CALABRÒ SBEFFEGGIA FERRARA: NON E' COLPA MIA SE ERANO QUATTRO ELEFANTINI - MORO, CHI SI AUTOACCUSA DEPISTA - VIVA IL CIARRA - PER "REPUBBLICA" SMIRNE È GRECA - LA SINTASSI DELLA VENTURA - PRODI LASCIA, CHI LO TRATTIENE?.

Riceviamo e pubblichiamo:

Lettera 1
Caro Dago, grazie a Dio non ho conti in sospeso, nemmeno con il fruttivendolo. Quanto a Pera, Ferrara dovrebbe sapere che anche per l'intelligence americana due anni (passati) sono un tempo adeguato di debriefing. Un milione al Family day, 250 mila a San Pietro per la solidarietà a Ratzinger, solo 200 anime a Piazza Farnese: non e' colpa mia. Come scriveva San Tommaso d'Aquino: contra factum non valet argumentum.
Maria Antonietta Calabro'

Lettera 2
Caro Roberto, confesso: ho manipolato il Kgb e la Cia, per far uccidere mia suocera, mentre stirava e ammirava.
Però, esimio Roberto, ricorda che chi confessa trent'anni dopo è sempre un gran cazzaro in cerca di un pugno di dollari in più.
Io fui, insieme al grande Bettino, fautore della trattativa per la liberazione di Moro.
Quindi, ho le carte in regola anche verso la famiglia.
Aldo Moro fu assassinato dalle Br e dai comunisti, non dalla nonna. E se la nonna si autoaccusa nel marzo 2008, vuol dire soltanto che è una stronza mignotta depistatrice.
Giancarlo Lehner

Lettera 3
Caro Dago, vorrei servirmi del tuo giornale per inviare un messaggio a Giuseppe Ciarrapico: in un periodo della Nazione nel quale domina Il trasformismo voglio urlare un grazie a questo maturo signore che non si vergogna della nostra e della sua Storia; egli ci insegna che la Storia evolve, ma non ci si vergogna mai e poi mai di essa: Ogni superamento del passato parte da questo e senza passato non ci sarebbe la Storia ed il nostro futuro; purtroppo troppi uomini "politici" hanno disertato i banchi di scuola e ogni giorno ce ne forniscono la prova.
Federico Marini

Lettera 4
Caro Dago, niente male il vicedirettore de La Repubblica su Affari & Finanza di oggi: "Smirne, la perla dell'Egeo"..."una piccola città marinara avamposto di una Grecia in crescita..." E ancora: "La Grecia lotta caparbia per conquistare posizioni". No, non è una svista, è proprio convinto!
Peccato che Smirne sia in Turchia? Essì che se ne parla da mesi, da quando la "piccola città marinara" (sic!) si è candidata a ospitare l'expo. "Piccola città marinara"? Peccato che sia la terza città della Turchia e che nella sua provincia vivano 3,5 milioni di abitanti (come nella provincia di Roma). Niente male per un vicedirettore del secondo quotidiano italiano.
Mario Rossi

Lettera 5
"Se presenta Francesco non è perché viene a letto con me, come ha detto qualche giornale": secondo voi, in buon italiano questo significa che la signora non vada a letto con il dj? La frase significa invece che, nonostante lei a letto con lui ci vada proprio, non è la qualità di quel genere di prestazioni ad essere stata rilevante per la sua scelta. Ah, quanto fa il potere dell'indicativo e il rifiuto del congiuntivo...
Marco

Lettera 6
Caro Dago, capisco che, di fronte ai nomi importanti del cinema italiano, c'è la tendenza ad essere buonisti, ma il trionfo di cui si parla per Verdone non è tale. Sì, d'accordo, 5 milioncini sono una bella cifra, ma bisogna considerare che Grande, grosso e Verdone è uscito in un numero record di copie (703 monitorate dal Cinetel, più di 800 totali). Facendo qualche raffronto con altri titoli italiani, si vede che i dati (considerando anche il passato di successo di questo attore/regista) non sono straordinari.

Infatti, il recente Scusa ma ti chiamo amore ha fatto praticamente lo stesso risultato, uscendo però in 200 cinema in meno rispetto a Verdone, mentre Ho voglia di te (che ha esordito in 575 sale Cinetel) stava sui 6 milioni e passa.
Insomma, non dico certo che il film è un fallimento, ma non è il caso di entusiasmarci troppo...
Colinmckenzie - http://www.badtaste.it



Lettera 7
Caro Dago, ad Omnibus su La7 stamani si poteva ascoltare un inviperito Filippo Facci che scagliava strali contro l'inserimento nelle liste elettorali di nomi da audience più che da politica, ne citava alcuni. la moglie di Fede, lo stilista Versace il capo de taxisti romani Bittarelli citato come esempio di liberista al contrario. Da maligno nato mi aspettavo, per la serie "Lui si ed io no" , che Filippo, nel suo personale elenco di sgradimento, citasse anche G.Lehner, inserito nelle liste sotto la descrizione "giornalista e polemista" e noto anche per le frequenti esternazioni di fraterna amicizia che da questo sito ha indirizzato a P.Guzzanti. E invece niente. Rispetto per la categoria od invidia repressa?
Max

Lettera 8
Caro Presidente Berlusconi, noi le vogliamo un bene dell'anima. Siamo felici che molto probabilmente vincerà le prossime elezioni, siamo sollevati che tornerà al governo per riparare ai danni di una sinistra che in due anni e rotti è riuscita a disastrare questo paese come pochi sarebbero stati capaci. Una sinistra che sempre più ha avvicinato il nostro paese all'area centro-sud americana che non invece all'Europa. Bene siamo felici di tutto questo ma un'ombra si addensa nelle nostre teste e nei nostri cuori.

Ci dica, anzi giuri, caro presidente Berlusconi che sulle liste non vedremo nani e ballerine. Che non ci saranno vallette esperte di fellatio o scosciamenti vari. Che non vedremo il segretario o la segretaria, l'insegnante, il portinaio, il lattaio, la personal trainer, l'infermiera e chi piu' ne ha ne metta del tizio o del caio di turno tra i paladini della libertà. Ci giuri che non esiste una lista di candidati sua personale con nomi di persone le cui doti più o meno sono solo a lei note.

Caro presidente nel suo unico interesse, a costoro, dia trasmissioni o comparsate ma non affidi il futuro degli italiani. Un futuro al momento incerto e grigio il cui conto caro presidente i suoi connazionali presenteranno a Lei!
MACARIO DI MACHERIO

Lettera 9
Veltroni non perde occasione per blandire la folla. Infatti, parlando a Treviso ha detto che lui si rifà al ciclismo e dal momento che i grandi del ciclismo erano tutti veneti.
Vediamo se anche questa risulta essere una vera balla. Girardengo, Binda, Coppi, Bartali, Magni, Gimondi, Baldini, Nencini, Balmamion, Moser, Saronni, Adorni, Zilioli, Motta, Bugno, Bitossi, Baronchelli, Chiappucci, Visentini, Chioccioli, Bertoglio, Pantani, Bettini, Di Luca e chissa quanti altri ancora. Nessuno di questi era/è veneto. Di veneti ricordo Battaglin, Cunego e forse qualcun altro. Come vedasi, anche questa volta Veltroni non si è smentito. Contaballe.
Gil

Lettera 10
Quelli che. strappano i programmi altrui, quelli che... bruciano i libri.
La differenza sta nel baffetto.
Umberto Pone

Lettera 11
Caro Dago, ho appreso in questi giorni dai media che Romano Prodi si ritira a vita privata e intende dedicarsi alla pace nel mondo ed ai bisognosi.
Quello che mi ha stupito, però, è che nessuno dico nessuno dei suoi ex sodali di governo e di partito si sia sognato di scongiurarlo di rimanere a salvare la patria. Sembra che anche loro non vedessero l'ora di liberarsene alla svelta.
M. Savino



Dagospia 10 Marzo 2008