IL CAV: CLANDESTINITÀ AGGRAVANTE, NON REATO - AHMADINEJAD: GLI IDEALI DI KHOMEINI COME QUELLI DI GESU - CASO RAFAT, ADNKRONOS: SERVONO SCUSE - COSSIGA: QUANTA IPOCRISIA SU AHMADINEJAD.

1 - GIORNATE.
"Jena" per "La Stampa" - Si sveglia verso le sette e mezzo, caffè, doccia, legge i giornali, fa un paio di telefonate, rilascia una dichiarazione all'Ansa, passa in Parlamento, fa una comparsata al tg, pranza con un collega, si riposa un'oretta, spera che qualcuno gli chieda un'intervista, prenota un ristorante per la sera, mangia, torna a casa, un po' di tv, legge dieci minuti e si addormenta. La dura giornata di un ministro ombra.

2 - CI OPPONIAMO SENZA DISTURBARE.
Pericoli e Pirella per "la Repubblica" - "La linea del Partito democratico è ormai tracciata: Siamo all'opposizione. Ma non vorremmo disturbare".

3 - IMMIGRATI CLANDESTINI, BERLUSCONI: AGGRAVANTE, NON REATO
(Agi) - "Il Parlamento e' sovrano, decidera' secondo coscienza e secondo buonsenso. La mia personale visione e' che non si posa pensare di perseguire qualcuno per una permanenza non regolare nel nostro Paese, arrivando a condannarlo per questo reato con una pena. Invece, questa situazione della clandestinita' puo' essere un aggravante nei confronti di chi commette reati previsti come tali dal codice penale". Lo afferma il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sull'ipotesi di introdurre il reato di immigrazione clandestina.

4 - IMMIGRATI, BORGHEZIO (LEGA): BERLUSCONI COSI' DELUDE ELETTORI.
(Agi) - La posizione di Berlusconi, che nella conferenza stampa con Sarkozy ha parlato di clandestinita' come aggravate e non come reato, rischia "di deludere i milioni di persone che hanno votato per la nostra coalizione e che devono continuare ad avere piena fiducia nella nostra coerenza". Lo dice a Affaritaliani.it l'eurodeputato del Carroccio, Mario Borghezio, che aggiunge: "Rinunciare all'impostazione data dal ministro Maroni e dall'intero governo, dietro ai tentativi di intimidazione che sono arrivati soprattutto dall'estero, sarebbe un cedimento molto difficile da far comprendere ai nostri elettori. I quali non sono razzisti e xenofobi, ma hanno le idee molto chiare su quale sia la causa maggiore dell'insicurezza nelle nostre citta' e nei nostri paesi".

Borghezio sottolinea: "Il presidente del Consiglio, che e' una persona che conosce bene il mondo e l'Europa, dovrebbe maggiormente tenere in considerazione il fatto che paesi di sicura tradizione democratica e assolutamente non sospettabili di xenofobia e di razzismo, come ad esempio Francia e Gran Bretagna, se lo tengono ben saldo" il reato di clandestinita. "Questo principio - conclude Borghezio - non trova alcuna controindicazione nella nostra Costituzione e neanche nel Trattato di Lisbona, quindi non si vede proprio per quale motivo dovremmo rinunciare a un antidoto formidabile e assolutamente indispensabile per ridare sicurezza e tranquillita' ai nostri cittadini. Berlusconi ricordi una massima di Niccolo' Machiavelli: non si governano gli stati con i Paternostri".

5 - FINI: ITALIA NON E' XENOFOBA, MA OCCORRE GARANTIRE SICUREZZA.
(Agi) - "Il valore della sicurezza e della legalita' non e' un valore di destra o di sinistra, e' un'esigenza primaria del cittadino". Lo dice il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in una intervista a Gente e aggiunge: "Le istituzioni hanno il dovere di garantire queste esigenze. Il diritto di vivere una situazione di sicurezza e' un valore assoluto. Aggiungo che negli ultimi anni, per tante cause, la sicurezza del cittadino e' venuta meno, perche' non si e' affermato il principio della certezza della pena". Secondo Fini "chi sbaglia deve pagare.

E non sempre si e' affermato il necessario sostegno alle forze dell'ordine e alla magistratura. Inoltre, negli ultimi anni la societa' italiana si e' confrontata con il tema dell'immigrazione. Non credo che in Italia ci siano xenofobia o razzismo, perche' non e' nella natura del nostro popolo. Pero', attenzione, perche' se le istituzioni non rispondono sulle questioni della sicurezza e della legalita' e non garantiscono un'effettiva solidarieta' e integrazione dello straniero, il rischio di spinte xenofobe esiste. Bisogna garantire che chi viene nel nostro Paese abbia doveri e diritti. E che il cittadino italiano non abbia l'impressione di essere trattato peggio dello straniero".

6 - FAO, MARRA: SERVONO CHIARIMENTI E SCUSE UFFICIALI PER RAFAT.
(Ansa) - 'Nella mia carriera di editore e di giornalista mi e' capitato di essere testimone di fatti paradossali e assurdi, ma mai come quello di cui e' stato protagonista involontario il collega Ahmad Rafat, vice direttore dell'agenzia Aki della quale mi vanto di essere fondatore, editore e direttore'. Cosi' il direttore ed editore della stessa agenzia di stampa, Cav. del Lav. Giuseppe Marra, interviene con una nota in merito al ritiro dell'accredito al vice direttore dell'Aki, Ahmad Rafat, per assistere ai lavori del vertice della Fao a Roma. 'Ahmad Rafat non e' solo un bravissimo giornalista di origine iraniana iscritto all'ordine dei giornalisti italiani - spiega ancora Marra -, ma e' soprattutto un sincero e ostinato democratico.



Prova ne e' che esercita la sua professione di giornalista in Italia per non svolgerla in un paese dove l'attuale presidente Mahmoud Ahmadinejad vuole cancellare Israele dalla carta geografica e dove lo stesso capo della diplomazia, Manoucher Mottaki, ha ricordato avant'ieri che 'se ogni musulmano versasse un bicchiere d'acqua, Israele scomparirebbe annegato'. Ebbene un governo e una democrazia cosi' rappresentati hanno impedito al nostro inviato, attraverso il servizio di sicurezza della Fao, agenzia che fa capo all'Onu, di assistere ai lavori del vertice sulla sicurezza alimentare nel mondo'.

Sottolinea Marra che 'Non e' stato finora precisato quale autorita' abbia adottato, e con quali motivazioni, un provvedimento cosi' grave e scandaloso ai danni di un giornalista italiano, ovvero del paese che ospita la Fao da oltre 50 anni, e di un'agenzia come l'Aki che, grazie ai suoi notiziari quotidiani ha alimentato e alimenta un crescente flusso di informazioni, e dunque di amicizia e di valori democratici, fra l'Italia, l'Europa, l'Occidente e i paesi del Medio ed Estremo Oriente e dell'Africa Mediterranea. In attesa di chiarimenti e di scuse ufficiali rivolgo la mia piu' indignata protesta al Direttore della Fao, il senegalese Jacques Diouf sulle cui guance sono ancora fresche le tracce dei baci ricevuti, all'atto della sua calorosa accoglienza, di quei campioni di democrazia e di pace nel mondo che sono il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad e il leader dello Zimbabwe, Robert Mugabe'.

7 - FAO, P.CHIGI: SU CASO RAFAT NESSUNA COMPETENZA.
(Agi) - "In merito al ritiro, ovvero al diniego di alcuni accrediti stampa a giornalisti stranieri durante il vertice della Fao, precisiamo che l'accreditamento delle delegazioni straniere e dei giornalisti per il vertice Fao in corso a Roma e' di esclusiva competenza della Fao stessa, secondo la prassi dei vertici multilaterali dell'Onu. Non compete quindi alcuna responsabilita' di sorta al Governo italiano, come e' evidente, tanto e' vero che la stessa delegazione governativa italiana ha dovuto giustamente richiedere gli accrediti per i propri membri sempre ai competenti uffici della Fao. Tanto per la verita' e senza spirito alcuno di polemica". Lo afferma un comunicato di palazzo Chigi.

8 - AHMADINEJAD: IDEALI KHOMEINI COME QUELLI DI GESU'.
(Ansa) - Gli 'ideali di profeta divino' dell'ayatollah Khomeini 'erano gli stessi di Gesu' Cristo'. Lo ha detto il presidente iraniano in una conferenza stampa a Roma nei locali della Fao. 'Ha incarnato caratteristiche simili: Gesu' Cristo e' stato araldo e messaggero di pace, contrario alle guerre ed alle aggressioni, e anche Khomeini si e' battuto per l'amore e la giustizia', ha spiegato il presidente iraniano.

9 - AHMADINEJAD: ISRAELE SPARIRA'.
(Adnkronos) - "Questo succedera' , gli analisti ne sono consapevoli". E' quanto ha ribadito il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad , riguardo alla scomparsa di Israele dalla carta geografica. "Io ho solo lanciato una notizia, ho solo parlato degli sviluppi che si stanno verificando -ha detto Ahmadinejad rispondendo ad una domanda di un giornalista israeliano che gli chiedeva come potesse giustificare le sue affermazioni contro lo stato ebraico- Noi crediamo che gli analisti siano consapevoli che questo succedera' e lo apprezzano. Questo e' nell'interesse stesso del popolo europeo".

10 - COSSIGA: E' SOLO IPOCRISIA NON INCONTRARE AHMADINEJAD...
(Ansa) - 'Se non si vogliono compromettere con un atto di scortesia e di presunzione non solo i nostri rapporti economici e commerciali con l'Iran, ma anche la vita dei nostri militari in Afghanistan, che andrebbero ritirati al piu' presto, ho consigliato al ministro Frattini di smetterla di fingere di essere una grande potenza accettando la provocatoria proposta di Bush che ci vorrebbe unici alleati nel comitato che deve trattare con l'Iran sul nucleare'. Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, che non riesce 'proprio a comprendere come il governo italiano stia facendo lo schizzinoso in ordine a un eventuale incontro tra il presidente iraniano e le nostre autorita'. Un atteggiamento che il senatore a vita bolla come 'una pura ipocrisia'.

'Tutti sanno - spiega - quale sia la mole dei nostri rapporti commerciali con l'Iran, e che ben 250 industriali e finanzieri faranno una grande festa in cui se Ahmadinejad dira' che Israele deve sparire dalle carte geografiche schizzeranno in piedi applaudendo. E tutti sanno che i nostri soldati in Afghanistan hanno solo il compito di distribuire scatolette e gallette proprio per non urtarsi con l'Iran, e che sotto la impareggiabile guida del generale Graziano (che sembra attendere il suo rientro in Patria per convertirsi all'Islam) in Libano le forze italiane sono state schierate per permettere ad Hezbollah di farsi riarmare da Siria e Iran'. 'Ma lasciamogliele fare queste bombe agli iraniani. Le hanno gia' la Russia, la Cina, l'Ucraina, l'India, il Pakistan e Israele: perche' non darle anche agli iraniani? Tutto dipende da quanto i nostri imprenditori riusciranno a guadagnare in quel Paese', conclude Cossiga.


Dagospia 03 Giugno 2008