FRATTINI NON ACCORPA - VERDI, PROFUMO DI GRAZIA - "IL GIORNALE" RALLENTA - SGARBI E FISCHI - BAUDELAIRE BY CALASSO - COMMA ROTH - TOSCANA: LI MANDA RUINI - VOLPE GALAN - MOLTI SGARBI E TANTI FISCHI.

A cura di Enrico Arosio e Paolo Forcellini per "L'espresso"


1 - SCAJOLA BATTE FRATTINI.

Crescono i malumori per la rassegnazione con la quale il ministro degli Esteri Franco Frattini ha incassato il mancato accorpamento all'interno del suo dicastero delle strutture una volta facenti capo al ministero del Commercio con l'estero (nell'ultimo governo Prodi raccolte nel ministero per il Commercio internazionale e le politiche europee). Eppure, in campagna elettorale, spalleggiato dall'ex ministro degli Esteri Gianfranco Fini, sul punto Frattini aveva preso quasi un impegno solenne. Che, non rispettato, sta provocando delusione e lagnanze tra diplomatici e uomini di An.

Il fatto è che Frattini non aveva fatto i conti con la tenacia di Claudio Scajola, attuale titolare del ministero dello Sviluppo economico all'interno del quale, dovendo tornare agli organigrammi fissati dalla riforma Bassanini (rispetto alla quale il presidente della Repubblica Napolitano non ha per il momento ammesso deroghe), sono finite quelle strutture con relativi centri di potere (organismi come Ice, Sace e Simest). E di perdere questi strumenti (solo l'Ice ha un centinaio di sedi all'estero) Scajola, uomo forte di Fi, non vuole sentir parlare. Nemmeno per il futuro, nel caso in cui, magari con un disegno di legge, Berlusconi dovesse davvero provare a mettere mano alla riforma Bassanini. (P.D.N.)

2 - VERDI - PROFUMO DI GRAZIA.
Sulla carta Grazia Francescato ha i numeri per uscire dall'assemblea nazionale dei Verdi (dal 18 al 20 luglio a Chianciano) con la presidenza in tasca e il mandato di cercare il dialogo con il Pd senza chiudere con la sinistra. È lei la prima firmataria della mozione di maggioranza appoggiata da Paolo Cento, anche lui tra i papabili alla presidenza, e dai pecoraniani rimasti nelle fila del partito. Entrambi dovranno vedersela però con i sostenitori di Marco Boato, concentrati soprattutto in Emilia, che considerano conclusa l'esperienza con la sinistra. Un braccio di ferro in un partito che cerca una leadership forte per uscire da una situazione di caos, dopo la débâcle alle politiche, e per affrontare le prossime amministrative. Chiusa la stagione dell'ex ministro all'Ambiente, sull'esito pesa anche la disaffezione dell'opinione pubblica ai temi ambientali. "Siamo in pieno riflusso", dice ai suoi la consigliera regionale dell'Emilia Daniela Guerra. (N.R.)

3 - GIORDANO VA PIANO PIANO.
Tempi duri per i quotidiani. Anche al 'Giornale' di Paolo Berlusconi non gioiscono. Se i dati della Fieg attestano una diffusione di poco sopra le 200 mila copie, i numeri delle vendite reali sono di molto inferiori. Secondo un documento interno ('Dati di vendita settimanale Il Giornale'), da gennaio a inizio giugno la media è stata di sole 119 mila copie. Anche gli ultimi dati sulle vendite giornaliere, dal 1 al 17 giugno, danno il quotidiano diretto da Mario Giordano (comprensivo dei 'panini', i giornali locali acclusi) parecchio al di sotto dei rispettivi giorni del 2007: tra le 21 mila e le 43.500 copie in meno. Tempi duri per tutti, anche per la stampa di governo. (L.Q.)

4 - MOLTI SGARBI E TANTI FISCHI.
Vittorio Sgarbi non ha gradito il 24 giugno il modo caloroso con il quale il pubblico del Teatro Greco di Siracusa ha accompagnato le parole dell'inviato dell'Ansa, Lirio Abbate, che ha spiegato come il ddl sulle intercettazioni imbavaglierà l'informazione. Lo scenario era quello del Premio Vittorini, che ha assegnato ad Abbate, che vive sotto scorta perché la mafia ha tentato di ucciderlo, un alloro per il giornalismo, mentre a Sgarbi per la cultura. Il cronista dell'Ansa è stato il più applaudito della serata. Ma quando è arrivato sul palco Sgarbi, si è scagliato contro Abbate e contro le intercettazioni, sostenendo che "non erano utilizzate nemmeno da Falcone e Borsellino".

Ha iniziato a urlare e chiedere alla gente come mai "nella terra che ha scelto di votare in larga maggioranza il Pdl si può applaudire chi parla contro un ddl del governo Berlusconi". Il Teatro Greco gli si è rivoltato contro con boati di disapprovazione e l'abbandono del palco da parte di quasi tutta la commissione giudicatrice presieduta da Vincenzo Consolo. (T.M.)



5 - BAUDELAIRE VERSIONE CALASSO.
Viva attesa tra i lettori esigenti (anche a Parigi) per il sesto volume dell'Opus Calassianum. Parliamo di Roberto Calasso, l'editore-scrittore di Adelphi. Il suo nuovo libro si chiama 'La Folie Baudelaire' e uscirà in ottobre. È un'indagine delle sue, in cui si entra al buio con casco e torcia, intorno al poeta francese, crocevia di energie artistiche e letterarie nella Parigi dei Paradisi non solo artificiali. Una sorpresa il titolo: più spiritoso che spiritista. (E.A.)

6 - FIERA DI MILANO - COMMA ROTH.
In vista dell'Expo 2015, la Fiera di Milano si ritrova al centro di crescenti appetiti. Martedì 8 luglio è convocata una riunione del consiglio della Fondazione che controlla la Fiera, guidata dal formigoniano Luigi Roth. All'ordine del giorno figura la modifica dell'articolo 8 dello statuto, che impedisce ai vertici della Fondazione di passare alla guida della Fiera Spa, la società che gestisce le stutture espositive. Rischia così di cadere un vincolo che era stato introdotto per limitare i conflitti d'interessi in una struttura pubblica come la Fiera. Il cambiamento renderà in teoria possibile una mossa di cui si era parlato nei mesi scorsi: il passaggio di Roth, in scadenza di mandato, dalla Fondazione alla Fiera. Per il posto lasciato libero, circola fra gli altri il nome di Antonio Intiglietta, imprenditore vicino al presidente lombardo Roberto Formigoni. (L.P.)

7 - FLOP IN CAMERA.
Il Punto Camera ha chiuso i battenti. Il 'negozio istituzionale' era stato aperto nel marzo 2005, su iniziativa dell'allora presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, per avvicinare la politica al cittadino, offrendo gadget firmati Camera dei Deputati. Nel Punto Camera, progettato dall'architetto Cristina Mazzantini, tra i marmi e gli arredi in noce c'era anche un dipinto murale di Gino Severini, emerso dai sotterranei del Palazzo, e dieci postazioni Internet per fare ricerche sull'attività delle istituzioni. In vendita, portachiavi a 45 euro e agende da 70, tappetini da mouse (39 euro) e porta pc (140), stilografiche e orologi. Nonostante la centrale ubicazione tra via del Corso e via del Parlamento, il negozio scarseggiava di clienti. L'incasso medio è stato stimato in 25 mila euro mensili, troppo poco se si pensa che ad accogliere i clienti vi erano due o tre assistenti parlamentari e ben due consiglieri bibliotecari per aiutare i cittadini nelle ricerche, senza contare che il 16 per cento degli introiti era appannaggio della società Qualità Italiana che gestiva la parte commerciale. (L.P.D.)

8 - TOSCANA: LI MANDA RUINI.
Dopo aver scelto negli ultimi mesi due vescovi di stretta osservanza ruiniana, Giovanni Paolo Benotto per Pisa e Simone Giusti per Livorno, al posto rispettivamente di Alessandro Plotti e Diego Coletti, schierati su posizioni progressiste, la normalizzazione della Chiesa toscana dovrebbe completarsi con l'arrivo a settembre di Giuseppe Betori, segretario della Cei e fedelissimo di Camillo Ruini, al posto del cardinale Ennio Antonelli, chiamato dal papa alla guida del 'ministero' vaticano della famiglia. L'arrivo dato quasi per scontato di Betori non sembra però molto gradito ai vescovi toscani che, interpellati dalla Santa Sede sulla successione di Antonelli, avrebbero indicato la propria preferenza per l'attuale vescovo di Arezzo, Gualtiero Bassetti, ex rettore del seminario di Firenze, espressione del cattolicesimo fiorentino di Giorgio La Pira e don Lorenzo Milani, o comunque per figure non imposte da Ruini, ma vicine alla linea del dialogo della Cet, la Conferenza episcopale toscana. (M.La.)

9 - LA VOLPE GALAN.
Giancarlo Galan e la Lega Nord sono ai ferri corti. Motivo del contendere? Ufficialmente la nascita del Partito della libertà del Veneto, federato con quello nazionale. Ma sarebbe meglio dire che in gioco c'è l'autonomia e la forza elettorale del governatore Galan, unico incrollabile sostegno alla sua ripresentazione per un quarto mandato regionale. Se Galan avrà un suo partito forte e autonomo, nessun accordo fra Berlusconi e Bossi potrà ostacolarlo. Alle politiche la Lega Nord ha ottenuto alla Camera il 27,1 per cento, il Pdl il 27,4. La Lega alle regionali del 2005 era al 14,7. Un balzo felino che fa nascere voci presidenziali dentro il Carroccio: perché non candidare un leghista alla Regione? Si fanno i nomi di Flavio Tosi, sindaco di Verona, e del ministro Luca Zaia. (P.T.)

10 - APAT NELLA BUFERA - CHE BRUTTO AMBIENTE.
Gli ispettori chiamati da Stefania Prestigiacomo faranno visita all'Apat, l'Agenzia per la protezione del territorio che è stata commissariata con l'ultima finanziaria. A muovere il ministro per l'Ambiente è stata la relazione con cui Alberto Stancanelli, dopo appena due mesi di lavoro, si è dimesso dall'incarico di direttore generale. Al suo arrivo il dirigente aveva contestato la decisione del presidente, Giancarlo Viglione (vicino ad Alfonso Pecoraro Scanio), di stabilizzare con un'assunzione a tempo indeterminato una serie di precari a suo avviso non in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge. All'inizio Viglione aveva riconosciuto come fondate le obiezioni del suo direttore. Ma poi, dopo un paio di bellicosi comunicati sindacali e l'occupazione di alcuni locali, ha cambiato idea, decidendo di andare per la sua strada e provocando così le dimissioni di Stancanelli. Ora la Prestigiacomo vuole capire chi ha ragione. (S.L.)

11 - PDL - MADONNA APPARE IN TRIBUNALE.
Madonna contro Unto dal Signore. È la sintesi della lite che il 16 settembre si terrà dinnanzi al Tribunale di Roma tra un sociologo casertano (Michelangelo Madonna) e Silvio Berlusconi. Oggetto: il simbolo del Pdl che l'ideatore Madonna vuole indietro, con congruo risarcimento. I giudici esamineranno un dossier che attesterebbe come la mezzaluna tricolore nel cerchio azzurro con la scritta 'Popolo delle Libertà' sia stata ceduta dinanzi a un notaio da Madonna (che l'aveva utilizzata per le amministrative di Casal di Principe del 27 maggio 2007) a Berlusconi il 19 dicembre scorso, dietro promessa di un seggio parlamentare e di un ruolo dirigente nel Pdl. Niente di ciò è avvenuto. Così l'azzurro mancato ora chiede di riavere simbolo, soldi e onore della cronaca. (M.F.)


Dagospia 04 Luglio 2008