D'ALEMA AL PREMIER: "FATTI PROCESSARE". IL PREMIER A D'ALEMA: "DOPO DI TE" - NEL TRIANGOLO SANJUST, SILVIO NON È IL PEGGIORE - DAGO, QUELLO DELLA GUZZANTI ERA UN COMPLIMENTO - IL CAZZOMETRO DI VALERIONA.

Riceviamo e pubblichiamo:

Lettera 1
Caro Dago, D'Alema al premier: "Fatti processare". Il premier a D'Alema: "Dopo di te". Durex

Lettera 2
Scusa Dago, mi sembra strano spezzare una lancia in favore di Berlusconi, ma credo sia il caso e non certo per i suoi numerosi 'impegni' extragovernativi. Ma questa storia della Sanjust è incredibile. Abbiamo un marito che manda la moglie ad elemosinare favori dal premier per anni (che guarda caso viene promosso proprio in coincidenza del rapporto di amicizia tra Berlusconi e la Sanjust) senza dire nulla. Quando però la moglie lo lascia e le promozioni si interrompono, ecco che il cattivo Berlusca gli ha messo i bastoni tra le ruote. Impossibile dire se questa versione dei fatti corrisponda al vero. Di sicuro, tra i due uomini di questo 'triangolo', non mi pare proprio che quello ad uscirne peggio sia Berlusconi...
Colinmckenzie - http://www.badtaste.it

Lettera 3
Dago! a Piazza Navona Lidia Ravera ha fatto un ottimo intervento. Pulito, pulito. In sintesi: si corre il pericolo di rinforzare l'impressione che per fare carriera non bisogna studiare e faticare, ne' essere illigenti. Soprattutto se si e' donne. Non ne ha parlato quasi nessuno.
Meticcio

Lettera 4
Egregio signor Dago, in relazione a quanto rilevato dalla signorina Guzzanti durante la "notte orribile" del dinamico trio Grillo-Di Pietro-Travaglio, ovvero che Lei signor Dago si sarebbe sposato con una signora benestante, ed avendo io osservato che la signorina Guzzanti non risulta maritata, mi sento di offrire alla stessa la mia candidatura per eventuale matrimonio. Ho sempre amato le signorine benestanti.
P.

Lettera 5
Dago, temevo che avresti frainteso la non simpatica Guzzanti perché nella foga si è espressa un po' male; lei ti ha citato per dire che i giornali del padrone non danno alcuna informazione sui fatti reali e quindi ha detto che poi le notizie le sanno tutti, basta essere un minimo addentro al mondo politico; a questo punto ha citato Dagospia come unico mezzo di informazione reale ed ha detto che basta essere un minimo introdotti come sei tu per poter bucare il muro di banalità e dare una marea di informazioni cruciali; ha detto che tu hai sposato una donna ricca solo per dire che ovviamente per fare un sito così si deve avere tempo e contatti giusti (ovviamente è discutibile ma parlava a braccio); suonava male solo perchè lei nella foga iconoclasta e un po' - giustamente - demagogica ha semplicemente sbagliato tono.
Aggiungo che la manifestazione ovviamente è stata superpacifica e superelegante e bellissima, come dimostra il calunniamento rinforzato orchestrato dai giornali dei palazzinari. Nessuno ha offeso il papa né il presidente, etc. queste persone sono state criticate, non offese.
Enzo

Lettera 6
Caro Dago, vedo una sottile forma di censura indiretta, o ti scrivono solo faziosi di destra ? Quello che ha detto la Guzzanti, lo pensano (quasi) tutti, con buona pace delle ministre. Il diritto di satira deve restare libero. Punto. Ogni limitazione è regime. La verità è che si è creato il solito caso fondato sul nulla, le presunte offese al capo dello stato/papa, per gettare fango su una bella manifestazione e per parlare del nulla anzichè dei temi veri, reali, affrontati... Complimenti alla stampa, ma lo hanno capito anche i bambini. Ci considerate proprio degli idioti.
LB

Lettera 7
Caro Dago, tu sai che non sono mai stato tenere con il Sen. Paolo Guzzanti...ma nella vicenda che coinvolge la sua famiglia (in particolare la figlia Sabina) devo dargli atto che si é comportato da vero padre e gentiluomo: meno sensibilità e scaltrezza ha mostrato la ministra-gnocca Carfagna tirando in ballo il padre per colpire la figlia... la quale, detto tra noi, non é ancora uscita da un'adolescenza goliardica e procura dispiaceri a destra e soprattutto a "sinistra"...
Serpico

Lettera 8
Caro Dago, un tempo il vanto della sinistra era la sua classe intellettuale. A denti stretti, perché sono politicamente lontano da loro, ho sempre riconosciuto la preparazione, a volte la grandezza, di molte persone ivi schierate. E ho anche sempre sperato che il nuovo centrodestra fosse in grado, prima o poi, di avere simile gente pensante vicino a sè (ma è ancora lontano dall'obbiettivo). Se ciò che è rimasto di quella classe intellettuale è ciò che abbiamo visto l'altro ieri a Piazza Navona, vuol dire che di tanto ingegno e serietà è rimasto davvero poco. I vari Flores, Di Pietro, Pardi, Guzzanti, Travaglio, Colombo, Grillo ecc. parlano di legalità e di rispetto, ma il loro linguaggio è quanto di meno rispettoso e (per certi versi) legale ci possa essere.

L'idea che si ha sentendoli parlare non è tanto quella di chi combatte una battaglia politica, quanto piuttosto di chi, sconfitto alle urne e poco seguito dal pubblico, vuole a tutti i costi concentrare su di sè l'attenzione della gente. Se poi applichiamo l'equazione: attenzione della gente = comparse in TV + articoli di giornale + interviste+ libri = un bel gruzzolo personale, allora forse molte cose si spiegano da sole. Come tante volte detto qui da te nella Piccola Posta, è troppo facile fare l'intellettuale con i soldi dello stato (grazie alle leggi per il finanziamento dell'editoria, del cinema, ecc.), avere begli appartamenti di proprietà o in affitto agevolato in centro e poi scendere in piazza per "difendere" i diritti della gente.
Guido Romano



Lettera 9
Caro Dago, non capisco l'inc.... del senatore Guzzanti. E' evidente che la Carfagna nel suo comunicato ha solo evidenziato, se ce n'era bisogno, il rapporto di parentela tra un giornalista famoso e la sua "comica" figlia.
Dal momento che la Guzzanti insinua, e non solo, su "presunti" aiuti al ministro, mi sembra logico che ci si interroghi sul pulpito di provenienza.

Un padre deve essere veramente orgoglioso di avere due figli di successo, ma la domanda che viene spontanea è questa: il senatore Guzzanti ha mai "aiutato" i figli nella loro carriera, almeno agli inizi? i figli, durante i provini, sono stati trattati come tutti o hanno avuto un occhio di riguardo ? Tutti coloro che fanno i comici hanno gli stessi autori che sono sul mercato o qualcuno "riesce" ad averne di migliori? Quanti casi ci sono in Italia di tutti e due figli "della casalinga di Voghera" e "dell'operaio della Mirafiori" che abbiano fatto la stessa luminosa carriera dei figli del senatore Guzzanti?.
Poi "la solidarietà al tentativo di deprezzare l'identità personale e politica" della comica? Capisco l'identità personale, ma quella politica molto meno, specie da un senatore eletto nella PDL.
Stefano Neri

Lettera 10
Caro Dago, un po' poco per sbarazzarci del Cavaliere, anche se fra le sue file s'infiltra il rutilo "guzzante & figlia". Ah, il cuore! Bisogna amare chi non sa vivere se non tramontando).
"Le coeur a ses prisons que l'intelligence n'ouvre pas".
CF

Lettera 11
Caro Dago, non dire agli inglesi che la Chiesa anglicana è destinata a sparire. Ovvio, quando le donne entrano in un'istituzione è segno che la crisi irreversibile è iniziata. Pensa all'esercito, alla scuola e a tanti altri settori che oggi non contano più un cazzo. Lo diceva anche Ida Magli in tempi non sospetti, quando scriveva - osannata - sui giornali di sinistra. Non si tratta di essere maschilisti, ma realisti. La Chiesa cattolica non concederà mai il sacerdozio alle donne, perché sa che questo segnerebbe l'inizio della fine. Ergo: il Papa è un grande, gli anglicani dei gran coglioni.
Carlo

Lettera 12
Caro Dago, sono un tuo affezionatissimo lettore, ma forse, ieri nella rubrica "indiscreti" tratta da "Italia Oggi", al numero 4, hai compiuto una leggerezza riportando l'intervento della "consigliera" Monica Cirinnà, che portava all'attenzione del consiglio comunale di Roma il fatto che spesso i cavalli utilizzati per compiere i giri turistici in biga, vengono fatti lavorare anche nelle ore più calde.

Tutto questo utilizzando un "tono ironico", per la serie: "ma co' tutti i casini che ci stanno a Roma oggi, guarda questa a cosa pensa'!".
Secondo me, un essere umano non ha alcun diritto di far patire sofferenze ad un animale, anche se, e soprattutto se, quest'ultimo sia uno strumento di lavoro. E' si uno strumento, ma non un oggetto con cui si possa fare tutto cio' che si vuole, anche farlo soffrire.
Proseguendo secondo questo piano logico, la conclusione che se ne trae e': fin tanto che ci sono umani indigenti sulla faccia della terra bisogna fregarsene degli animali e delle sofferenze che i cosi' detti umani procurano a quest'ultimi.
Paolo Anichini

Lettera 13
Sul caso Eluana il Vaticano dovrebbe avere, almeno per una volta, la decenza di tacere! Che la faccia uscire dal coma, visto che ha contatti diretti con dio, padre pio e tutti i santi del paradiso! Il Vaticano dovrebbe finalmente smetterla di interferire nella vita politica, economica e sociale italiana. Purtroppo l'Italia ha la sfortuna di ritrovarsi il Vaticano in casa. Sarebbe così bello che lo stato del Vaticano fosse ad es. in Alaska o in Groenlandia o in Islanda, così chi vuole andare a sentire la retorica del Papa può farlo e coloro che non hanno voglia di sentirlo non sono obbligati a sorbirselo quotidianamente su tutti i giornali e su tutte le televisioni. Amen!
Alex

Lettera 14
Caro Dago, per continuare a volare alto, a proposito del personale cazzometro della signorina Marini (da 1 a 7... pisolo, gongolo ecc...) vorrei fornire un mio contributo ricordandole, tra i tanti, un vecchio proverbio che ho imparato in tempi ormai lontani all'università e attribuito addirittura al Sommo Poeta, che smentisce, almeno in parte le sue ponderate riflessioni:

non lungo che tocchi,
non grosso che turi,
ma duro che duri,
gli é un cazzo co' fiocchi
F.Grandi

Lettera 15
Dago, la proposta di perseguire la prostituzione in strada e trasferirla in casa ha una sua logica. Però, attualmente, se affitti l'appartamento ad una prostituta rischi seriamente una accusa di sfruttamento della prostituzione. Cosa che, curiosamente, non si applica ai direttori dei vari giornali che pubblicano i loro annunci.
Luigi A


Dagospia 10 Luglio 2008