dubai soldi evasione fiscale

BUSINESS MUST GO ON – DUBAI CERCA IL RILANCIO DOPO GLI ATTACCHI IRANIANI E LO STOP AI VOLI E ALLE ATTIVITÀ ECONOMICHE A CAUSA DELLA GUERRA A TEHERAN, CON UNA CAMPAGNA PUBBLICITARIA GUIDATA DALLO SCEICCO MOHAMMED BIN RASHID AL MAKTOUM – AL CONTRARIO DEGLI ALTRI PAESI DEL GOLFO, L'ECONOMIA DELLA CITTÀ EMIRATINA DIPENDE MOLTISSIMO DA FINANZA, COMMERCIO, TURISMO E IMMOBILIARE - PER QUESTO, HA UN BISOGNO DISPERATO DI RIPARTIRE AL PIÙ PRESTO – CI SONO ALCUNI SEGNALI CHE FANNO BEN SPERARE… - VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Francesco Manacorda per “la Repubblica”

 

Mohammed bin Rashid Al Maktoum - EMIRO DI DUBAI

“Dubaizzare". Un verbo che fino a quattro giorni fa non esisteva cerca adesso — potenza dei capitali emiratini e delle campagne di pubbliche relazioni — di conquistarsi un posto nella neolingua globale.

 

Testimonial d'eccezione, lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum in persona, con interpretazione priva di sfumature: "Dubai-it", spiega, «significa raggiungere risultati con rapidità, lavorare in modo meticoloso, ottenere risultati che il mondo può vedere in tempi record».

 

[…] La tregua tra Stati Uniti e Iran è ancora un abbozzo sulla carta e già la città-emirato che più di tutte ha rischiato da quel conflitto prova a scrivere una nuova storia. […] E - pare dire l'operazione — dimentichiamo i cento e passa giorni neri segnati da missili, droni, allarmi, fuga di expat, turisti in partenza, centri commerciali svuotati e governo furioso con gli espatriati che sui social non stavano più al gioco della cartolina sui toni del rosa.

 

Torniamo invece a fare quello che qui si sa fare meglio che altrove: crescere, costruire, vendere una promessa di sicurezza e trasformarla in prodotto; anche se i droni sul Burj el Arab, il grattacielone simbolo ufficioso di Dubai, e sull'aeroporto internazionale hanno incrinato l'idea che qui il rischio regionale resti solo una malattia esotica.

spiagge vuote a dubai

 

Ecco allora lo sceicco che in un filmato d'epoca sorvola in elicottero la Dubai di quarant'anni fa, una distesa di sabbia dove spiccano pochi edifici, e in parallelo compie lo stesso volo oggi sulla foresta di cemento, vetro e ricchezza che è diventata la città. È propaganda, certo.

 

Ma anche autobiografia del potere. Mohammed bin Rashid Al Maktoum non è soltanto il sovrano assoluto di Dubai, vicepresidente e primo ministro degli Emirati; è il regista politico del racconto con cui l'emirato ha convinto il mondo che qui il futuro possa essere costruito in anticipo, climatizzato, finanziato e consegnato chiavi in mano.

 

Del resto, per la capitale del soft power del Golfo i flussi petroliferi che potrebbero tornare alla normalità con la fine della guerra — ma chissà come, chissà quando, visto che lo Stretto di Hormuz risultava aperto per il Comando centrale americano e chiuso nelle dichiarazioni iraniane — non sono la principale rendita. Secondo gli ultimi dati ufficiali, Dubai ha un Pil di circa 255 miliardi di dollari, mentre l'intera economia degli Emirati vale circa 500 miliardi.

DRONE SU UN GRATTACIELO A DUBAI

 

Ma se Riad, Doha e Kuwait City aspettano solo di riaprire i rubinetti, qui l'energia conta meno del 5%: il resto è commercio, finanza, immobiliare, logistica e tecnologia, sempre agevolati da un prelievo fiscale sui redditi personali che non esiste. E turismo, naturalmente: nel 2025 quasi 20 milioni di visitatori, il terzo record annuale di seguito, che quest'anno non si ripeterà.

 

[…] I dati appena pubblicati dalla società di ricerca ValuStrat mostrano che le vendite immobiliari a maggio sono scese del 19% rispetto ad aprile, dopo un calo del 4% nel mese precedente, e che le transazioni sono ormai meno della metà di dodici mesi fa.

bombardamenti iraniani a dubai 2

 

Un'altra rilevazione, di Reidin, indica per maggio vendite per 6,1 miliardi di dollari, in calo del 42% su aprile. È qui che l'immagine si increspa: i prezzi non sono crollati, ma gli acquirenti internazionali sono più cauti, alcune trattative si chiudono con sconti tra il 20 e il 25%, i "semplici" appartamenti e le aree meno iconiche mostrano qualche segnale di fatica.

 

[…] Intanto gli aerei tornano a volare: Emirates è ormai al 90% delle frequenze di prima della guerra. Salgono pure due indicatori significativi: la capitalizzazione della Borsa e le borse dello shopping griffate nei centri commerciali di nuovo pieni. Il Dubai Financial Market naviga verso i massimi ed ha appena superato i mille miliardi di dhiram, oltre 270 miliardi di dollari, di capitalizzazione.

 

[…]  Anche gli investitori mandano segnali: i 43 piani dell'albergo Shangri-La sono appena passati di mano per circa 300 milioni di dollari. […] "Business as usual" anche al suq dell'oro nella città vecchia, compresi i vigilantes con elmetto e giubbotto antiproiettile che spingono carrellini carichi di metallo prezioso mentre i compratori indiani sciamano dietro vetrine che sono tutte un luccichio. […]

dubaidubai 2lo sceicco di dubai mohamed bin rashid al maktoum 2dubai 4dubai 3dubai 5lo sceicco di dubai mohamed bin rashid al maktoum 1bombardamenti iraniani a dubai 1

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?