BACIO! BACIO! BACIO!
TUTTE LE FOTO AL BACIO DI GIOVANNA MELANDRI E NICOLA PIOVANI
DA ALDO MORO A TATARELLA, BREVE STORIA SESSUALE DELLA POLITICA ITALIANA

Foto tratte dal settimanale "CHI" in edicola


Diciamo la verità: a New York o a Londra, lo sbaciucchiamento open-air di un ex ministro, alias Giovanna Melandri con Nicola Piovani, che non è un uno qualunque ma un premio Oscar, idolatrato da girotondini e rispettato da uomini di cultura e ossequiato dai mass media, avrebbe riscosso battutacce di comici televisivi, paginate in ogni periodico, anche sul Gazzettino dell'Appetito, dibattiti su "politica e privacy", eccetera. Qui da noi, nisba. Anzi, c'è quasi un senso di sofferta ammirazione e di malcelata invidia verso il politico farfallone e sciupafemmine. Sulle vicende erotiche dei politici magari si ammicca, si sghignazza, ma si tace. L'unico orgasmo è rappresentato dalla piazza elettorale. Ma quello che fa impressione è che nessuna opposizione politica, come succede nei paesi anglo-americani, abbia mai pensato di trarne motivo di condanna morale e di rivalsa elettorale (vedi Clinton e Monica).

Si spiega? E come si spiega? Intanto, la nostra etica non è di stampo puritano. In una società addestrata dalla presenza punitiva della Chiesa a convivere con il peccato, la scissione tra vita pubblica e vita privata non è mai stata messa in discussione, e anche il giornalismo più scapestrato si è sempre fermato sulla soglia della camera da letto. Alludere agli eventuali adulteri degli uomini al potere (qualche esempio del passato: Togliatti, Alicata, l'amante di Aldo Moro) viene considerato così di cattivo gusto che ne rifuggono persino le testate specializzate in intrusione nella vita dei divi. I pettegolezzi sugli onorevoli erano (e sono) competenza dei servizi segreti.

Così, di redazione in redazione, nascono pettegolezzi che si trasmettono nelle strade e nei salotti, e siccome non sono mai scritti, non sono neanche smentibili, e alla fine non si sa quanto ci sia di vero e quanto somigli invece a una leggenda metropolitana. Ma anche quando è sotto gli occhi morbosetti di tutti, la musica non cambia. Mussolini poteva mantenere indisturbato, accanto alla moglie Rachele, un'amante, la Claretta Petacci. Il primato della scostumatezza, si sa, fu la carta vincente della classe politica socialista, che, a parte autorevoli eccezioni, è stata prevalentemente porcellona. E per un Craxi che non ha mai nascosto le sue donne, per un De Michelis che ne faceva manifesti per discoteche, ci sono le pettorute vallette sospinte da Berlusconi.

Con l'harem del garofano si passò da "L'orgia del potere" al "Potere con l'orgia". Eppure mai fu scritto un rigo. Per anni, solo peccati di omissione a mezzo stampa. Anche se Moana Pozzi dà i voti alle perfomance di Craxi, silenzio. Poi, quando Bettino era più morto che vivo, ecco apparire Anja Pieroni sulle copertine dei settimanali mezza nuda. E giù piccanti allusioni. Ogni tanto ci prova Sandra Milo a introdurre in Italia il genere letterario delle confessioni d'alcova a sfondo politico. Ma la sua politica delle mutande, sia pure alla memoria, non ha mai scatenato il minimo "oh!" di meraviglia. Infine, il culto del tranquillo nido borghese è stato preso a sonore pernacchie dal "celodurismo" di Bossi, un maschiaccio che non ha problemi a confessare al settimanale "Epoca": "Sentimentalmente non ho mai ingannato mia moglie. Fisicamente? Preferisco non rispondere: viaggio molto, sono spesso fuori di casa".

E a destra? La vanità erotica sfila in passerella. Ignazio La Russa, Daniela Santanché sdraiata su dodici mesi del calendario, il gay Nino Strano di An, Pier-furby Casini col pistolino al vento. Azzardò il compianto Pinuccio Tatarella, all'epoca vice-presidente del consiglio: "La sessualità è eccitarsi, poi pensare a Tina Pica nuda e così allungare il piacere". Pinuccio la sapeva lunga: infatti fu pizzicato in quel di villa Borghese mentre si appiovrava con una signora nomignolata "'Acerasella" (la ciliegina). Le foto, ça va sans dire, non uscirono mai. "Tatarella birichino", lo sbeffeggiava Berlusconi. Un capitolo a parte, merita la via Trucis del vecchio Sgarbone: carrampane, porno-star, ragazze di buona famiglia, attricette e vallette, Elenoire Casalegno, tutte sono passate sotto i flash dell'Ultratrash.

Altra cosa da notare. Prima di Melandri-Piovani, "Chi" spaparazzò la liason Zaccaria-Guerritore. Anche qui baci, baci, baci. Anche qui, come nel caso dell'ex ministro Melandri, il protagonista è un "perdente", ormai in via d'uscita da viale Mazzini. Ecco, ci piacerebbe tanto vedere la foto di un potente in servizio permanente ed effettivo colto in fallo d'amore. Ma credo che dovremmo aspettare qualche secolo prima di vedere un caso Clinton italico.

Forse, sotto sotto, i nostri politici sono tutti d'accordo con quel bigamo (con tanto di figlia segreta) di Mitterrand che, all'indomani del sex-scandal che travolse Gary Hart, esclamò inorridito: "Se fossi costretto a scegliere i ministri tra coloro che non indulgono ad avventure extra-matrimoniali, le mie chances sarebbero ridotte a una quarantina di omosessuali".



GIOVANNA. CON NICOLA LA VITA È BELLA

Lo scoop-one di "Chi" - sia benedetta santa Silvana Giacobini - ha invece sollevato, ad oggi, quattro righe su "La Stampa", un riquadro nella pagina degli spettacoli (sic!) de Il Giornale, qualche ritaglio e frattaglie. Domani "Panorama" spara dieci micragnose righe. Eppure il pezzullo inizia così: "Rivoluzione nella sinistra italiana". Per fortuna che è una rivoluzione! Cosa dovevano combinare i due piccioni, un'orgia sulla riva del Tevere per meritarsi una paginetta? Per la cronaca riportiamo la cosina di "Panorama":

"Rivoluzione nella sinistra italiana. Tutto è successo martedì 4 giugno quando sono state diffuse le foto esclusive di Chi che riprendono il bacio galeotto fra l'affascinante e sexy ex ministro della Cultura, Giovanna Melandri. e il compositore da Oscar Nicola Piovani. La notizia ha scatenato i perbenisti dell'Ulivo e soprattutto ha indispettito la moglie di Piovani che era all'oscuro della vicenda. Nei baci la Melandri è materna e intrigante. E accarezza il suo uomo con la leggerezza della gatta, non con la zampata da tigre con la quale suole aggredire la maggioranza in Parlamento".

A parte 'sto bacio "materno e intrigante" (cosa vorrà mai dire: roba da Settimana Enigmistica: 2 verticale, sette caselle), il settimanale aggiunge il particolare dell'ira (ovvia e prevedibile) della moglie di Piovani. Quindi di mezzo c'è una moglie, anche figli, e la signora è ben visibile sulla pagina di "Chi", indicata col nome di Norma Martelli, ma il periodico la liquida come una "attrice che ha spesso lavorato con lui". Verissimo: è sempre la moglie di Piovani la voce recitante nelle piece teatrali firmate dal duo Piovani-Cerami. E, a quanto si vocifera, la signora sarebbe dotata anche di un carattere per niente docile.

Altra cosa da segnalare: il compagno decennale della Melandrona, ex pelandrona, non si chiama Mario Morelli bensì Marco Morielli. Errore in cui cade Lina Sotis in un articolo sul Corriere della Sera di oggi, apertamente schierato a favore della passione baciatoria dell'ex ministra. Eccolo:


Sdoganiamo quel bacio tra Melandri e Piovani

Bacio libero! Sdoganiamo il bacio di Giovanna Melandri e Nicola Piovani. Ammantata di esclusività e di scandalo è comparsa su Chi una carrellata di effusioni fra il musicista e l'onorevole Ds che nella scorsa legislazione è stata ministro dei Beni Culturali. Giovanna Melandri è una giovane donna moderna che vive con il suo nome, ha avuto una figlia fuori dal matrimonio, non ha sposato il padre della piccola Maddalena (ci sarà pure una ragione?), e in questo momento non ricopre nessuna carica pubblica. E' una donna che affronta la vita con coraggio e determinazione, facendo scelte sempre nominali. Non bacia come moglie di... Bacia come Giovanna Melandri. Come una che mantiene se stessa e sua figlia e può permettersi la gioia di un nuovo incontro, di una nuova speranza. Se Giovanna Morelli (il padre di Maddalena è l'avvocato Mario Morelli), avesse baciato l'amico, l'autista, il compagno di partito sarebbe stata una, per quanto piccola, notizia. Se Giovanna Melandri, ministro dell'Istruzione di Forza Italia, fosse stata scoperta con uno studente obbiettore di coscienza, sarebbe stata una novità, liberatoria, per il governo di destra e pur sempre una notizia. Ma se Giovanna Melandri, ragazza madre che mantiene sua figlia (questo vale a qualsiasi altezza sociale), incontra un bel signore (beata lei dall'aria rassicurante e nemmeno tanto cialtrona), come Nicola Piovani, premio Oscar per la colonna sonora di «La vita è bella» di Roberto Benigni e con lui inizia, con gli occhi che le brillano e le mani che si intrecciano, l'eterno, ma sempre unico, balletto dell'amore: allora diventa una fortuna per lei e una speranza per le altre. Vai Giovanna, bacio libero.

A proposito di segnali di amour fou tra i piccioni sotto Ulivo. Ce ne sono stati tanti, ma anche incerti. 28 gennaio 2002 Teatro Quirino, serata in ricordo di Luigi Tenco. La Melandri e' in terza fila con ilcompagno Marco, Piovani seduto dietro di lei, solo. Girotondo al Palazzaccio: Piovani, Melandri con la piccola Maddalena in braccio, fanno capannello mentre
parla Moretti. Arriva Marco e la famigliola se ne va. Ambra Jovinelli, aprile, dopo la bufera Santoro/Biagi: Melandri in prima fila accanto a Piovani, non c'e' Marco, non c'e' Maddalena. Come si dice? Una dolce progressione
d'amore.


Dagospia.com 6 giugno 2002