ISRAELE: IL TUMORE DI OLMERT - MASTELLA: A GENNAIO CAMBIAMO MINISTRI (DISPOSTO AL SACRIFICIO) - DINIANI E IDV DISERTANO RIUNIONI MAGGIORANZA - SI LITIGA NEL PIDÌ. BINDI: WALTER RISPETTI LA MINORANZA - PARISI: POTREI LASCIARE.

1 - STENTO.
Jena per "La Stampa"
- Quando Prodi ha esordito con il suo «care democratiche e cari democratici», D'Alema ha trattenuto a stento un conato.

2 - L'ANNUNCIO DI OLMERT: HO UN CANCRO MA NON E' GRAVE.
(Apcom)
- I fantasmi del passato tornano ad aleggiare sullo stato d'Israele. Ehud Olmert ha un cancro alla prostata: microscopico, senza metastasi, tale da non mettere a rischio la vita del primo ministro. Sarà operato, ma non servirà un trattamento di chemioterapia. Il premier, che non lascerà la guida dell'esecutivo, ha voluto convocare una conferenza stampa per informare gli israeliani sulle sue condizioni di salute. E il pensiero di tutti è andato subito ad Ariel Sharon, suo predecessore alla guida del governo. Lui lotta ancora contro la morte, in uno stato di coma che si protrae ormai dall'inizio dello scorso anno.

E' forse pensando proprio a Sharon che Olmert ha deciso di indire una conferenza stampa per rendere pubbliche le sue condizioni di salute. Non era obbligato, la legge non lo prescrive. Ma il ricordo di 'Arik' ha agevolato la scelta della trasparenza. E così, il primo ministro si è presentato davanti alla stampa: "i risultati di un esame medico di routine hanno evidenziato la presenza dei primi segni di un cancro alla prostata", ha detto. Si tratta di un tumore "microscopico, senza metastasi che può essere asportato chirurgicamente". Secondo i medici del primo ministro "non ci sarà bisogno di chemioterapia o radioterapia". Il premier ha confermato che resterà alla guida del governo "fino al trattamento chirurgico" e vi tornerà "subito dopo". D'altra parte, ha aggiunto lo stesso Olmert, gli specialisti hanno garantito "una ripresa totale" dopo l'intervento.

3 - RIUNIONI MAGGIORANZA SENZA DINIANI E IDV.
(Ansa)
- Il gruppo dell'Italia dei Valori e alcune componenti della maggioranza, come i Diniani e l'Unione Democratica (Bordon e Manzione) che sono ''dissidenti'' ma ancora nell'Ulivo, hanno disertato oggi la riunione organizzata dalla maggioranza in mattinata per esaminare e mettere a punto gli emendamenti sulla Finanziaria che saranno esaminati in commissione Bilancio. ''Li avevo invitati - afferma il relatore della Finanziaria Giovanni Legnini - Ma, anche se non ci sono, il governo da un lato e io dall'altro portiamo avanti il confronto sui loro emendamenti. Stiamo valutando le loro proposte, come quella della riduzione dei membri del governo che e' certamente importante''. Legnini ha poi affrontato il nodo della presenza dei Gruppi della maggioranza. ''Per quanto riguarda i gruppi veri e propri - ha detto Legnini - Italia dei valori deve avere un ruolo piu' attivo e partecipativo. Anche in questo caso, pero', non ci sono problemi''.

4 - MASTELLA (A DINI): DIVIDERE LETTI SE SI FANNO SOGNI DIVERSI.
(Agi)
- "Se si sta nello stesso letto e si fanno sogni diversi, tanto vale dividere i letti e fare ciascuno i propri sogni". Lo dice a margine di una visita al tribunale di Torre Annunziata il ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Senza menzionare esplicitamente la mancata partecipazione a una riunione di maggioranza dei diniani e dell'Italia dei valori, Mastella sottolinea: "L'unica cosa che non si puo' fare e' provocare l'ira del Paese, con uno che va a una riunione e l'altro che non ci va. Si puo' anche vivere di un voto solo, purche' ciascuno faccia la sua parte e soprattutto dando l'idea al paese di essere insieme, perche' si vuole stare insieme". "Se invece ognuno sta nello stesso letto - conclude - e fa sogni diversi, tanto vale dividere i letti e fare ciascuno i propri sogni".

5 - MASTELLA: A GENNAIO CAMBIAMO MINISTRI.
(Agi) - "Secondo me a gennaio sarebbe giusto rivedersi e vedere cosa fare, snellire il governo". Cosi' il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, a margine di una visita al tribunale di Torre Annunziata, sottolinea come dopo la finanziaria sia possibile un 'tagliando' all'Esecutivo. "Metterei insieme condizioni diverse - dice - questo e' possibile ed e' giusto che debba essere fatto. Non e' la prima volta che capita, si fa anche in Francia e in Germania, dove ogni tanto cambiano ministri. Magari si cambia anche il titolare di Grazia e giustizia, io non ho difficolta'. Pero' credo che sia giusto dopo due anni vedere come proseguire e se ci sono le condizioni per proseguire".

6 - DI PIETRO, VOTIAMO CON L'UNIONE MA NO AUMENTI DI SPESA.
(Adnkronos)
- "Voteremo a favore della maggioranza e non contro", dice Antonio Di Pietro in una intervista a 'Repubblica' sulla Finanziaria in cui spiega che l'assenza di Idv all'ultimo vertice di maggioranza al Senato "e' solo per un disguido, non eravamo stati informati della riunione, la nostra non e' stata certa una assenza di protesta". Il ministro della Infrastrutture spiega: "Seguiremo l'impostazione del Pd che considerimo il punto di riferimento della coalizione".
Sul Ponte di Messina Di Pietro chiarisce: "Non vogliamo il Ponte, ma non intendiamo buttare via i soldi dalla finestra. Sciogliere la societa' Stretto di Messina vuol dire buttare via 500 milioni inutilmente. Non ci stiamo". Sulle rischieste della sinistra sui precari e gli incapienti, Di Pietro e' chiaro: "Credo che al momento non si possa fare".

7 - GOVERNO: IL 40 % DEGLI ITALIANI VUOLE VOTO ANTICIPATO, IL 16% NUOVO ESECUTIVO.
(Adnkronos) - Delusi dal governo, gli italiani spingono per nuove elezioni. Il 40 % dei nostri concittadini, infatti, vuole il voto anticipato, il 16% chiede un nuovo esecutivo. I dati arrivano da un sondaggio pubblicato oggi dal "Corriere della Sera" di Renato Mannheimer, docente di Analisi dell'opinione pubblica, Tecniche di analisi dell'opinione pubblica, Tecniche di rilevazione presso l'Universita' degli studi Milano-Bicocca.



Nel sondaggio, Mannheimer, sondaggista ed analista delle tendenze elettorali per il quotidiano di Via Solferino, oltre che collaboratore della trasmissione Tv 'Porta a Porta', sottolinea che per il 40% degli italiani il governo deve dimettersi e bisogna fare nuove elezioni, per il 31% invece deve continuare il governo Prodi, per il 16% occorre cambiare governo senza nuove elezioni, mentre solo il 13% degli intervistati non sa rispondere.

8 - MELANDRI: CONSULTAZIONI E VOTI PER IL PD, VIA INTERNET.
(Adnkronos)
- "Nel merito, le critiche che sono arrivate sono irricevibili", "pero' quel dispositivo che e' stato votato andava chiarito meglio". Lo dice Giovanna Melandri, in una intervista a 'l'Unita', parlando delle polemiche seguite all'Assemblea del Pd di Milano. "Era necessaria una maggiore attenzione da parte della regia, quella disattenzione si poteva evitare", spiega il ministro della Sport a proposito della contestata indicazione dei coordinatori.
"La commissione Statuto, quella col compito di costruire l'organizzazione del partito e le forme di partecipazione potrebbe consultare via Internet gli altri costituenti", e' la proposta della Melandri che prevede anche il voto via Internet. "Credo che in futuro dovremo sperimentare molti meccanismi di questo genere"; "questa sara' una buona occasione per far contare davvero i delegati eletti da 3 milioni di cittadini". Per la Melandri, "sabato abbiamo visto riaffermare una importante concordia tra Prodi e Veltroni", che "sono uno una prosecuzione del'altro. Sono strategicamente alleati".

9 - PARISI: PARTENZA NON DEMOCRATICA NEL PD. SI CAMBI O POTREI LASCIARE.
(Adnkronos) - "Un'occasione sciupata, se non addirittura sprecata". Arturo Parisi, in una intervista a 'Repubblica', lamenta la scarsa democrazia manifestata nel Pd al momento della sua nascita. Una linea da cambiare, altrimenti "non potrei non interrogarmi sulla possibilita' di aderire", aggiunge. "In tre minuti l'Assemblea si e' vista paracadutare dall'altro un partito preconfezionato"; "qui si e' fatto tutto con tre colpi di sciabola", spiega il ministro della Difesa. "Dobbiamo mettere riparo a quel che e' accaduto. Ma bisogna prima verificare se esista o meno una condivisione di giudizio", altrimenti "ognuno decidera' cio' che la coscienza gli suggerisce".

10 - BINDI: DA VELTRONI DECISIONI ANTIDEMOCRATICHE.
(Adnkronos)
- "Le regole della democrazia interna di un partito non possono essere sostituite dal leader dal volto umano. Io la penso cosi': un segretario che ha il 76% dei voti e' forte, e tanto piu' forte tanto piu' deve rispettare l'altro 24%". Rosy Bindi, in una intervista al 'Correre della sera', torna a criticare Walter Veltroni per le prime decisioni prese dal neo segretario del Pd a Milano sull'organizzazione interna del partito. "Nel simbolo elettorale ci dovranno essere le foglie dell'Ulivo", dice anche la Bindi a proposito del 'marchio' del Partito democratico.

"Anche Walter e' stato eletto da una pluralita' di liste che non la pensano tutti allo stesso modo", dice sempre il ministro della Famiglia, che dubita anche del feeling tra Prodi e Veltroni: "La conclusione di Veltroni ha lasciato qualche ambiguita' perche' in tempo improprio ha stressato cosi' tanto il concetto di partito a vocazione maggioritaria fino ad apparire alla ricerca dell'autosufficienza. Non doveva farlo adesso, con una coalizione cosi' complicata"; "non puoi dire quanto e' brutta la coalizione perche' questo non aiuta Prodi".

11 - FIORONI: SE SI VUOLE CONTESTARE LO SI FA SUBITO E CON UN VOTO.
(Adnkronos) - Chi non condivide le scelte di Veltroni "deve prendere il microfono e dirlo dal palco. Vale per Parisi, e vale anche per gli altri"; "in un'assemblea di 2800 persone chi non e' d'accordo non e' che rumoreggia: vota contro. Gioca la sua partita democratica. Se occorre anche contro gli applausi scroscianti". Giuseppe Fioroni, in una intervista alla 'Stampa', non condivide le forme di protesta di chi ha contestato le scelte organizzative di Veltroni per il Pd all'Assemblea costituente di Milano.

"Tutto e' perfettibile e migliorabile. Se poi mi si chiede se sono soddisfatto al 90, all'80 o al 70% beh, abbiamo appena cominciato a costruire un partito", spiega il ministro dell'Istruzione. "Il pluralismo e' stato rispettato, cosi' pure l'equilibrio tra forze. Per questo non e' fondamentale lavorare per correnti", dice ancora Fioroni che, tra l'altro, spiega: "Il gioco lo decideranno i segretari regionali: noi ne abbiamo sette, loro nove".


Dagospia 29 Ottobre 2007