IL VATICANO AL LIDO DI VENEZIA - GIANNINI, NO SPONSOR - RANA GIOVANNI. PRESENTE! - GIORNALISTI BROCCOLONI - VESPA CORVO - L'ALBUME COME LUBRIFICANTE ANALE - COL NO TI SPICCI, COL SÌ T'IMPICCI.

1 - ANCHE IL VATICANO È IN MOSTRA AL LIDO DI VENEZIA
Stamane il ministro delle Comunicazioni d'Oltretevere, il vescovo Claudio Maria Celli, ha consegnato il Premio Bresson al cineasta argentino Daniel Burman, un giovane regista di origine ebraica. L'anno scorso era stata la volta del russo Sokurov, autore del capolavoro sulla guerra in Cecenia "Aleksandra".

A tirare le fila dell'operazione è un monsignore iperattivo di nome Viganò che oltre a presiedere l'Ente dello Spettacolo è stato nominato da poco consigliere di amministrazione del Centro Sperimentale di Cinematografia. Viganò è un prete dalla testa laica al quale la Conferenza Episcopale Italiana ha affidato il compito di presidiare il mondo del cinema ed è questa la ragione per cui l'ineffabile ministro Bondi gli ha affidato il nuovo incarico in cui dovrà vedersela con Francesco Alberoni e con gli altri uomini chiave di Cinecittà e dell'Istituto Luce.

2 - GIANNINI, NO SPONSOR - RANA GIOVANNI. PRESENTE!
Viviana Musumeci per Dagospia - Qualche giorno fa Giancarlo Giannini è entrato con fare circospetto al Caffé Lancia al Lido di Venezia. I fotografi lo hanno beccato e gli hanno chiesto se potevano scattargli qualche foto. Lui all'inizio si è negato con fare annoiato dicendo di non avere film in lancio. Loro hanno insistito. Lui, allora, si è concesso come un divo capriccioso. Alla richiesta di togliersi gli occhiali ha però risposto che ai divi americani non viene mai chiesto. E quando poi si è accorto che dietro di lui c'era un cuscino della Lancia ha fatto di tutto per toglierlo. Testimonial sì, ma non gratis...

Tilda Swinton è stata tra le più prezzemoline del Lido. Più sicuramente dei colleghi Clooney e Pitt che si sono fatti sospirare e si sono concessi con il contagocce. Lei, anticonformista, si è presentata con il fidanzato giovane (figo e artista) perché il marito (sessantenne e artista) è rimasto a casa a fare da baby sitter ai due gemelli di dieci anni. Quando le è stato chiesto di lasciare l'impronta delle mani nel calco del Caffé Lancia messo all'asta su Ebay per una casa benefica, l'attrice ci ha provato con tutte le sue forze, ma le prime due volte, nonostante le manone, non ci è riuscita. Buona la terza! Giovanni Rana, per la cronaca, che non è un attore, si è lanciato a lasciare anche lui l'impronta delle mani e ha firmato: Rana Giovanni. Presente!

Durante la presentazione alla stampa del film su Valentino, l'ex stilista ha mostrato un certo nervosismo. Il socio Giammetti più volte gli ha avvicinato il microfono. Lo stesso Valentino a un certo punto, dovendo parlare ha iniziato ad accendere e spegnere il microfono. Al regista al suo fianco è scappato uno spazientito "Shit". Valentino ha strabuzzato gli occhi, ma non ha fatto una piega. E come avrebbe potuto?

3 - ACQUA ALTA
Maria Teresa Veneziani per il Corriere della Sera

MULTA AL WATER-TAXI DI CAPITAN WENDERS
Al Lido si aggira una vigilessa inflessibile come il vigile di Alberto Sordi. Questa volta, ad essere multati, sono stati i due water taxy che trasportavano i membri della giuria. Il capitano Wim Wenders e la sua ciurma: Juriy Arabov, Douglas Gordon, Valeria Golino, John Landis, Lucrezia Martel, Johnnie To. Fermati mentre da San Marco facevano rotta sull'Excelsior, per eccesso di velocità. Il limiti in questo tratto di canale? Venti chilometri orari. Effetto moto ondoso.

PADRI DEL LIDO
«Perché tutto il mondo ha bisogno di un padre?» si chiede il figlio adottivo del boss sino-giapponese di Dangkou (Plastic City). «La figura del padre negli ultimi tempi si è un po' sbiadita» dice Pupi Avati (padre di due maschi e una femmina): e così il cinema tenta una ritoccatina. Il risultato sono padri-chioccia (i nuovi mammi) protettivi al limiti della patologia, come il Silvio Orlando-Papà di Giovanna e l'Alex Descas di 35 Rhums della francese Claire Denis. Per fortuna, a sdrammatizzare, ci sono i padri di ieri. Tognazzi nei Mostri, restaurato alla Mostra, insegna al figlio l'arte di farsi furbo. Prima regola: «Dire sempre no, perché col no ti spicci, mentre col sì t'impicci».

A LEZIONE DALLE GEISHE
Al Lido, le geishe danno lezione di eros agli uomini. In Dangkou (Plastic City), la bella geisha Taina Muller rompe un uovo in una ciotola e invita il ritroso Kirim (l'intrigante Joe Odagiri) a usare l'albume come lubrificante. La brutta geisha di Inju, al mattino, fa bere a Benoît Margimel un bel concentrato di caffè, testicoli di toro e nicotina. Spiega: «È tonificante e aiuta a restare in forma». Meditate uomini.

MONICELLI E I PARENTI SERPENTI
«Se fossi tua moglie ti metterei il veleno nel caffè». «Se fossi tuo marito lo berrei», risponde il cognato. Monicelli in «Toh, è morta la nonna», farsa incompresa negli Anni Settanta ma applauditissima alla mostra, sintetizza bene il tema portante del festival: la famiglia. Luogo di violenza e morte nel Giorno Perfetto di Ozpetek, trappola della vita in Il papà di Giovanna di Avati, The Burning Plain di Arriaga e in Dangkou (Plastic City) di Yu Lik-wai. Per fortuna ad alleggerire il clima c'è la supermamma di Miyazaki nel delizioso Ponyo on the cliff by the sea di Miyazaki. Purtroppo è solo un cartoon.



KIM BASINGER? E' MORTA (NEL FILM)
«Tenete d'occhio Jennifer Lawrence» avverte il regista Arriaga. La giovane protagonista di The Burning Plain non era prevista al Lido. Ma lei non voleva rinunciare per nessuna ragione al suo primo red carpet. Detto, fatto, si è fatta pagare il viaggio come regalo dei suoi 18 anni dai genitori arrivati al seguito della pargoletta. Jennifer, il suo red carpet, l'ha avuto, eccome, dando un assaggio del carattere delle ragazze d'oggi. Alla domanda insistente di una giornalista «Perché Kim Basinger è assente?» ha tolto tutti dall'imbarazzo: «È morta, non l'ha saputo?» (nel film, naturalmente).

CHARLIZE, BELLA CON L'ANIMA
Con il corpo statuario, fasciato in un abito da sirena (Versace), la 33enne Charlize Theron incanta il Lido. La sua grazia naturale ha reso indimenticabile il party dato in suo onore da Medusa nel giardino dell'hotel Des Bains: fino a mezzanotte si è aggirata tranquillia su sandali gioiello, tacco 12, dispensando baci e abbracci. «Charlize è la prova che si può essere belle anche con cervello. E molto!», sintetizza il regista di The Burning Plain, Guillermo Arriaga. Tutto vero, ma così non c'è più consolazione per le comuni mortali

LA CALVIZIE DI ARRIAGA
L'intellettuale-regista Guillermo Arriaga dice che nel suo film The Burning Plain ha voluto riportare nella vita la morte «che in questa società tentiamo di allontanare con la chirurgia estetica e ogni tipo di diavoleria». E invece è sempre lì. «Questa calvizie che vedete sulla mia testa, è lì ogni mattina a ricordarmi la morte che passa vicino a me. Così, come la cellulite per la donne». Senza Parole.

ABBRONZATISSIMI
Il Lido, promuove una nuova equazione: dive sempre più diafane, uomini sempre più abbronzati, tanto che nei party notturni rischiano di scomparire. E infatti maestri di stile come Carlo Rossella e Valentino («Sei troppo nero» si fa rimproverare dall'amico-socio Giancarlo Giammetti), viaggiano sempre in bianco o color panna. Qualcuno dovrebbe invece salvare Bruno Vespa e Stefano Bonaga che si aggirano nel buio come corvi, di nero vestiti. Che paura.

GIORNALISTI BROCCOLONI
L'ultima moda al Lido è il giornalista broccolone che si insinua in conferenza e, preso il microfono, dichiara il proprio amore per il divo. A metterli al loro posto ci pensa il divo stesso. Charlize Theron, al ragazzotto italiano che le chiede «Da che parte del letto dormi, vorrei sposarti», risponde pronta: «Dal lato in cui non c'è lei». Sistemato. Brad Pitt fa anche di più con la biondina spagnola che si presenta in maglietta e calzoncini da pugile chiedendo petulante: «Brad, in che palestra devo venire per essere rincorsa da te». Lui, serio: «Veramente, vedendola bisognerebbe scappare». Volatilizzata.

CLERGYMAN AL GUGGENHEIM
L'ultima versione del cameriere? Il clergyman in pantofola, silenzioso e superefficiente. Come quello assoldato da Vogue e Vanity Fair per servire i capricci delle 300 celebrity notturne arrivate a festeggiare Valentino nei giardini del Museo Guggenheim: Liz Hurley, Eva Herzigova, Matilde Borromeo, Lapo Elkan, Simona Ventura, Alessandra Facchinetti, Arrigo Cipriani, i Brandolini d'Adda e i Brachetti Peretti, i Sandretto Re Baudengo, tanto per dire. Ma nonostante tale «nobiltà» il clargyman ha avuto il suo bel daffare a spiegare che le sculture non sono tavoli su cui appoggiare piatti e bicchieri. Noblesse oblige.

KITANO E LE GALLINE
Magico Kitano, con il suo gusto del paradosso ha lasciato basiti i giornalisti pronti a chiedere conto del suo film Achille e la tartaruga, sulla crisi dell'artista. Prima domanda: «In molte scene ricorrono le galline, il pollaio. Per caso, voleva rivalutare questo animale ritenuto brutto e stupido?». Risposta: «No, le ho usate perché sono gialle, forse avrei potuto sostituirle con i canarini». Seconda domanda: «Perché per la scenografia usa i suoi quadri?». E lui: «Perché i miei quadri non piacciono, li trovano tutti orrendi, però sono gratis. Certo avrei preferito un Matisse o un Van Gogh ma, chi li aveva tutti quei soldi?».

STAR IN FORMA/1
La festa di apertura della Mostra si è consumata sulla spiaggia dell'Excelsior tra 1.100 invitati e molti imbucati che hanno onorato i quattro buffet lunghi oltre 6 metri ciascuno. Sarà preoccupato per la forma, ma Clooney, che nel film dei fratelli Coen deve sempre fare una corsetta di 5 miglia dopo il sesso, non si è neppure seduto a tavola. Brad, almeno ci ha provato. Si è tolto la giacca svelando bicipiti da pugile, ma si è limitato a spizzicare un pezzetto di pane per un brindisi ed è sgattaiolato via come Cenerentola.

STAR IN FORMA/2
Nel club degli inappetenti, nell'ordine, le eteree Claudia Schiffer e Franca Sozzani, che hanno pasteggiato ad acqua naturale e il magrissimo e lungo John Coen. Leggerissimo anche il fratello Ethan, ma lui per tutto il tempo ha "pizzicato" nel piatto della compagna e rubato una quiche dal buffet mentre fuggiva dalla folla. Gli ha fatto concorrenza solo Tilda Swinton. Per la gioia dei mortali, è andata personalmente a riempirsi il piattino di spigola alle mandorle, maionese e altre golosità.


Dagospia 02 Settembre 2008