BOSSI: AL VOTO O FACCIAMO LA RIVOLUZIONE. PRODI HA CERCATO L'APPOGGIO DELLA LEGA - UDEUR VS BERLUSCONI: IGNOBILI PRESSIONI - DINI VOTA NO A FIDUCIA - CASINI: NESSUNO SPAZIO SE PRODI VA A SENATO.

1 - BOSSI: SI VA AL VOTO OPPURE FACCIAMO LA RIVOLUZIONE.
(Apcom)
- "Al Senato il Governo non ce la farà, poi si va al voto oppure facciamo la rivoluzione, facciamo la lotta di liberazione". Così il leader della Lega Umberto Bossi commenta la situazione politica dopo l'uscita di Mastella dal Governo. "Ci mancano un po' di armi - ha detto ai cronisti prima di cominciare una conferenza stampa - ma le troviamo".

2 - BOSSI: PRODI HA CONTATTATO CALDEROLI E MARONI PER VOTO.
(Agi) - Alcuni esponenti della Lega sarebbero stati contattati per sostenere il Governo al Senato. Ad insistere su questo e' Umberto Bossi: "Non io, ma Calderoli e Maroni", ha detto il segretario federale del Carroccio Umberto Bossi durante una conferenza stampa a Milano. L'offerta, secondo quanto dichiarato da Bossi, sarebbe arrivata da Prodi in persona. "Propongono di offrire alla Lega il federalismo - ha spiegato Bossi - quando sei con l'acqua alla gola offri qualsiasi cosa, ma poi non e' detto che la mantieni. Dopo le porcate che hanno fatto sulla devoluzione, non possono chiedere alla Lega di mantenerli in vita".

3 - UDEUR: IGNOBILI PRESSIONI E CONCUSSIONI POLITICHE.
(Agi)
- "Non c'e' stata oggi alcuna riunione dell'Ufficio politico, per la semplice ragione che questo viene convocato dal segretario politico che, come noto, in questi giorni non e' a Roma; e perche' la linea e' stata a suo tempo gia' decisa e pubblicamente illustrata dallo stesso segretario". Lo precisa una nota in cui l'ufficio stampa Udeur puntualizza anche alcune questioni emerse nelle ultime ore. "Ignobili - si legge infatti - sono pertanto i tentativi di fare incursione nel nostro partito e le concussioni politiche di alcuni che stiamo registrando e che respingiamo con sdegno.

Evidentemente, siamo ai limiti della vita democratica e nei prossimi giorni daremo conto, a ragione delle nostre affermazioni, dettagliando tutti gli aspetti con i quali si e' tentata la persecuzione e l'eliminazione politica dei Popolari-Udeur". "Confermiamo che, a differenza di quanti per evidenti interessi di parte cercano di attrarci nelle loro orbite, la nostra linea politica e' e rimane sempre quella del Centro. Ed e' esclusivamente in questa direzione - conclude la nota - che intendiamo muoverci".

4 - FINI: A PALAZZO CHIGI MERCATO IGNOBILE ACQUISTO SENATORI.
(Agi) - Gianfranco Fini torna a parlare di questione morale su due fronti: sia accusando Romano Prodi di manovre per "acquistare" il voto favorevole di qualche determinante senatore, sia chiedendo a maggioranza e opposizione di fare "passi indietro" dal sistema delle nomine. Il leader di AN, nel discorso alla Camera in cui nega la fiducia al governo, ne descrive la crisi dicendo: "Di fronte a un cedimento strutturale della coalizione, che senso ha l'accanimento terapeutico? Che senso ha confidare nella roulette del Senato, in una remota possibilita'".

La frase svolta bruscamente nell'affondo: "Magari - dice infatti Fini - dando anche corso a un mercato poco nobile. Perche' se concussione, secondo qualche magistrato di Santa Maria Capua Vetere, e' auspicare da parte di un politico una nomina, che cosa sta accadendo, signor presidente del Consiglio, e mi guardi, con l'ignobile mercato che ha aperto a palazzo Chigi, nella speranza di acquistare un senatore?".

5 - DINI NON VOTERA' LA FIDUCIA A PRODI.
(Ansa)
- I Liberaldemocratici, al termine di una valutazione congiunta dell'Ufficio politico presieduto dal senatore Lamberto Dini, annunciano che non voteranno la fiducia al Governo. Lo afferma, a nome de partito, il senatore Giuseppe Scalera.

6 - DINIANI SI SPACCANO, D'AMICO: VOTO LA FIDUCIA A PRODI.
(Agi)
- L'unita' dei tre senatori diniani si frantuma e Natale D'Amico si dissocia da Lamberto Dini e Giuseppe Scalera e dice si' alla fiducia al governo se domani Prodi chiedera' il voto della Camera Alta. "Se ci sara' un voto di fiducia sul Governo Prodi in Senato io certamente votero' a favore del Governo". Dice Natale D'Amico che prosegue "comprendo ma non condivido le regioni della decisione diversa assunta dai miei amici liberaldemocratici. Ho sempre ritenuto che tornare alle elezioni con l'attuale legge elettorale non garantisca, come che vada, la formazione di un governo capace di confrontarsi efficacemente con i grandi problemi del Paese.



Credo che, prima di giungere alle elezioni, sarebbe necessario e giusto consentire agli italiani di dire la loro sulla legge elettorale attraverso il referendum. Vedo invece il centrodestra intenzionato a precipitare il Paese verso le elezioni. Infine, sono stato e rimango critico verso alcune scelte di governo compiute dal centrosinistra. Ma non dimentico quanto insufficienti e sbagliate siano state le scelte compiute dal centrodestra nella sua esperienza di governo. Non mi esercito in previsioni sull'esito dell'eventuale voto al Senato. Ci sono casi, conclude D'Amico, in cui e' giusto attenersi all'antico detto "fai quel che devi, accada quel che puo'".

7 - VELINA ROSSA: DIMISSIONI DOPO DICHIARAZIONI A SENATO?...
(Agi)
- "O Prodi si dimette prima di andare al Senato (sarebbe una scortesia nei confronti di palazzo Madama, gia' convocato) o va al Senato, rende dichiarazioni analoghe a quelle fatte alla Camera ma rassegna le dimissioni prima del voto di fiducia". La "Velina Rossa" "anticipa delle indiscrescezioni che circolano in ambienti responsabili sugli sviluppi della situazione politica".

A quanto scrive la Velina, "se si dimette prima del voto di fiducia questo gesto verrebbe valutato positivamente anche da alcune forze politiche dell'opposizione, per esempio farebbe contento il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, il quale ha detto che 'se Prodi prendesse atto della situazione svelenirebbe il clima tra le due parti e si potrebbe aprire una nuova fase'". Comunque, il presidente Napolitano, a quanto apprende la "Velina Rossa", "conferirebbe a Prodi un mandato esplorativo per verificare se esistono le condizioni per la ricostituzione di un nuovo governo di centrosinistra in cui potrebbero esserci delle variazioni tra partner centristi.

Se la risposta fosse negativa, allora il Quirinale pensa a un governo istituzionale o tecnico per la riforma elettorale, anche se cio' comporterebbe l'uscita di scena dell'attuale presidente del Consiglio". Chi sarebbe il designato? "Non si puo' escludere - scrive Laurito - che l'incarico possa essere conferito al presidente del Senato che avrebbe il compito di cercare di arrivare ad una schiarita e far approvare celermente una riforma elettorale che soddisfi le esigenze dell'attuale maggioranza e dell'opposizione".

8 - CASINI: NESSUNO SPAZIO SE PRODI VA A SENATO.
(Agi)
- Non c'e' nessuna possibilita' di proseguire la legislatura o di dar vita ad un governo istituzionale se Prodi non rinuncera' a chiedere la fiducia al Senato e non andra' invece a dimettersi dal Capo dello Stato. Lo dice il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, intervenendo in aula alla Camera, durante il dibattito sulla fiducia al governo. "Oggi si discute se sia necessario andare al voto o fare un governo istituzionale - ha detto Casini - non e' facile trovare soluzione.
Ma l'unica cosa certa e' che ogni spazio per proseguire la legislatura o fare nuovo governo sara' ostruito dalla sua ostinazione a non dimettersi prima del voto al Senato. Non si potra' fare nulla insomma, "se non si evitera' l'inutile rito del Senato" che sarebbe solo un "accanimento". Dunque, e' l'invito di Casini, "dico al presidente del Consiglio di dirottare il suo autista da palazzo Madama a Quirinale, sarebbe meglio per lui e paese.

9 - COSSIGA: PRODI AVRA' LA FIDUCIA ANCHE AL SENATO.
(Adnkronos)
- 'Prodi otterra' la fiducia sia oggi alla Camera che domani in Senato, il governo si salvera''. Lo sostiene il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, ai microfoni di Teleradiostereodue- 'l'Udeur votera' la fiducia alla Camera per tenere fede al vecchio vincolo, mentre in Senato un attacco di prostatite acuta terra' lontani i senatori di Forza Italia'. Cossiga e' tornato anche sulla polemica sulla giustizia: 'Ho consigliato a Prodi, se non vuole che gli arrestino la moglie, di fare Borrelli ministro della Giustizia, anche se non e' facile tenere buoni i magistrati'. L'ex capo dello Stato ha aggiunto: 'Oggi non c'e' politica', ed ha ricordato come 'il pool mani pulite ha fatto quello che neanche la caduta del muro era riuscita a fare, cancellare la prima Repubblica, ora i giudici riusciranno a cancellare anche la seconda'.

10 - EMANUELE FILIBERTO: E' CRISI, NON RESTERO' A GUARDARE.
(Agi)
- "Non rimarro' a guardare la nostra Italia cadere nel baratro di questa gestione politica dettata dall'egoismo di pochi a scapito di tutti gli italiani". Lo ha detto il principe Emanuele Filiberto in merito l'attuale scenario politico. "La crisi politica, scoppiata in questi ultimi giorni - si legge in una nota - e' l'ennesima dimostrazione della profonda destabilizzazione che ha colpito le Istituzioni della nostra Patria. Questa situazione di precarieta' politica ed istituzionale si sta riflettendo da troppo tempo sulla societa' italiana con devastanti risultati che sono sotto gli occhi di tutti i cittadini.

Credo che tutti gli italiani, che vogliano un futuro fatto di certezze, crescita civile, economica e sociale, debbano ritrovare - sostiene Emanuele Filiberto - l'orgoglio patriottico e chiedere a viva voce un deciso cambiamento che porti finalmente alla stabilita'. Da tre anni - conclude - mi sono attivato in questa direzione con il mio movimento d'opinione Valori e Futuro e posso affermare senza tema di smentita che non rimarro' a guardare la nostra Italia cadere nel baratro di questa gestione politica dettata dall'egoismo di pochi a scapito di tutti gli italiani".


Dagospia 23 Gennaio 2008