HILLARY E IL POSTINO - SOSPETTI SULLA CLINTON PER 200 MILA $ DONATI DALLA FAMIGLIA DI UN "PORTALETTERE" - SECONDO IL "WSJ" SAREBBE IL PRESTANOME DI UN RICCO SOSTENITORE - LA LUNGA OMBRA DEGLI SCANDALI FINANZIARI DI BILL E HILLARY.

Daniela Roveda per "Il Sole 24 Ore"

Hillary Clinton è nei guai, e per le stesse ragioni che hanno avvolto nel sospetto l'amministrazione del marito Bill nei suoi otto anni alla Casa Bianca. Le generosissime donazioni di un modesto postino californiano, di sua moglie, casalinga, e dei loro figli alla campagna presidenziale della senatrice di New York ed ex First lady sono finite al centro di un'inchiesta del Wall Street Journal. E il 64enne impiegato delle poste cinese-americano William Paw, ha scoperto il Journal, ha strani legami con uno dei maggiori finanziatori di Hillary, anch'egli di origine cinese, il magnate newyorchese dell'abbigliamento Norman Hsu. Un tentativo di evadere la legge elettorale e i suoi limiti ai contributi? Forse sì, forse no, ma poco importa: lo scoop del quotidiano rivela la vulnerabilità di Hillary Clinton, che potrebbe faticare a scrollarsi di dosso l'onere di scandali di scarsa trasparenza che hanno gettato ombre sulla macchina politica dei Clinton.

Le polemiche hanno perseguitato l'amministrazione di Bill Clinton fin dal giorno del suo insediamento nel 1992. Dal misterioso investimento immobiliare Whitewater al licenziamento dei dipendenti dell'agenzia viaggi della Casa Bianca nel cosiddetto Travelgate. Per finire con le menzogne in diretta televisiva di Bill Clinton sui rapporti con Monica Lewinsky e con il perdono del controverso finanziere Mark Rich. La lista ha continuato ad allungarsi negli anni, alimentando i dubbi sull'etica dei coniugi Clinton. Con l'aiuto - come ha sostenuto pubblicamente la stessa Hillary denunciando una "cospirazione" - delle correnti repubblicane più conservatrici.



Nuovi sospetti sui fondi elettorali, così, potrebbero indebolire Hillary. Il Wall Street Journal, passando al setaccio ogni singolo contributo alla sua campagna, ha messo in dubbio la legittimità di donazioni per 45mila dollari provenienti negli ultimi due anni dal modesto indirizzo dei Paw in un quartiere di Daly City in California, nei pressi dell'aeroporto di San Francisco. Parte di ben 200mila dollari regalati dai sei componenti della famiglia ai candidati del partito democratico, nonostante il salario di William Paw da 49mila dollari l'anno. E il quotidiano ha scoperto curiose coincidenze tra i contributi del postino e del milionario Hsu, che per un certo periodo ha trasferito la sua residenza da un lussuoso appartamento di Manhattan alla casetta verde pisello di William Paw. Anche se, almeno per il momento, non c'è prova che Hsu abbia usato la famiglia del postino per regalare più soldi di quanto consentito a Hillary.

I legali di Hsu negano ogni sospetto, e altrettanto fanno esponenti della famiglia Paw interpellati dal Journal. Di sicuro, però, i Paw hanno conquistato un posto d'onore nella "top five" dei nuclei familiari che più hanno contribuito alla campagna elettorale della Clinton, in compagnia di dinastie immobiliari, del gioco d'azzardo e degli hedge fund.


Dagospia 29 Agosto 2007