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CAFONALINO! AL TEATRO LA COMETA DI ROMA, RILANCIATO DA MARIA GRAZIA CHIURI, DIRETTORE CREATIVO DI FENDI, PER LA PRIMA DI “DELITTO E CASTIGO”, SI PRECIPITA IL FILOPUTINIANO MICHELE SANTORO CON IMPERMEABILE NERO E PANZA SBLUSATA, SCORTATO DALLA SECONDA MOGLIE, SANJA PODGAJSKI – AVVISTATI ANCHE LA SEMPRE FASCINOSA MARISELA FEDERICI, SILVANA PREVITI, GIULIO SCARPATI CON LA MOGLIE NORA VENTURINI E… - VIDEO

Estratto dell’articolo di Alessandra Livi per https://tg.la7.it/

 

paolo regini marisela federici mariagrazia chiuri (2)

Come si collegano il capolavoro di Dostoevskji "Delitto e Castigo" e la star della moda internazionale Maria Grazia Chiuri, tornata da pochi mesi a Roma, dopo nove anni a Parigi alla guida della Maison Dior, e ora diventata direttore creativo di Fendi? Il ponte tra passato e presente è un teatro. E uno spettacolo.

 

Il Teatro La Cometa di Roma mette in scena dal 25 al 30 novembre una rielaborazione del testo di Dostoevskij con la compagnia fondata da Glauco Mauri ora guidata da un giovane direttore artistico Alessandro Baracco. Un testo che dice ancora molto ai giorni nostri, come spiega il regista.

 

michele santoro

"Questo è un testo complesso ma che parla di vita, della prepotenza di un giovane di vent'anni di imporsi contro determinate regole" dice Alessandro Baracco. "Anche questa generazione degli anni 2000, rispetto alla nostra, del 900, ha molto più coraggio, forza e anche prepotenza".

 

Ma la moda? E Maria Grazia Chiuri? E' lei che ha voluto - come coordinatrice artistica - questo adattamento di uno dei più grandi classici della letteratura. E soprattutto è lei che ha acquistato e restaurato il teatro La Cometa, a Roma, dove viene messo in scena. Un'idea che si sviluppa sulla scia di un'altra donna che ne era prima proprietaria, Mimì Pecci Blunt.

 

La contessa era stata una precorritrice dei tempi, negli anni 50. Nel Teatro La Cometa la Blunt faceva lavorare artisti di qualità, metteva in scena le diverse discipline, prosa o musica. Sperimentava. E proteggeva gli artisti che definiva i suoi "illustri parenti". In un certo senso Maria Grazia Chiuri vorrebbe fare lo stesso.

 

giulio scarpati nora venturini (2)

"Penso che in una città come Roma e in un paese come l'Italia così ricca di arte, per gli artisti contemporanei sia molto difficile affermarsi " dice Maria Grazia Chiuri. "Mi fa molto piacere che  ci sarà questa performance. Mi piace l'idea di portare classici realizzati da un regista giovane. Vorrei che questo teatro sia un luogo di incontro. E che sia interdisciplinare (come fu con la Pecci Blunt n.d.r.). Abbiamo avuto la musica, la prosa e il mio sogno sarebbe mettere in scena anche la danza".

 

Come è stato il ritorno a Roma dopo l'esperienza a Parigi? Come concilia il lavoro di stilista di moda con il teatro?

"Sono felicissima di essere ritornata a Roma perché questa è la mia città e io la amo molto. Trovo che sia molto stimolante e quindi è stato un bellissimo rientro. Credo di aver imparato tantissimo a Parigi in questi nove anni. Spero di saper mettere a frutto quello che ho imparato". "In realtà non non c'è un modo di conciliare questi due mondi. Nel teatro il mio ruolo è stato solo quello di restaurare un posto a cui tenevo molto e che apparteneva". [...]

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