andrea delmastro michele senese

ANDREA DELMASTRO ANCORA NEI GUAI: IL SOTTOSEGRETARIO MELONIANO ALLA GIUSTIZIA ERA IN AFFARI CON LA FAMIGLIA DEL PRESTANOME DEL CLAN SENESE, CHE DA ANNI COMANDA A ROMA - LA STORIA È LEGATA A UN RISTORANTE ROMANO, "LA BISTECCHERIA D’ITALIA", DI PROPRIETA’ DELLA SOCIETÀ “LE 5 FORCHETTE SRL”, DI CUI L’ESPONENTE DI FDI (DI BIELLA!) AVEVA UNA QUOTA - DELLA COMPAGINE SOCIETARIA FACEVA PARTE ANCHE MIRIAM CAROCCIA, FIGLIA DI MAURO: L'UOMO E' IN CARCERE A VITERBO DOVE STA SCONTANDO UNA CONDANNA DEFINITIVA A 4 ANNI PER L’INDAGINE SUL CLAN CAMORRISTICO CAPEGGIATO DA MICHELE SENESE, DETTO ‘O’ PAZZ’ – DELMASTRO DICE DI AVER LASCIATO LA SOCIETA’ APPENA SCOPERTO TUTTO. MA COME MAI IL SOTTOSEGRETARIO ALLA GIUSTIZIA (SIC!), CHE AVREBBE MANGIATO AL RISTORANTE MENTRE CAROCCIA E LA FIGLIA ERANO NEL LOCALE, HA NASCOSTO QUESTA SOCIETÀ AL PARLAMENTO? IL CASO FINISCE IN ANTIMAFIA: DELMASTRO E' GIÀ CONDANNATO IN PRIMO GRADO PER RIVELAZIONE DEL SEGRETO D’UFFICIO NEL CASO COSPITO E COINVOLTO NELL’AFFAIRE POZZOLO...

 

Estratti da open.online

 

«Si parla di una società con una ragazza non imputata e non indagata, che si scopre essere “la figlia di”…

 

Nel momento in cui l’ho scoperto ho lasciato la società e l’ho fatto per il rigore etico e morale che mi contraddistingue».

 

andrea delmastro

Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove si difende con il classico “a mia insaputa” nella vicenda della società costituita da lui e da altri di Fratelli d’Italia con Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia, successivamente condannato in via definitiva per associazione mafiosa con il Clan Senese.

 

Eppure nella vicenda resa nota ieri 18 marzo da Alberto Nerazzini sul Fatto Quotidiano ci sono molte cose che non tornano.

 

Il Fatto Quotidiano scrive oggi che Delmastro si è recato nel ristorante Bisteccheria d’Italia almeno in un’occasione.

 

E nell’occasione Miriam non lo ha riconosciuto: a dirle che il sottosegretario è al suo tavolo è suo padre Mauro. Che all’epoca gestisce la bisteccheria con tanto di video su TikTok per pubblicizzarla.

 

Rimane poi la curiosità maggiore, ovvero: come è successo che una serie di politici piemontesi di punto in bianco ha deciso di aprire un ristorante a Roma?

 

Delmastro ha poi detto di essersi liberato «immediatamente» delle sue quote. In realtà prima ha girato il 25% alla sua società nel novembre 2025 e poi le ha cedute il 27 febbraio 2026. È una casualità che la condanna definitiva a Caroccia senior sia arrivata il 19 febbraio?

 

IL CASO DELMASTRO-SENESE

Gabriella Cerami per repubblica.it - Estratti

bisteccheria d italia

 

In affari con la famiglia Caroccia, legata al clan dei Senese, che da anni comanda a Roma, c’erano il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, e il gruppo dirigente di Fratelli d’Italia a Biella.

 

Giorgia Meloni non lo ha scoperto dall’articolo pubblicato ieri dal Fatto Quotidiano, ma era stata avvisata oltre un mese fa dai vertici del suo partito, venuti a conoscenza della vicenda, scoppiata adesso a quattro giorni dal voto sul referendum.

 

La storia è legata alla società “Le 5 Forchette Srl”, di cui l’esponente di FdI aveva una quota.

 

Della compagine societaria faceva parte anche Miriam Caroccia, figlia di Mauro attualmente in carcere a Viterbo dove sta scontando una condanna definitiva a 4 anni per l’indagine della Dda di Roma sul clan di stampo camorristico capeggiato da Michele Senese, detto ‘O’ Pazz’.

 

La srl, fondata davanti a un notaio di Biella, aveva l’unità locale in via Tuscolana, al civico 452, dove è stato aperto il ristorante “Bisteccheria d’Italia”.

 

Il 19 febbraio arriva la sentenza definitiva della Cassazione con la conferma delle condanne definitive con l’aggravante di mafia e Delmastro il 27 febbraio cede definitivamente la sua quota.

michele senese

 

La premier è infuriata. Il timore è che, questo nuovo caso giudiziario legato a Delmastro, già condannato in primo grado per rivelazione del segreto d’ufficio nella vicenda dell’anarchico Cospito, possa impattare sul referendum.

 

In FdI inoltre hanno paura che possano venir fuori foto di Delmastro con Mauro Caroccia. Per questo, per adesso, su indicazione del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, gli esponenti di maggioranza provano a spostare l’attenzione, con una «scia» — la chiamano così — di dichiarazioni su Trani, quando invece le opposizioni chiedono che il caso venga discusso in commissione Antimafia.

 

Ed ecco infatti il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami: «Francamente non ci trovo niente di sconcertante o di incredibile. Trovo invece più sconcertante e più incredibile che il capo della procura di Trani vada a fare un convegno con il presidente della provincia di Trani, che è indagato dalla procura di Trani». E poi la collega Carolina Varchi: «L’opposizione sta montando un polverone su un caso Delmastro che di fatto non c’è».

 

Pd, M5s e Avs insistono e vanno all’attacco. I dem chiedono a Meloni di chiarire e alla commissione Antimafia «di acquisire gli atti sulla vicenda che riguarda esponenti piemontesi di FdI, in primis il sottosegretario Delmastro». La presidente Chiara Colosimo ha fatto sapere che non ha nulla in contrario nell’affrontare il caso.

 

Dal canto suo Delmastro respinge qualsiasi insinuazione.

mauro caroccia

 

«La mia storia antimafia è chiara ed evidente. Il mio livello di scorta — afferma — non nasce per altri motivi se non per la mia battaglia contro la mafia». Poi entra nel merito della vicenda: «Si parla di una società con una ragazza non imputata e non indagata, che si scopre essere “la figlia di”».

 

Una volta scoperto, sostiene il sottosegretario alla Giustizia, «ho lasciato la società. E l’ho fatto per il rigore etico e morale che mi contraddistingue».

 

Per M5S le parole del sottosegretario sono «disarmanti. Non è minimamente credibile — sostengono i membri pentastellati in Antimafia — che una ragazza di 18 anni agisca da sola come amministratore unico con il 50% delle quote di una società, è evidente che dietro di lei si muove il ben noto gruppo familiare.

 

Delmastro vuole dirci di essersi accorto solo dopo una sentenza definitiva che Miriam Caroccia è “figlia di”?. La vicenda giudiziaria della famiglia Caroccia e del clan Senese andava avanti da anni».

 

Stesse accuse arrivano da Elisabetta Piccolotti, di Avs: «Questi personaggi sono gli stessi che poi ci danno lezioni di amministrazione della giustizia in tv». Adesso la maggioranza aspetta la consultazione referendaria per poi fare i conti al suo interno.

 

giusi bartolozzi andrea delmastro foto lapresse

CASO DELMASTRO: QUELL’INCONTRO DAL NOTAIO, LE COINCIDENZE DELLE DATE E LA SRL NASCOSTA ALLA CAMERA

Giuliano Foschini e Andrea Ossino per repubblica.it - Estratti

 

Al primo piano del civico 2 di via Garibaldi, a Biella, il 16 dicembre 2024, non è una riunione qualunque. C’è un notaio, un tavolo lungo, una porta chiusa. Attorno siedono uomini e donne che contano. Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro.

 

La vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino. Il consigliere regionale Davide Eugenio Zappalà. L’assessore ai lavori pubblici Cristiano Franceschini. E poi c’è lei. Diciotto anni.

 

Arriva da Roma. Si chiama Miriam Caroccia. Non ha incarichi, non ha un profilo pubblico, non ha una storia politica. Eppure è seduta lì, davanti al notaio, insieme a loro. Per creare una società, la 5 Forchette srl, che avrà il compito di gestire alcuni ristoranti. Chi è quella ragazza? Che ci fa in mezzo a un sottosegretario e i notabili di Fratelli d’Italia? Davvero ci vogliono fare credere, come Delmastro fa oggi, che nessuno se lo chiede? E ancora: che cosa è veramente quella società? Sono le domande che ieri si è posto Il Fatto quotidiano che ha raccontato per primo questa storia. Ma non sono le sole.

 

Repubblica ha potuto documentare, infatti, che il sottosegretario ha nascosto questa società al Parlamento. La proprietà delle quote non risulta infatti nella dichiarazione depositata alla Camera il 30 settembre 2025.

screenshot 2026 03 19 alle 07.43.13

 

Per tessere il filo della storia bisogna partire proprio qui, dalla società. Le 5 Forchette srl. Diecimila euro di capitale sociale. La metà è di Caroccia.

 

Il 25 per cento è del sottosegretario. Il resto è diviso tra gli altri soci presenti davanti al notaio e Donatella Pelle, imprenditrice con partecipazioni in più società, e moglie di un importante avvocato nato a Locri, che nella sua tenuta di Biella organizza feste per il partito.

 

La sede dell’azienda è nello studio di un commercialista che è anche assessore al Bilancio del Comune di Biella. Sulla carta si tratta di un’operazione ordinaria. Una società di ristorazione. Una delle tante. Niente che faccia rumore. E infatti non ne fa.

 

Ma perché quella ragazzina? Miriam porta un cognome, Caroccia, che a Roma non è sconosciuto. Compare negli atti giudiziari che riguardano il gruppo guidato da Michele Senese, detto «’o pazzo». (...) Mauro Caroccia, il padre della ragazza, viene condannato per intestazione fittizia di beni con l’aggravante di aver agevolato il clan Senese.

carlo nordio con andrea delmastro al teatro parenti di milano per il comizio sul referendum giustizia foto lapresse

 

Secondo le sentenze, attraverso società e attività di ristorazione venivano schermati capitali riconducibili all’organizzazione. Tradotto: il padre di Miriam è un prestanome del clan Senese, gli amici di Diabolik, i più importanti della capitale. La sua vicenda giudiziaria personale è lunga. Arresti nel 2020. Una prima condanna. 

 

(...)

E invece il sottosegretario alla Giustizia non sa. O meglio: non conosce il curriculum giudiziario del padre della sua socia. Non lo sa quando crea la società. E non lo sa quando Le 5 Forchette prende in gestione il ristorante «Bisteccheria d’Italia», in via Tuscolana, a Roma.

 

Quaranta coperti, carni pregiate. Delmastro continua a non saperlo anche quando incontra Caroccia, all’interno di quel ristorante in cui l’uomo dei Senese non si muove come il padre della proprietaria ma come il gestore. Di più, come un influencer. Video, dirette, è il mattatore del locale.

 

andrea delmastro emanuele pozzolo

«Guarda questa bistecchina», dice, mostrando piatti e tavoli. «Vi aspetto». È lui il volto dell’attività. È lui che la racconta, che la espone, che la tiene in piedi. Ad aprile c’è una grande inaugurazione. Il locale vola. «Ci andavano calciatori, giornalisti, volti noti», racconta chi frequenta quella zona. 

 

(...)

Il 30 settembre Delmastro deposita la sua dichiarazione dei redditi al Parlamento e non indica che a dicembre del 2024 era entrato nella società Le 5 Forchette. Perché? Teme qualcosa? Lo vuole rimandare all’anno successivo? O forse perché sa che sta per cominciare un vorticoso passaggio di quote.

 

delmastro meloni

Nel novembre 2025 Delmastro trasferisce il suo 25 per cento alla G&G, una società immobiliare di cui è unico proprietario, per 2.500 euro. Formalmente esce. In realtà resta dentro. Le quote non vengono cedute a un soggetto terzo, ma a una società che è interamente sua. È un passaggio interno, che non interrompe il controllo ma lo sposta. Poi arriva la fase finale.

 

Dopo la condanna in appello bis e la conferma in Cassazione nel febbraio 2026, inizia la dismissione. È il segnale d’allarme. A Repubblica risulta infatti che in quei giorni anche i piani alti del partito e del governo vengono messi a conoscenza della vicenda Caroccia. E scatta l’allarme. La G&G cede le quote a Donatella Pelle. Gli altri soci fanno lo stesso.

 

Le partecipazioni vengono progressivamente scaricate. Le cifre sono contenute: 1.500 euro per le quote degli esponenti politici, 3.500 euro per quelle detenute dalla Pelle, comprese quelle originariamente del sottosegretario. Alla fine resta una sola persona. Miriam Caroccia. La ragazza seduta davanti al notaio di Biella. La socia. A loro insaputa.

giovanni donzelli con la moglie alessia e andrea delmastro delle vedove ANDREA DELMASTRO E GIOVANNI DONZELLI delmastro meloniDELMASTRO E DONZELLI COME LE GEMELLE DI SHINING - MEME BY EMILIANO CARLI DONZELLI PINOCCHIO E DELMASTRO GEPPETTO - MEME BY EMILIANO CARLI andrea delmastro con giovanni e alessia donzelli ricevimento quirinale 2 giugno 2024

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