ALT! LA BANCA AMERICANA “CITI” NON HA PRESO ALCUN IMPEGNO CON LEONARDINO DEL VECCHIO – IN UNA LETTERA, L’ISTITUTO ESPRIME FIDUCIA NELLA POSSIBILITÀ DI ORGANIZZARE IL FINANZIAMENTO PER L’ACQUISTO DELLE QUOTE DI DELFIN DA PARTE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, MA NON ASSICURA LA DISPONIBILITÀ DEL DENARO. LA FORMULA È “HIGHLY CONFIDENT”: LA BANCA SI DICHIARA ALTAMENTE FIDUCIOSA NELLA PROPRIA CAPACITÀ DI ORGANIZZARE LA SOTTOSCRIZIONE GARANTITA DI FINANZIAMENTI FINO A 22 MILIARDI. MA PRECISA CHE IL DOCUMENTO NON COSTITUISCE ALCUN IMPEGNO A CONCEDERE, ORGANIZZARE O DISTRIBUIRE IL FINANZIAMENTO – POCO MALE: LA MAGGIORANZA DEI SOCI DELFIN, IN POCHE ORE, HA BOCCIATO L’OFFERTA DI LMDV – L’OBIETTIVO DELL’AMICO INTIMO DI FEDEZ ERA OTTENERE IL VIA LIBERA DI ALMENO ALTRI CINQUE EREDI, COSÌ DA RAGGIUNGERE IL QUORUM DEI SEI OTTAVI CHE, OLTRE A CONSEGNARE LA QUOTA DI MAGGIORANZA A UN UNICO SOCIO, CONSENTIREBBE ANCHE DI MODIFICARE LO STATUTO DELLA HOLDING PER DISTRIBUIRE OLTRE IL 10 PER CENTO DELL’UTILE SOTTO FORMA DI DIVIDENDI…
1 - ECCO LA LETTERA DELLA BANCA USA, MA NESSUN IMPEGNO A PRESTARE 22 MILIARDI
Estratto dell’articolo di Giuliana Ferraino per il “Corriere della Sera”
LEONARDO MARIA DEL VECCHIO IN VERSIONE TOPOLINO - FOTOMONTAGGIO BY LETTERA43
Ventidue miliardi di euro, ma nessun impegno a prestarli. La lettera di Citi del 31 ottobre, firmata da Caryn Bell per Citigroup Global Markets Limited e visionata dal Corriere , esprime fiducia nella possibilità di organizzare il finanziamento per l’acquisto delle quote di Delfin da parte di Leonardo Maria Del Vecchio.
Non assicura però la disponibilità del denaro. La formula è «highly confident»: la banca si dichiara altamente fiduciosa nella propria capacità di organizzare la sottoscrizione garantita di finanziamenti fino a 22 miliardi.
Ma nelle stesse due pagine precisa che il documento non costituisce alcun impegno a concedere, organizzare o distribuire il finanziamento, neppure per una parte della somma. È questa la distanza tra una highly confident letter e una commitment letter , che comporta obblighi contrattuali, sia pure soggetti a condizioni.
La distinzione conta perché i passaggi ancora da compiere riguardano la sostanza dell’operazione.
Citi ha svolto un esame preliminare di informazioni generali ricevute o disponibili pubblicamente. Occorrono ulteriori verifiche, nuovi accordi e autorizzazioni interne, compresa quella creditizia: la fiducia espressa nella lettera non equivale quindi al via libera sul credito. La banca si riserva inoltre di valutare le condizioni dell’acquisizione e l’andamento dei mercati al momento dell’intervento.
Resta da stabilire anche quanto costerebbe il debito. Non è indicato un tasso d’interesse e le condizioni economiche devono ancora essere concordate. La cifra di 22 miliardi definisce dunque l’importo massimo che Citi ritiene di poter organizzare, senza fissarne il prezzo per chi dovrà rimborsarlo. […]
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2 - DELFIN, DEL VECCHIO JR RIPROVA L’ASSALTO, MA GLI ALTRI EREDI BOCCIANO SUBITO L’OFFERTA
Estratto dell’articolo di Vittorio Malagutti per “Domani”
Il tono era conciliante. L’approccio (quasi) amichevole. Ma la sostanza non cambia: la maggioranza dei soci Delfin, nel giro di poche ore, ha bocciato la nuova offerta di Leonardo Maria Del Vecchio.
Il quartogenito del fondatore di Luxottica era uscito allo scoperto con una lettera pubblicata da Qn, il giornale di sua proprietà, in cui si dichiarava pronto a rilevare l’intero capitale della società […]. Nella primavera scorsa era già andato a vuoto un precedente tentativo di Leonardo Maria a causa del rifiuto del cda di Delfin di farsi garante dei 10 miliardi di euro di prestiti bancari ottenuti dall’aspirante compratore per rilevare le quote, il 25 per cento del capitale, di Luca e Paola Del Vecchio.
Questa volta però, secondo quanto annunciato, l’offerta era interamente finanziata dell’istituto americano Citigroup, con una linea di credito fino a un massimo di 22 miliardi di euro. […]
A stretto giro però almeno quattro degli altri eredi hanno rispedito al mittente la proposta.
QUOTE IN DELFIN EREDI DEL VECCHIO - CORRIERE DELLA SERA
Obiettivo dell’iniziativa era ottenere il via libera di almeno altri cinque eredi, così da raggiungere il quorum dei sei ottavi che oltre a consegnare la quota di maggioranza a un unico socio, consentirebbe anche di modificare lo statuto della holding per distribuire oltre il 10 per cento dell’utile sotto forma di dividendi, come invece è successo sinora.
In base al piano di Leonardo Maria la ricca cedola sarebbe stata in parte destinata a far fronte al debito con Citigroup, che, da parte sua, non ha ancora preso impegni definitivi ma che consolidando il rapporto con la nuova Delfin avrebbe la possibilità di affiancare la holding in eventuali prossime operazioni.
LEONARDO MARIA DEL VECCHIO - FRANCESCO MILLERI
[…] La nuova offerta lasciava aperta la porta a un’eventuale gestione condivisa con i soci che avessero voluto mantenere in tutto o in parte le loro quote.
Anche il pagamento poteva essere regolato in contanti per intero oppure solo per il 30 per cento lasciando al venditore un’opzione da esercitare entro 12 o 14 mesi per cedere la parte restante che verrebbe pagata in azioni Essilux.
Come ulteriore garanzia nei confronti degli altri eredi, Leonardo Maria Del Vecchio ha anche annunciato che verrà affiancato nel cda della holding da «due persone con una lunga esperienza manageriale, finanziaria e legale che avranno pareri vincolanti sulle decisioni finanziarie più rilevanti». Tra queste, per esempio, anche la gestione della partecipazione in Mps, destinata a essere scambiata in azioni Intesa, sulla base dell’ops per il Monte presentata dalla banca milanese.
A quanto pare però dopo quattro anni di liti la famiglia Del Vecchio non è ancora pronta a voltare pagina.
DELFIN - DIVISIONE QUOTE E STRUTTURA EREDITARIA
FRANCESCO MILLERI
