IL GOVERNO FA MARCIA INDIETRO: DL ESPULSIONI DECADRÀ - MANTOVANO (AN): AMATO È DI PAROLA, SI DIMETTERÀ - IL GEN. D'ARRIGO: SPECIALE FUORI DALLA REALTÀ - UNIONI CIVILI, VELTRONI STUPITO DA "AVVENIRE".

1 - SOSPIRI.
Jena per "La Stampa"
- Approvata dall'Onu la moratoria, sospese le esecuzioni. Sospiro di sollievo di Prodi.

2 - CHITI: DL ESPULSIONI SARA' LASCIATO DECADERE.
(Asca)
- Il decreto legge sulle espulsioni facente parte del 'pacchetto sicurezza' sara' lasciato decadere. Lo ha detto ai giornalisti il ministro per i Rapporti con il Parlamento e le Riforme Istituzionali, Vannino Chiti, al termine della riunione della conferenza dei capigruppo della Camera.
'Il Ministero dell'Interno - ha aggiunto Chiti - sta gia' lavorando ad un nuovo provvedimento legislativo che assicuri continuita' con quello in decadenza e tenga in vita le misure gia' adottate'. Per cio' che concerne le norme sull'omofobia, queste 'non rientrano nella materia della sicurezza' e quindi saranno ospitate in un ddl all'esame della Commissione Giustizia della Camera.
Il nuovo decreto sara', necessariamente, varato entro la fine dell'anno, molto probabilmente il prossimo 28 dicembre.

3 - CICCHITTO: GOVERNO IN FUGA DOVREBBE DIMETTERSI PER VERGOGNA.
(Adnkronos) - 'Un governo normale che fosse andato incontro ad infortuni come quello su Petroni e quello sul generale Speciale avrebbe gia' dovuto invitare il ministro responsabile di questo intreccio di arroganza, di lesioni al diritto e di gaffes a dimettersi". Lo afferma il vice coordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto, che aggiunge: "Ma e' di fronte al ritiro sul decreto sulla sicurezza che questo governo nel suo insieme dovrebbe dimettersi per la vergogna".

"Il governo -prosegue- gioca con la sicurezza dei cittadini per assicurarsi la sua sicurezza parlamentare che anche su questo provvedimento era a forte rischio. Il governo e' in fuga sul tema cruciale della sicurezza mentre ha addirittura provato ad usare il Presidente della Repubblica per mettersi al riparo dallo scontro tra sinistra radicale e centristi".

"Il ritiro del decreto, non reiterabile, apre un'altra falla nel sistema a parte i possibili ricorsi delle parti interessate. Saremmo di fronte ad uno spettacolo grottesco se la materia in discussione non fosse assai seria, anzi drammatica. Evitiamo per carita' di patria -conclude Cicchitto- di ricordare da quale episodio fu provocata la decisione governativa di presentare un decreto".

4 - MANTOVANO (AN): AMATO E' PERSONA DI PAROLA E SI DIMETTERA'.
(Adnkronos)
- "Se, come tutti sanno, Giuliano Amato e' persona di parola, e' fuor di dubbio che dara' le dimissioni nella medesima giornata in cui il governo ritira il decreto legge cui lo stesso ministro ha esplicitamente collegato la propria permanenza al Viminale". Lo afferma l'esponente di An Alfredo Mantovano.

"Un minuto prima di andare via egli ha pero' il dovere di salvare gli effetti degli allontanamenti gia' disposti e di correggere un altro errore, che aveva motivato in origine il decreto: quello che, in un precedente atto del governo, aveva concentrato il potere di allontanamento in capo allo stesso ministro -conclude Mantovano- Se la scena offerta finora e' stata un misto di farsa e di tragedia, Amato chiuda per lo meno con un briciolo di serieta'".

5 - VIOLANTE: CHE RAPPORTO POLITICA-AMMINISTRAZIONE?
(Ansa)
- 'Davanti a questo decreto ma anche in seguito alla vicenda della rimozione del consigliere di amministrazione Rai Petroni dobbiamo chiederci quale sia il rapporto tra Politica ed Amministrazione'. Lo ha detto nell'Aula della Camera il presidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio Luciano Violante in seguito alla comunicazione della rinuncia da parte del governo alla conversione del decreto legge in materia di sicurezza.
'Come e' possibile - spiega Violante - che quell'emendamento impossibile sia stato dichiarato ammissibile in un ramo del Parlamento? Se l'amministrazione non serve il governo in piena lealta' allora c'e' un problema per il sistema della politica'.



6 - CANNAVO' LASCIA GRUPPO PRC, PASSA AL MISTO.
(Ansa)
- Salvatore Cannavo', eletto alla Camera nelle liste di Rifondazione, lascia il gruppo del Prc e passa al Misto. Lo ha annunciato nell'Aula di Montecitorio il presidente Fausto Bertinotti.

7 - IL GEN D'ARRIGO: "LETTERA GENERALE SPECIALE FUORI DA REALTA'".
(Italpress) - "In questi sette mesi sono accadute molte cose.
La situazione e' degenerata e il generale Speciale, che ha continuato ad agire per fatto personale, ha perso il senso della realta'. Perche' la lettera di dimissioni da un incarico che non aveva e in cui non avrebbe mai potuto essere reintegrato e' una lettera fuori dalla realta'. Dico sempre ai miei collaboratori, che ciascuno di noi ha il suo tempo. Il tempo di Speciale e' finito. Lui ha deciso che e' finito in una certa data. Per me era finito molto prima". Lo afferma il comandante generale della Guardia di Finanza, Cosimo D'Arrigo, in un'intervista al quotidiano "La Repubblica" in edicola oggi.

"Non solo non condivido nulla dei contenuti di quella lettera - aggiunge -, ma che i principi della nostra Costituzione prevedono che in caso di conflitto tra Autorita' politica e autorita' militare, i generali debbano giustamente perdere. Sempre".
"In questi sette mesi - sottolinea D'Arrigo -, anche facendo violenza a me stesso, mi sono imposto il silenzio per chiudere con un passato che non ci deve piu' riguardare. Per disgiungere il problema personale di Roberto Speciale dai destini e dall'immagine di un Corpo di 60 mila donne e uomini".

8 - VELTRONI: UNIONI CIVILI NO SCONFITTA PD. STUPISCE 'AVVENIRE'.
(Apcom) - Il fatto che il consiglio comunale di Roma non sia riuscito ad approvare alcun atto sul tema della unioni civili non significa che il Pd sia stato "sconfitto".
Anzi, spiega il segretario del Partito democratico e sindaco della Capitale Walter Veltroni in una lettera a Repubblica, si è impedito al Pd di offrire "un terreno di confronto avanzato, serio e rispettoso di tutte le sensibilità. La sconfitta è stata un'altra. Vittima di integralismi e forzature di vario genere è stata la possibilità (reale) di far sì che la città di Roma chiedesse a voce alta al Parlamento di dare una risposta adeguata e moderna alle aspettative di tanta parte della società".

"A Roma, in questi anni e senza proclami, i diritti sono stati tutelati e rafforzati", assicura Veltroni. Il sindaco spiega di non essere "stupito dall'atteggiamento ostile" della destra, ma di essere rimasto colpito dalla presa di posizione del quotidiano 'Avvenire': "Ritengo non solo legittimi ma fecondi per la politica interventi e pronunciamenti della Chiesa, ma l'autonomia e la laicità dello Stato e delle istituzioni non possono essere messi in discussione". Ma chi ha deluso il sindaco di Roma è soprattutto la sinistra radicale, spiegabile solo "in un'ottica molto più piccola rispetto ai temi in discussione, alla luce di dichiarazioni di esponenti di questa area più legate a questioni di politica nazionale che al merito della cosa. La questione delle Unioni civili, insomma, come una bandiera da agitare, come un pretesto per obiettivi lontani dalle esigenze di civiltà affermate".

9 - GRILLINI: SU UNIONI CIVILI ITALIA IN RITARDO RISPETTO A EUROPA.
(Apcom) - "L'Italia continua ad essere un paese arretrato, continua ad essere un paese che rischia di tornare alla pre-modernità perché non è in grado di coniugare libertà e sviluppo, perché non è in grado, grazie a un blocco clericale, di fare quelle leggi che sono in vigore in tutta Europa". E'quanto ha affermato Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay, questa mattina durante il dibattito sulle Unioni Civili a Omnibus su La7. Grillini ha poi aggiunto: "La Spagna di Zapatero, dei diritti civili, è ormai più avanti in materia economica dell'Italia. Ciò dimostra che non solo queste riforme sono condivise dell'opinione pubblica, ma fanno bene all'economia".

10 - RUTELLI SU ALITALIA: CI MANCA SOLO SIA FRANCIA A DECIDERE.
(Ansa) - 'Ci manca solo che sia il governo francese a dire quello che si deve fare per il settore strategico del trasporto italiano'. Cosi' il vicepremier Francesco Rutelli, a Bruxelles per una riunione del Consiglio del Partito democratico europeo, ha risposto alla domanda se il rinvio della decisione sulla compagnia di bandiera dipenda dalla presenza a Roma giovedi' del presidente francese Nicolas Sarkozy.
'La decisione riguarda il Governo italiano per la sua responsabilita' - ha spiegato Rutelli - e le aziende in campo, e cioe' Alitalia, Air France-Klm e AirOne'. 'Non vedo alcuna competenza del governo francese', ha aggiunto Rutelli.


Dagospia 19 Dicembre 2007