giuseppe castagna pier francesco saviotti

C'È PUZZA DI SOLDI PUBBLICI E GLI INVESTITORI SI BUTTANO A PESCE SU BANCO BPM, CON IL TITOLO CHE BALZA DEL 5%. SE VA IN PORTO LA FUSIONE INTESA-UBI, RISCHIEREBBE DI FINIRE STRITOLATO, QUINDI GLI SERVE DI SPOSTARE IL BARICENTRO PIÙ A SUD. E IN UNA FASE SIMILE, CON LO STATO CHE STA INTERVENENDO SU TUTTI I FRONTI NELL'ECONOMIA ED È GIÀ IL PRIMO AZIONISTA DI MPS, CHE INTANTO SI LIBERA DI 8 MILIARDI DI...

Francesco Bonazzi per Alliance News

 

La spinta dello Stato, mai così forte negli ultimi anni come nell'era di Covid-19, e la necessità di non farsi mettere in un angolo dalla fusione tra Intesa Sanpaolo e UBI Banca. Il mercato continua a credere nell'operazione tra Monte Paschi e Banco Bpm, nonostante le smentite di ieri. Arrivate comunque solo dal fronte milanese.

carlo fratta pasini giuseppe castagna

 

Il titolo della banca senese oggi rallenta, ma sale ancora dello 0,9% a EUR1,5. Mentre Banco BPM spicca letteralmente il volo, con un balzo del 4,9% a EUR1,36 per azione.

 

Il motivo, lo spiega un banchiere d'affari: "Il Banco rischia di essere stritolato da Intesa-Ubi e con Mps scenderebbe anche un po' a Sud". Ma, soprattutto, con il chiaro interesse del Tesoro a diluirsi nel Monte dei Paschi di Siena, "le condizioni di un deal potrebbero essere molto buone".

 

Non solo, ma in una fase simile, con lo Stato che sta intervenendo su tutti i fronti nell'economia, e ha addirittura ampliato lo spettro del proprio diritto di veto con il Golden power anche a banche e assicurazioni, quanto è "prudente" chiudere la porta in faccia a governo e regolatori?

 

E' solo uno scenario, però è un ragionamento che circola tra i banchieri: ma se un domani su Banco Bpm arrivasse una grossa offerta dall'estero e il governo decidesse di bloccarla agitando l'interesse nazionale? Oppure se ci fosse bisogno di nuove pulizie dei crediti, con la ormai consueta garanzia pubblica? Sono due mere ipotesi, ma fanno capire quante frecce ha al proprio arco il Mef.

 

Il Ministero guidato da Roberto Gualtieri ha ereditato il 68% della banca senese dalla gestione di Pier Carlo Padoan, poi eletto senatore Pd proprio a Siena, senza che questo destasse il minimo scandalo. Un salvataggio a spese dei contribuenti costato quasi EUR7 miliardi e sui quali c'è al momento una minusvalenza teorica da oltre EUR5,5 miliardi.

GIUSEPPE CASTAGNA

 

Ma c'è anche un impegno con l'Unione Europea a scendere al più presto a una quota di minoranza che possa giusto "accompagnare" un investitore privato nella prima fase. E non è un mistero che Bce e Bankitalia, le stesse che guardano con diffidenza all'ascesa in Mediobanca di un Leonardo Del Vecchio, vogliano un partner bancario e dell'Eurozona per Siena.

 

Ieri, Banco BPM ha smentito le indiscrezioni, ma a Piazza Affari si fanno conti diversi. Oltre al fatto che sarebbe una risposta abbastanza sensata alla fusione tra Intesa e Ubi, ci sono inconsueti link tra i manager. Il presidente di Banco Bpm è Massimo Tononi, che ricopriva precedentemente lo stesso ruolo a Siena e quindi ne conosce bene i conti (e i problemi). Mentre Andrea Rovellini, il CFO di Montepaschi, è appena passato al Banco come responsabile dei rischi.

 

Da un'eventuale fusione sull'asse Milano-Siena, carta contro carta e alla pari (ma con vantaggio di oltre il 10% per BPM) nascerebbe un colosso da quasi EUR4 miliardi di capitalizzazione di Borsa e con sinergie "minime" - applicando quelle di Intesa-UBI - da EUR1,8 miliardi.

 

MONTE DEI PASCHI

Certo, MPS ha ancora una qualità del credito da migliorare e rischi legali dovuti al suo passato che possono pesare per EUR4,8 miliardi e dai quali bisognerebbe tutelare in qualche modo qualunque nuovo socio. Ma l'azionista Tesoro può cambiare molte regole, o gestirne al meglio le scadenze.

 

Il Mef sta preparando un decreto per indicare alla Commissione UE le modalità per l'uscita da Mps entro il 2021, anche "in una o più fasi" e attraverso un'OPV rivolta a investitori retail italiani, compresi i dipendenti Mps, o istituzionali. E anche attraverso una fusione, ovviamente non ostile.

 

E intanto MPS ha un accordo con Amco (ex Sga) per far fuori EUR8 miliardi di crediti marci e liberare oltre EUR1 miliardo di patrimonio, che su EUR1,76 miliardi di capitalizzazione è un colpo notevole e porterebbe il Cet1 all'11,1%. Mentre il CET 1 del Banco è al momento al 12,9%.

 

Insomma, anche se per gran parte degli analisti Banco BPM incontrerebbe più di un rischio, entrando in una banca non ancora interamente ripulita come MPS, tuttavia, avrebbe a che fare con un azionista Tesoro che può risolvere molti problemi già in partenza.

roberto gualtieri

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO