LE LEGGI ELETTORALI NON CAMBIANO IL VOTO - A CHI E' UTILE BERTINOTTI? AI SALOTTI - TRA CASTA E ANTICASTA, RESTA L'ESPATRIO - SARTORI E I FRIZZI DI "COMINCIAMO BENE" - VELTRONI BARZELLETTIERE - LA BUFALA DELL' URANIO IMPOVERITO.

Riceviamo e pubblichiamo:

Lettera 1
Sbuffo perché nell'occhio del ciclone degli scandali della politica e in pasto ai giornali ci deve passare solo il guardasigilli Mastella, che ha avuto perfino l'ardire di mandare gli ispettori a Locri per subordinare la conoscenza della verità. E Bertinotti?Il mistero si infittisce quando i giornali più importanti,con la complicità dei frequentatori dei salotti dell'Urbe,cercano di salvare le apparenze e legittimare il politico più inutile che la nomenclatura italica ricordi sin dalla notte dei tempi.
Lol

Lettera 2
Caro Dagospia, ogni volta che leggo gli articoli sul sistema elettorale italiano trasecolo.
L'attuale legge elettorale della camera è un obbrobrio non per il sistema di assegnazione dei seggi (premio di maggioranza alla coalizione che prende più voti), ma per il contorno (basso sbarramento, assenza di preferenze, possibilità di candidature in partiti diversi e in più circoscrizioni) che porta le segreterie dei partiti ad infischiarsi della volontà degli elettori sulla scelta dei candidati, nominando di fatto i deputati e la quasi assenza dello sbarramento e permette il proliferare delle liste e listine di disturbo.

Il Senato dovrebbe essere l'assemblea delle regioni. Infatti, mentre alla Camera il collegio unico era nazionale anche con il sistema proporzionale, il collegio per i resti era regionale.
Modificando la legge elettorale e non la Costituzione tutti i riferimenti del Senato devono essere regionali, anche i premi di coalizione.

Ma la cosa che fa più ridere è che i detrattori, peraltro considerati "specialisti", che criticano il "porcellum" non dicono che una situazione simile al Senato si sarebbe potuta tranquillamente verificare anche con i precedenti sistemi, proporzionale e "mattarellum", anzi, con i suddetti, si sarebbe potuta verificare anche alla Camera.
Quindi le leggi elettorali possono sembrare belle o brutte, (io per esempio sono per il proporzionale con lo sbarramento, ma per motivi politici, non tecnici), ma non possono modificare il voto dei cittadini: quei sistemi che permettono ciò si chiamano "brogli" o peggio ancora "dittatura".
Stefano Neri

Lettera 3
Caro Roberto, sono di Pisa. Stamani è entrato nella mia stanza un dirigente dell'ente pubblico presso cui lavoro e ci ha detto di andare a vedere il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che inaugurava una piazza sotto il mio ente. Mi sono sentito come una delle famose mucche di Mussolini. Usato per fare la claque al capo del sistema.
Poi ho ascoltato le parole dell'eletto e sento dire che l'antipolitica rovina il Paese. Mi sono chiesto qual è l'antipolitica: coloro che chiedono legalità, rispetto, fine degli sprechi, efficienza ed efficacia dello Stato, fine delle caste e delle corporazioni di un paese ancora fascista in questo?

L'antipolitica è quella dei ministri che offendono i giovani, dei presidenti dinosauri al potere, degli sprechi, degli enti locali schiavi delle consorterie e dei gruppi di potere.
A Pisa abbiamo sentito Napolitano dire che la scuola e lo studio sono una cosa seria. Lui lo riferiva alla Scuola di studi Universitari Sant'Anna di Pisa dove guarda caso ha studiato il figlio.
Ma per noi che ascoltavamo la scuola è quella dell'obbligo nella quale mandiamo i nostri figli che nel mese di settembre non hanno avuto garantito dal Comune di Pisa la mensa e che dal primo ottobre ha anche lasciato a digiuno i bambini delle scuole elementari e materne per problemi di distribuzione dei pasti. E' quella che non garantisce la carta igienica che mio figlio si porta da casa.

Questa è la scuola che Napolitano, dal palchetto che gli hanno costruito, per dedicare una piazza ai "padri della costituzione" non ha visto (una stessa piazza dove un anno fa morì un vigile del fuoco impegnato in un soccorso che invece non viene nemmeno ricordato con una targa). Napolitano mi mandi una mail: mi prendo un giorno al lavoro e gliela faccio visitare io di nascosto la vera Pisa e la vera antipolitica dov'è!
Aldo Assoni

Lettera 4
Caro Dago, in questi tempi di grandi rivolgimenti, l'inerme cittadino medio soppesa con attenzione le iraconde invettive dei ben remunerati alfieri dell'anticasta, pondera con interesse le pensose controargomentazioni dei ben retribuiti campioni della casta, ed infine capisce l'unica via d'uscita dalla sua condizione di vittima predestinata dello sfascio italico: l'espatrio.
Gioacchino Ranucci



Lettera 5
La puntata di Cominciamo Bene su RAI 3 l'ho vista ed il prof. Sartori ha ragione in buona parte. La presunzione di un programma RAI fatto per casalinghe e pensionati (chi guarda la TV alle 11?) di dissertare sull'aumento della temperatura a livello globale e' stata veramente iperbolica. Il prof. Sartori pero' doveva protestare subito dopo che la cantante locale si era esibita in un' inopportuno intermezzo. Alle intemperanze del professore, il presentatore (Fabrizio Frizzi) e' stato sicuramente molto piu' elegante nel cercare delle scuse della co-presentarice (Elsa Di Gati).

I filmati presentati non li ricordo perfettamente, ma per non ricordarli non devono essere stati incisivi: comunque alcuni erano aderenti al tema, altri messi li perche' non c'era altro materiale e bisognava comunque occupare spazio. Sul prof. Battaglia mi astengo (ma ritengo che non abbia detto iperboliche cassate con la Z) e comunque alcuni dati scientifici sono stati omessi (a bella posta?)
A.

Lettera 6
Caro Dago, coloro che hanno contestato Mastella, ritenendo più significativo criticarlo perchè inconsapevole della distanza tra il Paese e la classe politica, probabilmente dovranno ricredersi. Matrix con Mentana allegato ci ha consegnato un Veltroni che, con radiosa disinvoltura ha spiegato che...non mi è possibile farne il sunto. Spiegare Veltroni è come pretendere di raccontare esilaranti barzellette, che abbiamo giurato di rammentare e che invariabilmente rifiutano di fissarsi nella memoria.
Max

Lettera 7
Caro Dago, ho letto che il Senatore Storace ha avuto parole gentili nei confronti della ultranovantenne Senatrice e Premio Nobel Montalcini (mi pare abbia detto qualcosa sulla sua condizione fisica e sulla sua religione). Ho appena finito di leggere un articolo su un altro premio Nobel (Capecchi). Pare che gli storici alleati politici del Senatore Storace ebbero mano pesante nei confronti della madre di Capecchi (la mandarono a Dachau perche' era antifascista) e che lo stesso Capecchi fu quasi sul punto di lasciarci le penne per le condizioni in cui si trovo' l'Italia durante la guerra. Proporrei che al Senatore Storace, cosi' restio a tenere memoria della lezione della storia del nostro paese, venga assegnato un compito a casa. Scrivere 500 volte sul quaderno: "Non mi daranno mai il Premio Nobel come alla Montalcini ed a Capecchi. Io non so perche', ma tutti gli altri si".
Meticcio

Lettera 8
Caro Dago, brogli: tre giorni di full immersion col referendum sul welfare. E domenica, con le primarie del Pd, c'è la possibilità di prendere il diploma.
Adriano Nardini

Lettera 9
Caro Dago, perbacco anche Prodi col colbacco. D'Alema col copricapo vietnamita, aspettiamo altri ministri mascherati. E' cominciata la campagna simpatia orchestrata dai consulenti per l'immagine. Non può mancare il "soccorso" esterno di Repubblica che per il momento si occupa di rendere simpatici i candidati del PD "simpsonizzandoli" nel sito. Vedere per credere: http://voti.kataweb.it/voti/?ref=rephpsp1. Anche i sassi si sono accorti che Amato, Mastella, Di Pietro ecc. sono simpatici come i cancelli del cimitero. Cosa hanno pensato 'sti geni? Imitiamo Berlusconi! Ma benedetti bambocci, Berlusconi lo fa istintivamente, lui è così di natura, voi invece risultate falsi, come quando vi tirate da soli le torte in faccia.
Basettoni

Lettera 10
Caro Dago, trovo davvero di cattivo gusto il titolo dell'agenzia AGI che sventola come uno "scoop dell'orrore" la dichiarazione di Parisi che ci sono 255 militari italiani - fra coloro i quali sono stati impegnati all'estero - che hanno riscontrato malattie tumorali, e che - ahimè - avete riportato pari pari anche voi.

Siamo di fronte al solito sensazionalismo della minchia: infatti leggendo TUTTO il pezzo si evince che il rapporto fra numero di militari che si sono ammalati "al fronte" e quello di militari ammalatisi in patria (255:1427) è più o meno proporzionale al rapporto fra il numero di militari che viene impiegato all'estero (oltre 30.000:190:000) e quello che invece non ha mai trovato impiego all'estero, cioè fra lo 0,15 e lo 0,17.

Dunque la "notizia" semmai sarebbe che non c'è alcuna notizia. Ma purtroppo "luragno" fa sempre la sua porca figura, e attira il lettore. Chissà se qualcuno ha invece mai pensato mai alle malattie gastriche che i militari si buscano nelle mense (oramai tutte gestite da indecenti catering esterni, in mano a borghesi imboscati e lucratori della peggior specie)?
Emanuele Mastrangelo (ex caporale VFA)


Dagospia 10 Ottobre 2007