USA: ARRIVA IL DIVORZIO TRA GAY - UN VERO ROMPICAPO GIURIDICO E FINANZIARIO. SOPRATTUTTO SE DI MEZZO CI SONO DEI FIGLI - LA CAUSA IMPOSSIBILE DI DUE "LEI": ENTRAMBE RIVENDICANO I PICCOLI.

Paolo Valentino per la Repubblica

«Life is short, get a divorce», la vita è breve, concedetevi un divorzio, recita la pubblicità di uno studio legale di Chicago. Lo slogan correda le gigantografie di una donna supersexy in reggiseno di pizzo e di un uomo palestrato a torso nudo. Un consiglio intrigante, per una coppia eterosessuale in crisi. Ma se i due partner sono dello stesso sesso, il suggerimento rischia di rivelarsi una ricetta per il disastro. Legale, emotivo e soprattutto finanziario.

Quando il matrimonio tra la dottoressa P. e la sua compagna è andato in pezzi, i giudici del Massachusetts, lo Stato americano dove dal 2004 è possibile sposarsi tra persone dello stesso sesso, si sono trovati davanti a un caso irrisolvibile: entrambe le partner reclamavano la custodia dei due figli, avuti uno ciascuna mediante inseminazione dallo stesso donatore e poi reciprocamente adottati. Ma conoscendo la tradizionale preferenza delle corti per l'affidamento materno, entrambe le signore producevano lo stesso argomento: io sono la madre. In attesa dell'impossibile quadratura del cerchio, un magistrato ha disposto che i bambini rimangano nella casa di famiglia e che le due mamme si alternino nella custodia.

Se avesse saputo cosa l'aspettava, il quarantenne Alexander ci avrebbe pensato due volte, prima di divorziare dal suo partner col quale era riuscito a sposarsi dopo una convivenza durata quasi tre lustri. La separazione era avvenuta senza traumi ed essendo il più ricco dei due, Alexander aveva accettato di pagare gli alimenti all'ex marito. Ma se in un matrimonio eterosessuale, questi sono deducibili dal reddito ai fini fiscali, nel caso di una coppia gay il fisco non riconosce l'unione e non autorizza la detrazione. Per Alexander è stata una débâcle finanziaria. Ci sono stati quasi 10 mila matrimoni gay nel Massachusetts, dopo il via libera dato quattro anni fa dalla locale Corte Suprema.

E anche se non esistono cifre ufficiali sul numero dei divorzi, gli avvocati segnalano centinaia di casi-rompicapo giuridici e finanziari legati alle separazioni. «Il divorzio è sempre uno dei possibili esiti del matrimonio. Nel caso delle coppie gay, le complicazioni legali che ne conseguono lo trasformano in un incubo », spiega al Washington Post l'avvocato Joyce Kauffman. Proprio lei ha assistito una donna abbandonata dalla moglie, che chiedeva a quest'ultima gli alimenti per il figlio.



Ma poiché l'ex non era la madre biologica del bimbo, i giudici hanno stabilito che non aveva alcun obbligo, visto che non l'aveva neppure adottato. Per contro, secondo la legge del Massachusetts, un figlio nato da matrimonio eterosessuale, siano entrambi i partner genitori legali o naturali, è comunque figlio del matrimonio a tutti gli effetti di legge. Perfino una semplice assicurazione malattia rischia di trasformarsi in un salasso, nel caso di un divorzio gay.

Barbara J. Macy, avvocato con molte lesbiche come clienti, racconta che occorrono mesi di negoziati, soltanto per per evitare che una divisione della copertura medica comporti un addebito fiscale di migliaia di dollari l'anno per uno dei due partner: «È come se nella procedura di separazione non ci siano più due parti, ma anche una terza: lo Stato». Gli ostacoli posti dal sistema legale sono infiniti. C'è la durata del matrimonio: più dura, più i beni vengono distribuiti in modo equo. Ma i gay contestano la legge, spiegando che sono stati autorizzati a sposarsi appena quattro anni fa e dunque i loro matrimoni non possono per definizione avere avuto vita lunga. E c'è anche una legge federale, approvata nel 1996 sotto l'Amministrazione Clinton, che autorizza uno Stato a non riconoscere i matrimoni gay contratti in altri Stati.

2 - SI SEPARANO I PRIMI SPOSI ITALIANI
Marco Gasperetti per la Repubblica


Il settimo anno è arrivato anche per loro. Un lustro dopo il matrimonio, seguito a un decennio di convivenza.
Per un totale di 15 anni vissuti insieme, innamorati pazzi, come hanno sempre raccontato.
Alessio De Giorgi, 38 anni e Christian Panicucci, 42, prima coppia gay a sposarsi il 21 ottobre del 2002 in Italia, si sono separati. Meglio, hanno preso un periodo di riflessione: «Una scelta dolorosa - dice De Giorgi - che rende la nostra unione ancora più normale. Abbiamo avuto problemi, qualche discussione di troppo e allora abbiamo deciso di separarci per un periodo.

Poi vedremo. Una decisione che ci accomuna a milioni di coppie eterosessuali». Alessio, già presidente dell'Arcigay toscano e Christian, imprenditore di origine transalpina, si erano sposati nel consolato francese di Roma. Una decisione che aveva suscitato polemiche sull'opportunità di consentire anche in Italia matrimoni omosessuali.
Dopo la cerimonia e il viaggio di nozze in Australia, la coppia aveva iniziato l'unione semi-ufficiale dirigendo il «Mama Mia», locale di culto gay versiliese, vivendo in una casa nel centro storico di Pisa.


Dagospia 03 Gennaio 2008