittoria dell'odg della Cdl. Tabulati alla mano i senatori non partecipanti alla votazione sono: Willer Bordon, Lamberto Dini, Andrea Manzella, Roberto Mansione, Graziano Mazzarello, Sergio Zavoli. Tutti dell'Ulivo. Per la cronaca, tra gli assenti Marcello De Angelis e Learco Saporito di An; Graziano Maffioli, Calogero Mannino, Luca Marconi e Sandra Monacelli dell'Udc. I senatori a vita Carlo Azeglio Ciampi, Francesco Cossiga, Rita Levi Montalcini, Sergio Pininfarina, Oscar Luigi Scalfaro, tutti del Misto. Il senatore italo-argentino Luigi Pallaro, sempre del Misto e sempre dello stesso gruppo il ministro della Giustizia Clemente Mastella, assente giustificato perche' a letto con febbre alta.

4 - FINOCCHIARO: NESSUNA CONSEGUENZA TENUTA GOVERNO.
(Agi)  - "Il voto non ha alcuna conseguenza sulla tenuta del governo". Lo afferma, in aula, la presidente dei senatori dell'Ulivo, Anna Finocchiaro, dopo che l'aula di palazzo Madama ha approvato l'odg dell'opposizione sulla relazione del ministro Parisi sulla vicenda della base Usa di Vicenza.
"Non c'e' dubbio, ci troviamo di fronte ad una vittoria politica del centrodestra - riconosce Finocchiaro - su un ordine del giorno che strumentalmente approva la relazione di Parisi". Per questo, osserva Finocchiaro, "la situazione e' tanto imbarazzante per il centrosinistra quanto per il centrodestra". La presidente del gruppo dell'Ulivo al Senato ammette, dunque, che l'Unione ha evidenziato "una sua difficolta'", ma c'e' anche da ricordare "che la Cdl ha sempre criticato fortemente l'operato del governo Prodi sulla politica estera", e cio' dimostra "la strumentalita' della Cdl".

Detto questo, Finocchiaro scandisce bene: "questo voto non ha alcuna possibilita' di incidere sulla tenuta del governo. Non sto archiviando il voto, ne' sto mettendo la polvere sotto il tappeto, ma chiedo per i tanti della maggioranza, anche nel mio gruppo, che non hanno votato, una assunzione di responsabilita'". Insomma, per Finocchiaro "c'e' una questione politica, ma e' assolutamente improbabile e del tutto improponibile che la vittoria della Cdl abbia un riflesso, uno soltanto, sulla tenuta del governo Prodi".

5 - BORDON: NON POTEVO VOTARE CONTRO RELAZIONE PARISI.
(Agi)  - "Ritengo che quando viene messo in votazione un ordine del giorno in cui si dichiara che la linea del governo viene approvata non si puo' votare contro". Per questo, "ho scelto di non votare". Cosi' il senatore dell'Ulivo, Willer Bordon, tra quelli della maggioranza che non hanno votato l'odg dell'opposizione, consentendo in questo modo l'approvazione del documento. "Certo - riconosce Bordon - capisco la strumentalita' della Cdl, ma mi sembra una follia pura che si possa votare contro la relazione del ministro". Insomma, "non confondiamo il tema politico con quello sostanziale: sarebbe stato molto piu' grave - osserva Bordon - se il governo avesse avuto un voto contrario sulla sua relazione. In definitiva, guardiamo gli atti, come ha detto Andreotti: cio' che restera' agli atti e' che il Senato ha approvato la relazione del governo".

6 - D'AMICO, C'E' UN LIMITE AI TATTICISMI.
(Agi)  - "Ho votato a favore di un Ordine del Giorno con il quale il Senato ha approvato la comunicazione del Ministro Parisi sulla base militare di Vicenza. Rimango convinto del fatto che la maggioranza abbia sbagliato votando contro. C'e un limite ai tatticismi". Lo dice Natale D'Amico (Ulivo).



7 - SCHIFANI: E' CRISI POLITICA PRODI SI DIMETTA.
(Agi)  - "Noi abbiamo approvato la relazione di Parisi e la maggioranza ha votato contro e abbiamo vinto noi. Qui si e' segnato un dato storico e il governo Prodi e' in crisi e adesso il capo dello Stato attivi una verifica per vedere se questo governo ha una maggioranza in politica estera". Lo sostiene il presidente dei senatori di Forza Italia Renato Schifani. Ora "ci attendiamo le dimissioni del governo, devono riconoscere - aggiunge - che una crisi politica si e' aperta. E' prematuro parlare ora di larghe intese. Aspettiamo le dimissioni di Prodi e poi vedremo. Certo Forza Italia non si e' mai sottratta a logiche di difesa della governabilita' del Paese, ma questo sempre transitoriamente".

8 - LATORRE: AVREMMO DOVUTO VOTARE ENTRAMBI GLI ODG.
(Agi)
  - "Il problema e' prendere atto che sarebbe stato piu' opportuno votare entrambi gli ordini del giorno, che non sono assolutamente in contrasto tra loro". A votazione avvenuta, con la vittoria dell'opposizione che si vede approvae il suo odg, il vicepresidente dei senatori dell'Ulivo, Nicola Latorre, riconosce l'errore della maggioranza, anche se poi minimizza le conseguenze: "non credo ci siano elementi che producono particolare preoccupazone di carattere politico. Tutti gli aspetti di carattere politico alla luce del voto sono - sottolinea Latorre - assolutamente marginali". Come lo sono le discussioni "su chi ha votato cosa, su chi e' mancato" nella maggioranza. Ma, soprattuto, per l'ulivista "non ci sono conseguenze di alcuna rilevanza sulla tenuta del governo".

9 - BULGARELLI: MA NON ERA COLPA SINISTRA RADICALE?...
(Agi)
  - 'Dopo il voto di oggi e' necessaria una presa d'atto: la sinistra radicale, alla quale era stato imputato di mettere a rischio il governo sulla questione della base di Vicenza, ha votato compatta contro l'ordine del giorno strumentale presentato dal centrodestra mentre tra le fila della componente moderata della maggioranza si sono verificate assenze decisive che hanno determinato l'approvazione di quell'ordine del giorno'. Cosi' il senatore dei 'Verdi-Pdci' Mauro Bulgarelli, che conclude: 'Mi auguro che dopo il voto di oggi si riconosca che noi poniamo problemi politici chiedendo sostanzialmente il rispetto del programma dell'Unione ma che non si puo' scaricare su di noi la fragilita' della maggioranza'.

10 - STORACE: UNA CAPORETTO PER L'UNIONE.
(Agi)
  - "Da Vicenza a Caporetto: e' la maggioranza minoranza di Prodi sulla politica estera che ha avuto talmente paura che ha approvato, da sola, il proprio ordine del giorno solamente per alzata di mano e senza votazione elettronica. Avevano paura di non avere il numero legale...". Lo dice il senatore di AN Francesco Storace.

11 - DE PETRIS: PROBLEMI UNIONE DIPENDONO DA DS-DL.
(Agi)
- La sinistra radicale ha votato compatta. A sfilarsi dai ranghi e' stato semmai quello "che sara' il futuro partito democratico". E' l'analisi del voto di oggi in Senato sull'odg della Cdl da parte della Verde Loredana De Petris, che spiega: "se analizziamo i tabulati del voto, e' di tutta evidenza come la cosiddetta sinistra radicale e' fatta da persone leali. I problemi della maggioranza, purtroppo, derivano tutti invece dal futuro, probabile ma mi sa piu' improbabile partito democratico".

12 - MATTEOLI: NAPOLITANO RINVII GOVERNO ALLE CAMERE.
(Agi)
- "Oggi c'e' un'altra maggioranza e il Capo dello Stato deve prenderne atto". Lo dice il capogruppo dei senatori di An Altero Matteoli dopo l'approvazione dell'odg della Cdl sula base Usa di Vicenza. Matteoli sottolinea: "Non e' possibile che Napolitano non richiami Prodi e che non rimandi il governo alle Camere per verificare se la maggioranza esiste ancora, se riesce a trovare un'unita' che oggi non c'e'. Insomma se Napolitano c'e' batta un colpo. Il governo non ha una politica estera condivisa dalla maggioranza parlamentare".


Dagospia 01 Febbraio 2007