UN DEPUTATO RADICALE DENUNCIA: "MI SEMBRA PARADOSSALE CHE LA POLIZIA, ANZICHÉ CONTROLLARE TELECOM, FIRMASSE CON QUELL'AZIENDA ACCORDI SULLA SICUREZZA ("INFRASTRUTTURE STRATEGICHE") CHE LE AVREBBERO RESO PIÙ FACILI LE VIOLAZIONI"...
Da tre anni Telecom Italia, grazie a un accordo firmato il 15 settembre 2004 da Gianni De Gennaro e Marco Tronchetti Provera, è partner della polizia postale per quanto riguarda la protezione delle infrastrutture strategiche di telecomunicazioni. Recita il testo del comunicato, ancora presente sul sito della polizia, che l'intesa mira a "migliorare la prevenzione dei crimini informatici a danno delle infrastrutture tecnologiche di telecomunicazione".
Il testo, reso pubblico dal deputato radicale Maurizio Turco attraverso una interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro dell'Interno, pone più di un problema alla luce delle inchieste degli ultimi mesi sulle attività illegali del cosiddetto Tiger Team, i "commandos" della sicurezza Telecom accusati, tra l'altro, di aver messo sotto controllo la posta della Rcs-Corriere della Sera.
"Il governo Prodi e quello Berlusconi dovrebbero chiarire molte cose - sostiene Turco - Bisognerebbe rendere pubblici i dettagli di questo accordo, far sapere all'opinione pubblica se è ancora valido e se, visto che è in scadenza, si intende rinnovarlo".
Secondo il parlamentare radicale sarebbe anche il caso che il Viminale spiegasse "se è stato accertato un uso fraudolento, da parte di dipendenti o dirigenti di Telecom Italia, di dati sensibili di utenti privati o istituzionali, non impossibile visto quanto riportato dalla stampa" e ancora "se la Polizia postale abbia preso qualche provvedimento per prevenire, controllare e contrastare eventuali abusi" da parte del personale Telecom Italia.
"Mi sembra paradossale - aggiunge Turco - che la polizia anziché controllare la società allora guidata da Tronchetti Provera firmasse con quell'azienda accordi sulla sicurezza che le avrebbero reso più facili le violazioni. Quella di Telecom è una storia ancora tutta da scrivere".
Alla luce di questa "scoperta" il deputato della Rnp, in una seconda interrogazione preceduta da un corposo dossier, chiede al governo di spiegare tutte le anomalie registrate nella gestione delle ultime elezioni politiche, in particolare quelle riguardanti la gestione informatica dei risultati (recentemente rilanciate da "Gli imbroglioni", secondo documentario sul tema del direttore de "Il diario" Enrico Deaglio): "Questo esecutivo e il precedente devono chiarire cosa è accaduto nella notte tra il 9 e il 10 aprile: il perché delle tre interruzioni nella trasmissione dei dati elettorali; chi e per quale motivo ha tentato più volte di infiltrarsi nel sistema del Viminale nel corso della giornata come risulta da più fonti".
Come si ricorderà fu Fabio Ghioni, capo del Tiger Team di Telecom che aveva effettuato dei test sulla sicurezza informatica del Viminale, a informare delle molte falle trovate il giornalista de "la Repubblica" Luca Fazzo, che ne diede conto in un articolo pubblicato il 6 aprile 2006, a pochi giorni dal voto.
Insomma, si chiede Turco, "i dipendenti Telecom che gestirono la vicenda vennero controllati? Da chi e come? E soprattutto: perché il Viminale per proteggere i dati elettorali non si è rivolta al GAT, il nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza, e ha preferito un partner privato? Ho l'impressione che anche questa sia una storia tutta da scrivere".
Di sotto il testo dell'interrogazione a risposta scritta presentata dall'on. Maurizio Turco:
Versione definitiva presentata giovedì 31 maggio 2007 nella seduta n.162
Al Ministro dell'interno.
Il testo, reso pubblico dal deputato radicale Maurizio Turco attraverso una interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro dell'Interno, pone più di un problema alla luce delle inchieste degli ultimi mesi sulle attività illegali del cosiddetto Tiger Team, i "commandos" della sicurezza Telecom accusati, tra l'altro, di aver messo sotto controllo la posta della Rcs-Corriere della Sera.
"Il governo Prodi e quello Berlusconi dovrebbero chiarire molte cose - sostiene Turco - Bisognerebbe rendere pubblici i dettagli di questo accordo, far sapere all'opinione pubblica se è ancora valido e se, visto che è in scadenza, si intende rinnovarlo".
Secondo il parlamentare radicale sarebbe anche il caso che il Viminale spiegasse "se è stato accertato un uso fraudolento, da parte di dipendenti o dirigenti di Telecom Italia, di dati sensibili di utenti privati o istituzionali, non impossibile visto quanto riportato dalla stampa" e ancora "se la Polizia postale abbia preso qualche provvedimento per prevenire, controllare e contrastare eventuali abusi" da parte del personale Telecom Italia.
"Mi sembra paradossale - aggiunge Turco - che la polizia anziché controllare la società allora guidata da Tronchetti Provera firmasse con quell'azienda accordi sulla sicurezza che le avrebbero reso più facili le violazioni. Quella di Telecom è una storia ancora tutta da scrivere".
Alla luce di questa "scoperta" il deputato della Rnp, in una seconda interrogazione preceduta da un corposo dossier, chiede al governo di spiegare tutte le anomalie registrate nella gestione delle ultime elezioni politiche, in particolare quelle riguardanti la gestione informatica dei risultati (recentemente rilanciate da "Gli imbroglioni", secondo documentario sul tema del direttore de "Il diario" Enrico Deaglio): "Questo esecutivo e il precedente devono chiarire cosa è accaduto nella notte tra il 9 e il 10 aprile: il perché delle tre interruzioni nella trasmissione dei dati elettorali; chi e per quale motivo ha tentato più volte di infiltrarsi nel sistema del Viminale nel corso della giornata come risulta da più fonti".
Come si ricorderà fu Fabio Ghioni, capo del Tiger Team di Telecom che aveva effettuato dei test sulla sicurezza informatica del Viminale, a informare delle molte falle trovate il giornalista de "la Repubblica" Luca Fazzo, che ne diede conto in un articolo pubblicato il 6 aprile 2006, a pochi giorni dal voto.
Insomma, si chiede Turco, "i dipendenti Telecom che gestirono la vicenda vennero controllati? Da chi e come? E soprattutto: perché il Viminale per proteggere i dati elettorali non si è rivolta al GAT, il nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza, e ha preferito un partner privato? Ho l'impressione che anche questa sia una storia tutta da scrivere".
Di sotto il testo dell'interrogazione a risposta scritta presentata dall'on. Maurizio Turco:
Versione definitiva presentata giovedì 31 maggio 2007 nella seduta n.162
Al Ministro dell'interno.
- Per sapere - premesso che:
è a tutt'oggi presente sul sito della Polizia di Stato il seguente comunicato stampa:
«15 settembre 2004 - Accordo tra Ministero dell'interno - Dipartimento di P.S. e il Gruppo Telecom Italia per la protezione da attacchi informatici dei sistemi informativi che gestiscono l'infrastruttura nazionale di telecomunicazione.
La Polizia Postale e delle Comunicazioni, insieme con Telecom Italia, svilupperà un apposito piano di prevenzione.
Il Capo della Polizia - Direttore Generale della Pubblica Sicurezza - Prefetto Giovanni De Gennaro e il Presidente del Gruppo Telecom Italia, Marco Tronchetti Provera, hanno sottoscritto oggi, presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, un accordo per migliorare la prevenzione dei crimini informatici a danno delle infrastrutture tecnologiche di telecomunicazione.
-
Alla firma erano presenti: il Prefetto Antonio Manganelli, Vice Direttore Generale della P.S. con funzioni Vicarie, il Prefetto Pasquale Piscitelli, Direttore Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato, il Direttore del Servizio Polizia Postale delle Comunicazioni dottor Domenico Vulpiani; per Telecom Italia, il dottor Giuliano Tavaroli, Security - Group Senior Vice President.
L'intesa, di durata triennale, si pone l'obiettivo di sviluppare tutte le forme di collaborazione utili a prevenire attacchi contro i sistemi informatici e telematici delle telecomunicazioni di rete fissa gestiti da Telecom Italia.
- La gestione delle telecomunicazioni di rete fissa operative sul territorio nazionale, infatti, avviene soprattutto mediante il supporto dei sistemi informatici di Telecom Italia, che pertanto sono da ritenersi strategici per la tutela del traffico telematico, sviluppato dalle più importanti aziende nazionali e dalle istituzioni pubbliche attraverso le infrastrutture di telecomunicazioni del Paese.
Per questo motivo è stato deciso di realizzare, attraverso adeguati canali di collaborazione, coordinamento e comunicazione, un sistema di protezione finalizzato all'individuazione delle minacce nei confronti di queste infrastrutture.
L'obiettivo è quello di elevare i livelli di protezione e rendere più facilmente identificabili le cause di eventuali attacchi.
- In questa ottica, il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e Telecom Italia hanno anche previsto la possibilità di sviluppare insieme attività di formazione e addestramento sulle nuove tipologie di attacchi e sulle nuove tecnologie a difesa delle infrastrutture informatiche.
L'accordo - che si aggiunge a quelli già sottoscritti con Ferrovie dello Stato S.p.A., con l'ACI (Automobile Club Italia), con GRTN (Gestore Rete Trasmissione Nazionale), con la RAI (Radio Televisione Italiana), con SNAM Rete Gas e con A.B.I. (Associazione Bancaria Italiana) - rappresenta un ulteriore ed importante passo in avanti del Dipartimento di P.S. nella costruzione di un progetto globale di protezione delle infrastrutture informatiche critiche per la sicurezza e la prosperità del Paese. Tale progetto è parte integrante delle strategie del Ministro dell'Interno in difesa della sicurezza nazionale.
- In questo contesto, nuovi analoghi accordi bilaterali saranno presto stipulati tra il Dipartimento della P.S. e gli altri enti istituzionali o aziende che gestiscono infrastrutture critiche.
Presso la Polizia Postale e delle Comunicazioni è ormai in fase avanzata la realizzazione del "Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche", che sarà in collegamento costante con analoghi organismi di altri Paesi, con provider e gestori nazionali ed internazionali di internet. Il centro fungerà, inoltre, da centrale di coordinamento informativo e investigativo per gli operatori delle strutture territoriali della Polizia Postale e delle Comunicazioni addetti alla prevenzione e alla repressione dei crimini informatici» -:
se il testo dell'accordo sia pubblico e dove sia reperibile e, in caso contrario, per quale motivo non lo sia;
se abbia comportato oneri per lo Stato e, in caso affermativo, quale l'ammontare e da quale fondo siano stati impegnati;
se detta intesa sia tuttora valida e cosa intenda fare alla scadenza della stessa prevista per il settembre prossimo;
se abbia rilevato da parte di Telecom Italia SpA, suoi dirigenti o dipendenti, l'utilizzo fraudolento di dati sensibili degli utenti privati e istituzionali, quali il traffico, i testi delle mail, le conversazioni telefoniche;
se e quali iniziative la Polizia di Stato e le altre istituzioni preposte alla difesa dello Stato abbiano messo in atto per prevenire, controllare e contrastare eventuali abusi da parte di Telecom Italia SpA, suoi dirigenti o dipendenti, nell'utilizzare illegalmente o impropriamente dati sensibili degli utenti privati e istituzionali, quali il traffico, i testi delle mail, le conversazioni telefoniche;
chi siano attualmente gli interlocutori della Polizia di Stato al posto dei signori Marco Tronchetti Provera e Giuliano Tavaroli.
Dagospia 06 Giugno 2007