CAFONALINO – COSÌ PARLÒ BAFFINO: ‘’SOSTENERE RENZI IN CASO DI VITTORIA? QUESTO INTERROGATIVO NON SI PORRÀ, NEL SENSO CHE VINCERÀ BERSANI’’– AL CIRCOLO DEGLI ARTISTI IN SUPPORTO DI CULATELLO: “NON SIAMO NELL’X-FACTOR DI CENTROSINISTRA” - SUL PARRICIDIO PCI, PINOCCHIO D’ALEMA RICORDA: “NON ABBIAMO CACCIATO NAPOLITANO, REICHLIN, INGRAO. LI ABBIAMO VOLUTI IN PARLAMENTO. BASTI PENSARE AL RUOLO DI NAPOLITANO”...

Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia
Francesco Persili per Dagospia

Se Renzi vincesse le primarie, Massimo D'Alema prenderebbe finalmente questo caffè con il sindaco di Firenze? «Non lo so, lei prenderebbe un caffè con uno che dice che la vuole cacciare?» Il Líder Maximo risponde colpo su colpo a Dagospia prima di prendere la parola in un'iniziativa a sostegno di Bersani organizzata dai Giovani Democratici a Roma, al Circolo degli Artisti. «L'età media è più bassa di quella della Leopolda» il presidente del Copasir fa sfoggio di sarcasmo nei confronti di Renzi anche una volta salito sul palco: «Non parlerò di vecchi e giovani perché è stucchevole, parlerò di politica...».

Non si lascia rottamare Spezzaferro che riconosce «il coraggio» di Bersani nel volere primarie aperte e ammette come la discussione, spesso anche aspra, abbia «fatto bene al Partito democratico» che oggi i sondaggi danno sopra il 30 per cento. Un dibattito vero che «ha mostrato anche l'immagine di una politica diversa che non si chiude in sé stessa, si mette in gioco nel confronto con i cittadini. E questo - in un momento in cui la politica non è molto popolare - è piaciuto».

Anche la campagna sulla rottamazione è stata un fattore di successo? «Ha messo in moto anche una grande reazione. Molti non l'hanno considerata giusta, accettabile. E' servita, forse, a suscitare energie da una parte e dall'altra. Qualcuno sarà stato convinto, altri si sono mobilitati per rispondere a questa campagna. Vedremo domenica chi prevarrà: è il bello della democrazia».

Stretta intorno al suo Líder Maximo e padre spirituale, la gioventù dalemiana beve birra, come da iconografia bersaniana, e squaderna documenti in cui rivendica il fatto di essere già «nuova classe dirigente fortemente contraria all'ideologia liberista e conservatrice» (e per estensione anche a Matteo Renzi).

Dice di volersi distinguere per «idee e capacità di lettura della realtà» anziché per «un anonimo giovanilismo» questa nuova generazione di militanti, dirigenti, segretari di sezione ed amministratori capitanata dal giovane turco, tendenza Old Labour, Fausto Raciti. Il segretario dei Gd si aspetta un partito che si faccia portatore «delle istanze di chi lavora (e di chi non lavora), non certo degli interessi di uomini della finanza come Davide Serra», il Gordon Gekko di Renzi, e rifiuta l'idea di politica (e di primarie) come «casting».

Non è Pd's got talent, o l'X-Factor di centrosinistra, rincara Tommaso Giuntella, «portaorecchie e portavoce» del Comitato Nazionale Bersani, che nel caso di affermazione di Renzi, assicura lealtà e sostegno. «Semmai, in quel caso, bisognerebbe aprire una discussione sul liberismo che non può essere di sinistra».

Il segretario di quella che ai tempi del Pci era la mitica sezione Mazzini viene dagli scout come il sindaco di Firenze con il quale condivide anche il gusto per la stilettata ironica. Dopo la campagna giocata tutta all'attacco nei confronti dell'ex premier e l'ultima battuta renziana («C'è chi crede alle profezie dei Maya, si può credere anche a D'Alema»), il romanista Giuntella scomoda nientemeno che lo Special One: «Fossi D'Alema gli risponderei come fece Mourinho con Lo Monaco: «Se vuole usare il mio nome per farsi pubblicità, mi deve pagare...»

Ma Renzi sostiene che la sua è una battaglia di «naturale ricambio» come quella fatta a suo tempo da D'Alema con Natta, Occhetto e la vecchia guardia del Pci. L'ex segretario Ds non ci sta: «Noi abbiamo preso nelle nostre mani la guida del partito ma non abbiamo cacciato le persone. Napolitano, Reichlin, Ingrao e tutte le personalità con le quali lavoravamo li abbiamo sostituiti in un ruolo di guida ma li abbiamo voluti a nostro fianco in Parlamento. Basti pensare a Napolitano e al ruolo che ha avuto...

Non abbiamo rottamato nessuno ma rin-no-vato con il rispetto dovuto alla generazione precedente alla quale abbiamo chiesto di accompagnarci in un processo politico. È stato molto diverso quello che abbiamo fatto noi da quello che ha cercato di fare Renzi con uno stile che, alla fine, credo che non l'abbia aiutato».

Se il sindaco di Firenze perde, ha detto che sarà in prima fila, a fianco di Bersani. Nel caso di vittoria di Renzi, invece, D'Alema lo sosterrà? «Con ogni probabilità questo interrogativo non si porrà, nel senso che vincerà Bersani», la profezia del Líder Maximo. E chissà se sarà come quella dei Maya.

 

 

 

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