eredita figli pierre-edouard sterin

FIGLIO MIO, ATTACCATI AL TRAM! – IL MILIARDARIO FRANCESE, PIERRE-EDOUARD STERIN, FONDATORE DI SMARTBOX, HA CHIESTO AL SENATO DI PARIGI DI MODIFICARE LA LEGGE PER POTERE DISEREDARE I SUOI CINQUE FIGLI – CON UN PATRIMONIO DI 1,4 MILIARDI DI EURO, ACCUMULATO ATTRAVERSO LA CASSAFORTE DI FAMIGLIA “OTIUM CAPITAL”, STERIN RISIEDE IN BELGIO COME “ESILIATO FISCALE” E PROCLAMA: “VORREI DONARE TUTTO A CAUSE FILANTROPICHE” – IL 52ENNE È UNA FIGURA DISCUSSA PER IL SOSTEGNO A MOVIMENTI DI ULTRADESTRA, CON POSIZIONI RADICALI SULLA GESTIONE DEI MIGRANTI – DA BILL GATES A STING, GLI ALTRI CASI DI CHI NON VUOLE LASCIARE NULLA AGLI EREDI – COME FUNZIONA LA LEGISLAZIONE NEI VARI PAESI: IN ITALIA C’È IL VINCOLO DELLA “LEGITTIMA”

Estratto dell’articolo di Giuliana Ferraino per www.corriere.it

 

Pierre-Edouard Sterin

[...] Pierre-Edouard Sterin, 52 anni, miliardario francese e fondatore del colosso dei cofanetti regalo Smartbox, ha scelto un’audizione pubblica al Senato di Parigi per lanciare una provocazione che scardina secoli di tradizione giuridica: ha chiesto formalmente ai parlamentari di modificare la legge per poter diseredare i suoi cinque figli.

 

Con un patrimonio stimato da Bloomberg in circa 1,4 miliardi di euro, accumulato attraverso la cassaforte di famiglia Otium Capital, Sterin ha le idee chiare: «Vorrei donare l'intero mio patrimonio a cause filantropiche», ha spiegato ai senatori in collegamento video dal Belgio, dove risiede come «esiliato fiscale».

 

eredita 5

Sotto la lente della politica francese non c'è solo la sua disponibilità finanziaria, ma anche il suo orientamento ideologico: Sterin è una figura discussa per il sostegno a movimenti della destra conservatrice e ultra-liberale, con posizioni sulla gestione dei flussi migratori persino più radicali rispetto a quelle espresse dal Rassemblement National di Marine Le Pen.

 

Eppure, a fermare i suoi piani non è la politica, ma il codice civile. Secondo le attuali norme d’Oltralpe, infatti, tre quarti del patrimonio di Sterin devono essere obbligatoriamente trasmessi alla sua prole. [...]

 

Pierre-Edouard Sterin

Il muro contro cui si scontra Sterin affonda le radici nel Codice Napoleonico del 1804. La Francia, come gran parte dell'Europa continentale, applica il principio della «successione necessaria», un sistema concepito per proteggere la famiglia e impedire che i figli vengano privati dei mezzi di sussistenza o che il patrimonio familiare venga polverizzato.

 

In questi ordinamenti, i figli sono considerati «eredi legittimari» e hanno diritto a una quota blindata dei beni dei genitori, a prescindere da qualunque volontà contraria espressa nel testamento.

 

paris e barron hilton

[...] Nei paesi di Common Law, come il Regno Unito e gli Stati Uniti, vige il principio della piena libertà testamentaria (testamentary freedom).

 

Lì, la proprietà è considerata un diritto assoluto dell'individuo, che può decidere di lasciare la propria fortuna al proprio gatto, a una fondazione o a un perfetto sconosciuto, ignorando completamente i figli, purché questi ultimi siano maggiorenni e finanziariamente indipendenti.

 

La cronaca internazionale è ricca di casi clamorosi in cui i genitori hanno sfruttato le maglie larghe del diritto anglosassone per tagliare i ponti finanziari con la discendenza, spesso con motivazioni educative o personali. Tra i sostenitori della filosofia del «self-made man» spiccano Bill Gates e Warren Buffett. Entrambi hanno aderito al Giving Pledge, promettendo di devolvere la quasi totalità delle proprie imponenti fortune a organizzazioni filantropiche.

 

sting fireaid

Ai rispettivi figli andranno solo quote infinitesimali rispetto ai patrimoni totali, affinché — per usare le parole storiche di Buffett — abbiano «abbastanza denaro per fare qualsiasi cosa, ma non abbastanza per non fare nulla».

 

Sulla stessa linea si collocano il regista di Star Wars, George Lucas, che ha destinato i 4,5 miliardi di dollari della vendita della sua casa di produzione alla beneficenza per l'istruzione, e il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, che ha promesso il 99% delle sue azioni alla Chan Zuckerberg Initiative.

 

eredita 6

Ma non ci sono solo le scelte filantropiche. A volte la diseredazione è una sanzione o l'atto finale di un conflitto familiare. Il magnate alberghiero Barron Hilton, nonno delle celebri Paris e Nicki Hilton, decise di lasciare il 97% del suo impero da 4,5 miliardi di dollari alla fondazione di beneficenza del padre Conrad, riducendo drasticamente la quota destinata ai suoi otto figli e ai numerosi nipoti, pare anche per via degli eccessi finiti spesso sotto i riflettori dei media scandalistici.

 

Nel mondo del cinema, fece epoca il testamento della diva hollywoodiana Joan Crawford, che escluse esplicitamente i figli adottivi Christina e Christopher «per motivi che sono loro ben noti». La vicenda spinse poi Christina a scrivere il celebre e amaro libro di memorie Mammina cara.

 

mark zuckerberg e la moglie priscilla al met gala

Più di recente, anche il cantante inglese Sting ha dichiarato pubblicamente che i suoi sei figli non vedranno un penny dei suoi circa 400 milioni di dollari, perché intende spendere quasi tutto in vita, convinto che un'eredità così pesante sarebbe per loro «una trappola».

 

Se Pierre-Edouard Sterin si trovasse in Italia, la sua richiesta al Senato non avrebbe miglior fortuna. Nel nostro ordinamento, governato dagli articoli 536 e seguenti del Codice Civile, i figli e il coniuge sono tutelati in modo ferreo. La legge divide il patrimonio del defunto in due parti: la «quota disponibile», di cui il testatore può disporre liberamente (ad esempio donandola in beneficenza), e la «quota di legittima», che è intangibile e spetta di diritto ai familiari stretti.

 

Se un genitore italiano muore lasciando solo i figli (senza coniuge), a questi ultimi spetta obbligatoriamente una quota che varia dalla metà (se il figlio è uno solo) ai due terzi del patrimonio totale (se i figli sono due o più), da dividere in parti uguali.

 

Pierre-Edouard Sterin

Esiste un’unica eccezione per escludere legalmente un figlio dalla successione: l’indegnità a succedere (art. 463 c.c.). Si tratta di una misura punitiva applicabile solo in casi gravissimi stabiliti dalla legge, come l'omicidio o il tentato omicidio del genitore, la calunnia grave o la falsificazione del testamento.

 

Al di fuori di questi scenari previsti dal codice penale, un genitore italiano non può diseredare un figlio, nemmeno se i rapporti sono interrotti da decenni o se il figlio si è dimostrato ingrato.

 

[...]

 

george lucas e yoda

La battaglia culturale sollevata da Sterin a Parigi fotografa così lo scontro tra due visioni del mondo: da un lato l'individualismo economico di stampo anglosassone, dove la ricchezza è di chi la produce; dall'altro il modello sociale europeo, dove il patrimonio conserva una funzione di protezione e solidarietà intergenerazionale a cui il singolo, per legge, non può sottrarsi.

eredita 4

Pierre-Edouard Sterin

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…