IL TEMPO SI E' FERMATO
"Cambia il Tempo...", attaccava grintoso il Rossella-Bernacca di "Alta Società". Ma la firma del passaggio del quotidiano caro a Maria Angiolillo, vedova dell'ex direttore Renato, all'industriale tessile, e proprietario della carta Diners, Tonino Perna, veleggia in mare burrascoso. Nonostante che Cesare Romiti e Franco Sensi siano pronti a fare la propria parte nell'operazione politico-editoriale.
Renato Bonifaci, che nei giorni scorsi è andato a fare visita in ospedale al convalescente Francesco Cossiga, non ha intenzione di mollare Il Tempo fino a quando non sarà risolta la questione del suo "debito" (venti miliardi) con l'altro editore romano, Franco Caltagirone. Le virgolette di "debito" stanno appunto lì perché Bonifaci ha contestato a Caltagirone - attraverso i suoi avvocati - la cifra miliardaria. Quindi, secondo Bonifaci, la cessione del Tempo (22 mila copie quotidianamente vendute, più di cento miliardi di debiti) va regolata così: datemi i soldi e poi regolo io il "debito" con Caltagirone. E qui logicamente non c'è il consenso del proprietario del Messaggero: quando una società viene ceduta gli acquirenti si accollano sia attivo sia passivo. Insomma, chi compra compra anche i debiti.
Lo "scorporo" del debito è la Bocca di Bonifacio che ha fatto naufragare l'operazione Perna-Sensi-Romiti. E se Bonifaci non abbassa le penne del capomastro tosto, addio sogni di gloria per la Compagnia dei Santi Romiti e Geronzi. Facendo così felice Caltagirone di non avere in circolazione un temibile avversario per il suo Messaggero, da una parte. D'altra, più il Tempo passa e meno vale.
(Copyright Dagospia.com 14-7-2000)
Renato Bonifaci, che nei giorni scorsi è andato a fare visita in ospedale al convalescente Francesco Cossiga, non ha intenzione di mollare Il Tempo fino a quando non sarà risolta la questione del suo "debito" (venti miliardi) con l'altro editore romano, Franco Caltagirone. Le virgolette di "debito" stanno appunto lì perché Bonifaci ha contestato a Caltagirone - attraverso i suoi avvocati - la cifra miliardaria. Quindi, secondo Bonifaci, la cessione del Tempo (22 mila copie quotidianamente vendute, più di cento miliardi di debiti) va regolata così: datemi i soldi e poi regolo io il "debito" con Caltagirone. E qui logicamente non c'è il consenso del proprietario del Messaggero: quando una società viene ceduta gli acquirenti si accollano sia attivo sia passivo. Insomma, chi compra compra anche i debiti.
Lo "scorporo" del debito è la Bocca di Bonifacio che ha fatto naufragare l'operazione Perna-Sensi-Romiti. E se Bonifaci non abbassa le penne del capomastro tosto, addio sogni di gloria per la Compagnia dei Santi Romiti e Geronzi. Facendo così felice Caltagirone di non avere in circolazione un temibile avversario per il suo Messaggero, da una parte. D'altra, più il Tempo passa e meno vale.
(Copyright Dagospia.com 14-7-2000)