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DI FRONTE ALLE DISUGUAGLIANZE CRESCENTI, È GIUSTO CHE I SUPER RICCHI PAGHINO UNA TASSA EXTRA? – CRESCE LA MOBILITAZIONE GLOBALE PER FCOSTRINGERE I PAPERONI A DARE UN CONTRIBUTO AD HOC ALLE CASSE DEI RISPETTIVI STATI – IN ITALIA, OXFAM PROPONE UNA TASSA SUI GRANDI PATRIMONI CHE COINVOLGEREBBE 50.000 PERSONE. AD ESEMPIO, CHI HA UN PATRIMONIO DI 8 MILIONI DI EURO, DOVREBBE SGANCIARE 26.000 EURO L’ANNO. L’INCASSO PREVISTO È DI 13 MILIARDI DI EURO L’ANNO, DA DESTINARE A SANITÀ, SCUOLA, CONTRASTO AL LAVORO NERO – MILENA GABANELLI: “NELLE ECONOMIE AVANZATE, I PAPERONI (LO 0,001% DELLA POPOLAZIONE) HANNO UN PRELIEVO FISCALE MEDIO PARI AL 20-35% DEL LORO REDDITO: UNA PERCENTUALE INFERIORE A QUELLA SOSTENUTA DA QUALSIASI ALTRA FASCIA DI POPOLAZIONE. SUCCEDE PERCHÉ...” – VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Francesco Tortora e Milena Gabanelli per il “Corriere della Sera”

 

MILENA GABANELLI - TASSARE I SUPER RICCHI - DATAROOM

Nessuno fa i soldi da solo. Ovunque nel mondo gli imperi economici si costruiscono grazie al lavoro di migliaia di dipendenti (spesso sottopagati), agevolazioni a carico degli Stati, infrastrutture costruite con risorse pubbliche, competenze e specializzazioni fornite dalle Università.

 

Nel campo tecnologico il contributo della spesa pubblica è un motore fondamentale che finanzia la ricerca di base, sostiene l’innovazione industriale e accelera il processo di digitalizzazione. Hanno attinto a questa fertile prateria anche i 56 mila super-ricchi a livello mondiale che, secondo l’ultimo rapporto del World Inequality Lab, possiedono oggi un patrimonio personale di almeno 254 milioni di euro ciascuno.

 

Una ricchezza tre volte superiore a quella di metà degli abitanti del pianeta. Tra il 1995 e il 2025, i loro patrimoni sono cresciuti in media del 4,9% all’anno. Quanto restituiscano alla società dipende dal sistema fiscale del Paese in cui risiedono.

 

Nelle economie avanzate, i paperoni (lo 0,001% della popolazione) hanno un prelievo fiscale medio pari al 20-35% del loro reddito: una percentuale inferiore a quella sostenuta da qualsiasi altra fascia di popolazione, anche da chi guadagna meno. Succede perché la parte più consistente del loro patrimonio deriva da redditi da capitale (azioni, obbligazioni e fondi comuni) sui quali viene applicata un’aliquota molto bassa, e in alcuni casi pari a zero.

 

TASSARE I SUPER RICCHI - DATAROOM

[...] cresce il consenso sull’idea che debbano essere proprio i super-ricchi a contribuire con un prelievo maggiore. Gli economisti hanno elaborato diverse proposte. Vediamo le 3 più dibattute.

 

La tassa sui miliardari californiani

Domani 3 novembre, insieme al voto di midterm , i cittadini della California saranno chiamati al referendum sulla Billionaire Tax Act . La proposta prevede l’introduzione di una tassa una tantum del 5% sul patrimonio di 246 persone che detengono una ricchezza pari a 2.200 miliardi di dollari, quasi metà del Pil dello Stato.

 

TASSARE I SUPER RICCHI - DATAROOM

Secondo lo studio realizzato nel 2025 dal National Bureau of Economic Research (Nber) i miliardari americani pagano un’aliquota fiscale effettiva del 24%, contro il 30% dell’intera popolazione e il 45% dei benestanti. Il referendum, lanciato dal sindacato sanitario SEIU-West , ha raccolto oltre 1,5 milioni di firme, e i promotori stimano un maggiore gettito di circa 100 miliardi di dollari.

 

Il 90% delle risorse raccolte sarebbero destinate al sistema sanitario per compensare i tagli federali dell’amministrazione Trump, il resto a istruzione e welfare. La tassa si applicherà a tutti coloro che risultavano residenti in California il 1° gennaio 2026. [...]

 

Francia, la proposta Zucman

PAPERON DE PAPERONI

Il direttore dell’osservatorio fiscale europeo presso l’ École d’économie di Parigi Gabriel Zucman propone in Francia una tassa minima del 2% su chi detiene patrimoni oltre i 100 milioni di euro.

 

La misura coinvolgerebbe circa 1.800 famiglie e potrebbe generare fino a 20 miliardi di euro di gettito all’anno, necessari a rimpolpare le casse pubbliche e ad abbassare le tasse alla classe media. Il professor Zucman evidenzia come le classi popolari in Francia paghino un’aliquota effettiva complessiva di circa il 45%, i ceti medi del 50%, mentre i super-ricchi versano appena il 25%.

 

TASSARE I SUPER RICCHI - DATAROOM

La concentrazione della ricchezza è cresciuta in modo vertiginoso negli ultimi 30 anni: dal 1996 al 2024, la quota detenuta dalle 500 famiglie più facoltose è passata dal 6% al 42% del Pil. L’imposizione si applicherebbe per cinque anni, anche dopo eventuali trasferimenti all’estero.

 

Un disegno di legge ispirato alla tassa minima di Zucman è stato presentato l’anno scorso dalle forze di sinistra, ma è stato bocciato dall’ Assemblée Nationale. Tuttavia la misura, appoggiata da sette premi Nobel, sarà uno dei principali terreni di scontro nella prossima campagna elettorale.

 

Milionari in Italia

TASSARE I SUPER RICCHI - DATAROOM

L’Italia è un Paese dove la distanza tra chi ha molto e chi ha poco si è allargata negli ultimi decenni: abbiamo tra gli stipendi più bassi d’Europa. Lo studio congiunto fra la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca evidenzia che 25 milioni di adulti vivono con meno di 13 mila euro all’anno, mentre i 50 mila italiani più facoltosi guadagnano oltre un milione di euro all’anno e in media incrementano il proprio patrimonio del 5% (sempre su base annua).

 

L’Irpef è di fatto l’unico tributo che risponde al criterio della progressività: le aliquote aumentano in proporzione al reddito. Resta invece fissa al 26% quella sui redditi finanziari e al 12,5% quella sui titoli di Stato. Inoltre se i milionari convogliano i dividendi delle loro aziende nelle holding, si può ridurre la base imponibile fino al 95%, con enorme abbattimento del carico fiscale.

 

FLAT TAX PER I PAPERONI STRANIERI

Siccome la maggior parte del patrimonio è formata proprio da redditi da capitale, la tassazione complessiva effettiva dei 50 mila italiani più ricchi si ferma al 32,6%. Imposte indirette incluse. Per i lavoratori dipendenti del ceto medio invece la tassazione complessiva (Irpef, più Iva sui consumi, accise, tassa sui rifiuti, addizionali, contributi) arriva in media al 45%, quella delle classi popolari al 40%.

 

Per riequilibrare il sistema, Oxfam Italia propone l’introduzione di una tassa extra dell’1% per chi ha un patrimonio compreso tra 5,4 e 8 milioni di euro, del 2% tra 8 e 20,9 milioni, e del 3% oltre i 21 milioni. In sostanza a quanto ammonterebbe la tassazione aggiuntiva per chi ha un patrimonio di 8 milioni di euro? 26mila euro, che equivale all’1% sulla differenza fra 5,4 e 8 milioni.

 

Il gettito stimato è di circa 13 miliardi annui da destinare a sanità, scuola, supporto ai salari e interventi contro il cambiamento climatico. La quota più consistente dovrebbe essere pagata dai 3.100 italiani che secondo il recente rapporto Global Wealth possiedono un patrimonio superiore a 100 milioni di dollari.

 

Le obiezioni

TASSARE I SUPER RICCHI - DATAROOM

I critici ipotizzano conseguenze disastrose se questa misura venisse adottata. Il timore più diffuso è la fuga dei capitali all’estero. Tuttavia studi recenti condotti nella Ue e in particolare nel Regno Unito dopo la revisione del regime fiscale per i non domiciliati ( non-dom) ridimensionano le previsioni: i contribuenti più facoltosi che hanno scelto l’esodo non superano lo 0,5% del totale e il loro impatto su investimenti e occupazione risulta trascurabile.

 

La seconda obiezione riguarda la doppia tassazione sulla stessa ricchezza: prima quando viene prodotta e poi come patrimonio accumulato. E questo sarebbe ingiusto. In realtà, come abbiamo detto, il patrimonio dei super-ricchi deriva principalmente da reddito da capitale, agevolato fiscalmente. [...]

GABRIEL ZUCMANMILENA GABANELLI - TASSARE I SUPER RICCHI - DATAROOM TASSARE I SUPER RICCHI - DATAROOM

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