epic. elvis presley in concert baz luhrmann

“NONOSTANTE IL SUCCESSO AI LIMITI DELL’IDOLATRIA, ELVIS SI SENTIVA UN PERDENTE. NON AVEVA NESSUN CONTROLLO SULLA SUA CARRIERA” – BAZ LUHRMANN, CHE DOPO IL BIOPIC SU ELVIS PRESLEY HA GIRATO IL DOCUMENTARIO “EPIC: ELVIS PRESLEY IN CONCERT”, RACCONTA IL LATO SEGRETO DEL “RE DEL ROCK’N’ROLL”: “LAS VEGAS DIVENNE LA SUA PRIGIONE QUANDO CAPÌ CHE I MILIONI CHE GUADAGNAVA NON SERVIVANO SOLO A PAGARE I SUOI CONTI, MA ANCHE I DEBITI DI GIOCO DI SUO PADRE E DEL COLONNELLO, E DIVENTÒ FURIOSO. SI SENTIVA IRRILEVANTE” – “ALL'EPOCA IL SUO SOGNO ERA FARE UN TOUR INTERNAZIONALE, E C'ERANO TUTTE LE PREMESSE PERCHÉ QUESTO AVVENISSE, MA POI…” - VIDEO

Estratto dell’articolo di Giuseppe Videtti per “il Venerdì di Repubblica”

 

baz luhrmann 1

L'anno scorso Elvis Presley avrebbe compiuto novant'anni. L'anno prossimo saranno cinquant'anni dalla sua morte. […] Il regista australiano Baz Luhrmann (Romeo + Giulietta, Moulin Rouge!, Il grande Gatsby) dopo aver firmato poco più di due anni fa il monumentale Elvis, […] torna ad accarezzare il suo idolo con il documentario EPiC: Elvis Presley in Concert, che sarà nelle sale italiane dal 5 marzo […]

 

Il regista […] è riuscito ad aggiungere un tocco magico sia alla carica sessuale che alla spavalda maestria con cui l'artista affrontò i primi ingaggi all'International Hotel di Las Vegas: il restauro audio/video di materiali in gran parte inediti, i colori, il montaggio, la solennità e la carica travolgente mettono lo spettatore di fronte a una nuova esperienza cinematografica (e discografica: la corposa colonna sonora contiene anche brani re-immaginati dalla straripante fantasia di Luhrmann).

 

Ancora? Sì, ancora. […] dice Luhrmann in collegamento video dall'Australia. E racconta: «Sapevo che c'era del materiale inedito di Elvis sepolto in un deposito della Mgm in una miniera di sale nei pressi di Kansas City. Avevamo bisogno di risorse economiche per cercare e visionare i video di settanta spettacoli e vari documenti sonori, circa 59 ore sia in 35 che in 8 mm. Per me erano più preziosi degli Epstein Files!

 

epic. elvis presley in concert 10

Ho trovato anche una registrazione in cui Elvis parla della sua vita, un audio di 50 minuti mai uscito dagli archivi; straordinario, perché nelle poche interviste rilasciate negli anni, l'artista non andava mai in profondità, tantomeno sul personale – il Colonnello glielo impediva.

 

A quel punto Jonathan Redmond, Peter Jackson con il suo team straordinario e io abbiamo preso una decisione coraggiosa, avventurarci in un'operazione costosa e laboriosissima durata due anni; molti dei filmati non erano sincronizzati con il sonoro o addirittura muti, si trattava dunque di un lavoro ancora più arduo e certosino. […] Non posso dimenticare il puzzo di aceto che si respirava lì sotto, perché i negativi dissigillati dopo tanto tempo emanano un odore disgustoso».

 

Per le riprese di Elvis ebbe accesso illimitato ad archivi e documenti, aveva anche un ufficio a Graceland. Deve essere stato emozionante per lei, che ha una specie di ossessione per Elvis.

epic. elvis presley in concert 1

«All'inizio mi sentii come un fan: emozionato e divertito, ma verso la fine, quando ebbi accesso al primo piano, dove morì (lassù i visitatori non sono ammessi), il mio umore cambiò di colpo. Fu come essere nel luogo dove un re o un presidente avevano esalato l'ultimo respiro.

 

Non posso descrivere la tristezza che provai quando vidi la chitarra appoggiata sul tappeto della stanza, come se lui l'avesse suonata un attimo prima. Quella penombra spettrale contrastava in maniera drammatica con lo splendore e la vitalità del palcoscenico di Elvis. Solo lì ho percepito le frustrazioni dell'artista che, nonostante il successo ai limiti dell'idolatria, si sentiva un perdente».

 

baz luhrmann 2

Si dice che Las Vegas sia stata la tomba di Elvis. Ma EPiC dimostra che non fu esattamente così. Presley affrontò i primi due anni con un entusiasmo senza precedenti. Magari non era più il rocker degli esordi, ma che energia, e che professionalità!

«Ci sono troppe convinzioni errate su Elvis. Quando cominciò a preparare lo show all'International Hotel, nel 1969, era carico come una bomba, in perfette condizioni fisiche e mentali, sicuro di sé, in uno stato quasi spirituale. All'epoca il suo sogno era fare un tour internazionale, e c'erano tutte le premesse perché questo avvenisse – o almeno così gli avevano fatto credere.

 

Quindi continuava a perfezionare il suo show come se fosse la prova generale per un salto nel mondo. […] La frustrazione subentrò all'entusiasmo quando capì che non avrebbe mai suonato né in Giappone né in Europa. Il Colonnello, ma anche suo padre, cospiravano affinché questo non avvenisse».

 

Fu a quel punto che Vegas divenne la sua prigione?

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«Fu quando capì che i milioni che guadagnava non servivano solo a pagare i suoi conti, ma anche i debiti di gioco di suo padre e del Colonnello – diventò furioso. Si capisce molto bene in EPiC quale deve essere stata la sua amarezza nel dover constatare che i Pink Floyd e i Led Zeppelin giravano liberi per il mondo (e suonavano anche a Vegas) mentre lui era confinato all'International, nonostante le offerte per un tour internazionale fossero reiterate e milionarie. Elvis non aveva nessun controllo sulla sua carriera, questo è il punto. Nel momento in cui il binomio rock e politica era diventato inscindibile, lui si sentiva irrilevante».[…]

epic. elvis presley in concert 13

 

All'epoca c'era una fiorente scena rock che lui aveva generato ma di cui non riusciva a far parte, ormai era più nel territorio del Rat Pack che in quello dei Beatles e degli Stones.

«Dentro di lui non aveva mai cessato di essere un rocker. Lo conferma lo Special tv del '68 per la Cbs e anche il fatto che continuava a cantare e incidere gospel. È importante che il pubblico capisca quanto Elvis, negli anni Cinquanta, facesse paura alla generazione precedente, che era tornata dalla guerra e non voleva più rumore né battaglie; per loro Elvis era il male assoluto.

 

epic. elvis presley in concert 7

Durante la British Invasion, Elvis era ancora giovane ma già un'icona, anche se non più eversivo. Non fu facile vedere che Tom Jones, con il quale ebbe buoni rapporti a Vegas, raccoglieva a piene mani quel che lui aveva seminato – e non era americano! – certamente si sentì impotente di non poter avere la sua stessa libertà d'azione.»[…].

 

C'è ancora qualcosa da sapere su Elvis, secondo lei? Ha altri capitoli in serbo?

«Ora sono troppo impegnato col mio film su Giovanna d'Arco. Però… sì, sul periodo trascorso durante il servizio militare… ci sarebbe ancora da esplorare. Era già una star quando fu spedito in Germania, non si sa molto di cosa accadde lì, a parte la storia con Priscilla.

 

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E non si è mai messo bene in risalto quanto Elvis abbia lavorato per diventare un cantante migliore, fino alle ultimissime performance, quando fisicamente non era più in forma, eppure sfoggiava le capacità di un cantante d'opera alla stregua di Caruso.

 

Era la sua ossessione dopo aver avuto una disastrosa carriera cinematografica, relegata ai musicarelli (sebbene fosse l'attore più remunerato di Hollywood, un fiume di denaro che lo ha narcotizzato). Era un bravo attore, e sarebbe diventato un antagonista di James Dean se il Colonnello non gli avesse bruciato la possibilità di diventare il protagonista di West Side Story o di Becket e il suo re.» […].

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