TRIESTE, TRIPOLI - BERLUSCONI DA GHEDDAFI PER "SALVARE" IL FRIULI (UN AEROPORTO PER LA LIBIA?)

Alberto Statera per Affari e Finanza


Overdose di Berlusconi nel profondo Nordest. Battesimi, vari di navi, riunioni internazionali, non c'è evento pubblico o privato nel Friuli Venezia Giulia cui il premier non sia presente. Sabato 12 ha partecipato al battesimo di Roberta Antonione, primogenita del sottosegretario agli Esteri e coordinatore nazionale di Forza Italia; domani presiederà a Trieste il vertice annuale dei ministri degli Esteri dell'Iniziativa AdriaticoJonica, di cui, con l'Italia, fanno parte Bosnia, Grecia, Albania, Croazia, Slovenia.

Nel viaggio a Tripoli, dove nella caserma di Bab el Azizia incontra Gheddafi, con la Venere di Cirene, la statua che venne depredata dagli italiani in epoca coloniale, reca un ricco dossier friulano preparato dal sottosegretario Antonione. Vi sono contenute proposte di collaborazione finanziaria nelle reti ferroviaria, autostradale e multimodale della regione, nel porto di Trieste e nell'aeroporto di Ronchi dei Legionari, per il quale si ipotizza addirittura il ruolo di "hub" dei libici in Europa.

La ragione di tutto questo attivismo a Nordest non è un mistero: tra il 15 maggio e il 15 giugno prossimi si terranno in Friuli Venezia Giulia le elezioni per il rinnovo del presidente della Regione, il primo test veramente significativo dopo la vittoria elettorale del Centrodestra nel 2001. Candidato della Casa delle libertà, nonostante i maldipancia della Lega, sarà, secondo l'annuncio dato dallo stesso Berlusconi al battesimo Antonione, il presidente uscente Renzo Tondo. Ex socialista, oggi di Forza Italia, persona garbata ed equilibrata, Tondo è un buon candidato.

Ma a sbarrargli la strada è già sceso in campo ufficialmente per il Centrosinistra Riccardo Illy, della nota dinastia industriale del caffè. Valdese rigoroso, studioso e poco espansivo, Illy, che è stato eletto deputato con la Margherita dopo aver fatto per sette anni il sindaco di Trieste, è considerato un avversario di ottimo appeal, forte nel capoluogo e a Gorizia, un po' meno a Udine e Pordenone. Forte comunque abbastanza per far mobilitare fin d'ora Berlusconi in persona per una campagna elettorale che durerà sette mesi, nonostante i sondaggi favorevoli della Casa delle libertà.



L'ultimo, commissionato al Cirm e datato 30 settembre, assegna al Centrodestra dieci punti di vantaggio sul Centrosinistra. Potrà mai essere così ampio il "valore aggiunto" dell'ex sindaco imprenditore? Certo Illy, che può raccogliere anche voti di destra, l'ha presa sul serio e da lontano e, di fronte allo sgretolamento dell'Ulivo nazionale, sta lavorando alla compattezza della coalizione regionale, senza trascurare Rifondazione comunista, i cui elettori di sicuro non lo amano. E senza snobbare un gruppo di dissidenti di Forza Italia dai trascorsi democristiani e socialisti, che si sentono emarginati (li chiamano «i riciclati») e vagheggiano la creazione di un "Terzo Polo" .

L'altro "plus" di Illy che preoccupa la maggioranza può venire dagli industriali, che a Trieste sono pochi e presieduti dalla mamma del candidato, Anna Illy, ma a Udine e Pordenone sono una schiera numerosissima e influente. Due tra i più autorevoli, Pittini e Valduga, negli ultimi mesi non hanno risparmiato critiche al governo nazionale e a quello regionale, cui pure avevano manifestato molta simpatia.

Sul fronte opposto, a parte i "terzopolisti" , c'è il solito nodo della Lega: da una parte Alessandra Guerra, attuale vicepresidente della giunta regionale che aspirava ad essere lei il candidato della Casa delle libertà al posto di Tondo, dall'altra il sindaco di Udine, Cecotti, un "cane sciolto" spesso in polemica con gli alleati di maggioranza e col suo stesso partito.

Ecco perché, mentre Illy spera che i litigiosi leader nazionali del Centrosinistra, da Fassino a Rutelli, o chiunque altro sia, si affaccino il meno possibile nei prossimi mesi a Nordest, il Centrodestra gioca molto sull'"overdose berlusconiana", cui il premier non si sottrae: ormai è di casa all'Harry's Grill, sulla Piazza Unità d'Italia a Trieste, dove predilige prosciutto istriano. Se poi va bene a Tripoli l' "Operazione Venere di Cirene"...


Dagospia.com 28 Ottobre 2002