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DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

volodymyr zelensky donald trump conferenza stampa a mar a lago foto lapresse

DAGOREPORT

Gli occhi sono puntati sull’Iran e il mondo si dimentica di Kiev. Il conflitto in Medioriente è stato un brutto colpo per l’Ucraina: già in posizione debole, viste le simpatie putiniane del suo principale alleato, Donald Trump, il paese invaso dalla Russia ormai più di quattro anni fa resiste indomitamente, ma presto sarà costretto a cedere.

 

Il presidente, Volodymyr Zelensky, molto furbescamente ha tentato di approfittare della situazione: l’esercito ucraino è diventato uno dei più avanzati al mondo, e l’industria bellica ha trovato soluzioni originali, e low cost, per combattere la Russia.

 

MEME SU ZELENSKY CHE NON HA LE CARTE MA GLI INTERCETTORI CONTRO I DRONI IRANIANI

Tra queste, ci sono i piccoli intercettori in grado di abbattere i droni iraniani, che Putin usa a sciami da anni per colpire le linee nemiche.

 

Così, emissari di Kiev hanno fatto un tour del Golfo, offrendo la loro esperienza e i loro prodotti. Un modo intelligente per ricordare al mondo che i fronti sono sovrapponibili: chi combatte la Russia, combatte anche contro l’Iran e il cosiddetto “asse del male”.

 

Per Zelensky è anche e soprattutto un tentativo per convincere Trump a non ritirare il suo supporto e a smetterla di amoreggiare con Putin.

 

“Mad Vlad”, capita l’antifona, continua a martellare senza pietà le città ucraine: ieri ha lanciato mille droni Shahed in tutto il Paese, anche nelle aree dell’Ovest finora quasi risparmiate dai raid: un velivolo kamikaze si è abbattuto sull’ex monastero dei Bernardini, una chiesa del 1600 patrimonio dell’Unesco.

 

Ricorda Marta Serafini sul “Corriere della Sera”: “A Miami […] gli americani non fanno altro che insistere con Kiev: ‘cedete il Donbass e lo trasformeremo nel paradiso’, è il messaggio della Casa Bianca alle prese con il blocco dello Stretto di Hormuz e con un Cremlino in posizione di forza data la sua alleanza con Teheran.

 

VLADIMIR PUTIN - DRONI - IRAN RUSSIA

I fili si annodano sempre più stretti intorno alle mani del presidente Volodymyr Zelensky che, sempre più spazientito di fronte alle indecisioni degli alleati e ai voltafaccia di Trump sbilanciato verso Putin, torna a chiedere aiuto e difesa aerea per evitare altre morti.

 

Sulla linea del fronte, lunga circa 1.250 chilometri, i militari di Kiev, ridotti ormai all’osso, con l’arrivo della primavera si preparano a una nuova offensiva da parte dell’esercito russo, più numeroso.

 

VIKTOR ORBAN - VLADIMIR PUTIN

[…] L’Institute for the Study of War spiega come la Russia abbia intensificato i suoi attacchi a partire dal 17 marzo e abbia spostato equipaggiamento pesante e più truppe in prima linea.

 

Un quadro che preoccupa alla luce del veto ungherese a causa del quale restano bloccati i 90 miliardi di aiuti Ue necessari all’Ucraina per continuare a resistere a Mosca e difendere l’Europa tutta”.

 

E si torna al solito punto dolente: con il disimpegno americano, il futuro della battaglia ucraina ricade tutto sulle spalle dell’Unione europea, a sua volta bloccata dal premier di Budapest, Viktor Orban. Il “Viktator” ungherese è in ansia per le elezioni del 12 aprile prossimo: i sondaggi per la prima volta da 16 anni lo danno perdente (l'ultimo, assegna allo sfidante, Peter Magyar, addirittura 23 punti di vantaggio) e anche Trump gli ha fatto un endorsement (ormai garanzia di insuccesso).

 

GLI INTERCETTORI UCRAINI CONTRO I DRONI IRANIANI

Da più parti in Europa si invoca il ricorso all’articolo 7 del Trattato sull’Unione europea (TUE), che permetterebbe di togliere all’Ungheria il diritto di veto nelle riunioni del consiglio europeo.

 

La decisione è più che altro politica: per invocarlo serve una violazione grave dei valori dell’UE, che è sotto gli occhi di tutti. Soprattuto dopo le incredibili rivelazioni del “Washington Post” sui colloqui del ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto con l’omologo russo, a margine dei summit UE.

 

Cosa aspetta l’Europa a prendere provvedimenti? Anche a Bruxelles attendono il 12 aprile: agire prima darebbe a Orban solo un altro alibi da sventolare in campagna elettorale. Tutti prendono tempo, ma l’Ucraina non ne ha…

 

MOHAMMED BIN SALMAN - VOLODYMYR ZELENSKY

L'UTILIZZO DI DRONI DA PARTE DI UNA COMPAGNIA ENERGETICA UCRAINA POTREBBE RAPPRESENTARE UN MODELLO PER IL MEDIO ORIENTE

Traduzione di un estratto dell’articolo di Andrew E. Kramer per il “New York Times”

 

Anni prima che droni e missili iraniani colpissero impianti petroliferi e del gas naturale in Medio Oriente, la Russia aveva iniziato a prendere di mira il settore energetico ucraino.

 

La compagnia nazionale ucraina di petrolio e gas ha risposto spendendo milioni di dollari in sistemi di difesa aerea - una misura che ora i giganti energetici del Golfo Persico potrebbero dover replicare per proteggere il flusso di forniture cruciali.

 

viktor orban volodymyr zelensky

La società ucraina Naftogaz paga dispositivi utilizzati dall’esercito del Paese, come sistemi di disturbo elettronico e droni intercettori.

 

L’azienda, che produce e trasporta petrolio e gas oltre a fornire gas ai consumatori ucraini, ha costruito barriere in cemento per proteggere le attrezzature critiche. Prevede inoltre di interrare stazioni di pompaggio e altri impianti con componenti costosi in bunker sotterranei.

 

[…]

 

drony - non ci sono paragoni - meme by emiliano carli

Esperti ucraini di droni stanno fornendo consulenza ai Paesi del Medio Oriente. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato la scorsa settimana che oltre 200 ucraini sono stati inviati in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, oppure sono diretti in Kuwait per fornire assistenza nella guerra anti-drone.

 

[…]I Paesi del Medio Oriente hanno utilizzato grandi quantità di missili di difesa aerea, estremamente costosi, per abbattere gli Shahed, il cui costo varia tra circa 30.000 e oltre 50.000 dollari.

 

“Non c’è possibilità di difendere gli impianti da centinaia di Shahed con missili di difesa aerea”, ha affermato Koretsky.

 

I produttori di droni intercettori ucraini a basso costo riferiscono di essere stati sommersi da richieste provenienti dai Paesi del Medio Oriente.

 

[…] Sistemi di intercettazione e disturbo per proteggere petrolio e gas. In Ucraina, Naftogaz ha speso circa 180 milioni di dollari nel corso della guerra per finanziare l’acquisto di difese aeree e altre attrezzature militari, ha spiegato Koretsky. L’azienda ha anche donato parte degli armamenti per proteggere siti non energetici, come le città.

 

vladimir putin ali khamenei

I funzionari energetici ucraini hanno dovuto affrontare una minaccia in continua evoluzione.

 

La Russia ha distrutto una grande raffineria all’inizio della guerra, ma ha evitato attacchi significativi alle infrastrutture del gas naturale fino allo scorso anno, quando è scaduto un contratto per il transito del gas russo verso l’Europa attraverso l’Ucraina. Kiev aveva continuato a trasportare il gas nonostante la guerra per evitare uno shock energetico in Europa. […]

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