ANCHE I RICCHI PIANGONO - ANNO DA CANCELLARE PER SILVIO CHE, OLTRE ALLA POLTRONA, HA PERSO IL 40% DEL SUO TESORO IN BORSA (4,5 MLD € IN 5 ANNI) - UNITED DOLORS OF BENETTON: 7,4 MLD € PERSI IN 5 ANNI PER L’AZIENDA DI PONZANO - MALE ANCHE DELLA VALLE, CALTAGIRONE, MORATTI E MORETTI POLEGATO - L’ACCIAIO DEI ROCCA (PROPRIETARI DELL’AZIENDA SIDERURGICA TENARIS) SI LIQUEFA MA RESISTE: FUSI 3 MLD € - SOLO I GARAVOGLIA BRINDANO A CAMPARI: IL LORO PATRIMONIO (CHE ORA AMMONTA A 1,5 MLD €) È CRESCIUTO DEL 5,6% - ASPETTANDO RIGOR MONTIS E PATRIMONIALI, A MAZZOLARE I PAPERONI CI HA PENSATO PIAZZA AFFARI…

Ettore Livini per "la Repubblica"

Inutile reclamarla a gran voce. La patrimoniale sui ricchi c´è già. Il merito non è - almeno non del tutto - del governo Monti, ma della roulette di Piazza Affari che in uno dei suoi anni più neri (-25%, bruciando 100 miliardi di capitalizzazione) ha democraticamente sforbiciato con senso di equità sia i sudati risparmi dei piccoli azionisti che i tesori dei Paperoni tricolori.

Tra i dieci uomini d´oro del listino milanese solo la famiglia Garavoglia, titolare non a caso del 51% della Campari, può brindare a un 2011 positivo, con un tesoretto personale cresciuto del 5,6% a 1,5 miliardi. Per gli altri è stata una Caporetto. In cima alla classifica resistono i Rocca. Hanno perso tre miliardi in dodici mesi, d´accordo, ma grazie alla corsa in Borsa della loro Tenaris (siderurgia) negli anni scorsi hanno in tasca ancora una decina di miliardi di euro di scorta.

Resiste, anche se a fatica, pure Leonardo Del Vecchio. La diversificazione all´estero della sua Luxottica, come per Campari e per l´acciaio dei Rocca, ha consentito di tamponare a un onesto -8% il suo passivo per l´anno lasciandogli in portafoglio una fortuna personale di 7,3 miliardi.

Dietro di loro c´è il vuoto pneumatico. Sul gradino più basso del podio, riconquistato con il colpo di reni dei titoli Mediaset negli ultimi giorni di contrattazioni, c´è Silvio Berlusconi. Il 2011 (scudetto del Milan a parte) lui non lo dimenticherà facilmente: ha perso la poltrona di Presidente del Consiglio e il 40% del suo tesoro a Piazza Affari.

Oggi le partecipazioni controllate da Fininvest sul listino (le tv, Mondadori, Mediolanum, Aedes e Mediobanca) valgono 1,9 miliardi. Nel 2006 - un´era geologico-finanziaria fa - per comprarle ce ne volevano 6,6. Come dire che in un lustro l´ex Re Mida tricolore ha visto andare in fumo qualcosa come 4 miliardi e mezzo.

Alle sue spalle c´è un drappello di tricolori che gli tengono il fiato sul collo. In prima linea la famiglia Boroli-Drago (Lottomatica, Generali e Antena 3) che ha limitato il suo passivo dell´anno al -4% a 1,8 miliardi grazie alla corsa della sua controllata nel business dei giochi, l´anti-depressivo e anti-crisi più amato dagli italiani malgrado la frenata del Leone e delle tv spagnole. Anche loro però guardano con una certa nostalgia al 2006 quando la dinastia novarese valeva in Borsa 5 miliardi.

Nel girone dei nobili decaduti arrancano pure i Benetton che hanno bruciato nel 2011 un quarto della loro ricchezza scesa 1,5 miliardi, bruscolini rispetto agli 8,9 miliardi di patrimonio di Ponzano 5 anni fa. Dietro i quattro fratelli veneti viaggiano in retromarcia Diego Della Valle e Francesco Gaetano Caltagirone.

A contendere il titolo di tartassati dall´Orso a Silvio Berlusconi però sono Massimo Moratti e Mario Moretti Polegato. Il presidente dell´Inter - da tempo non a caso super-prudente sul fronte del calcio mercato - ha perso a Piazza Affari quest´anno il 39% circa. Nel 2006 la sua quota nella Saras valeva 4 miliardi. Oggi, chi si contenta gode, solo 560 milioni. Stesso discorso per la Geox dell´imprenditore veneto che oggi siede su un tesoretto di 360 milioni contro i 2,5 miliardi di cinque anni fa.

Fuori dal recinto provinciale di Piazza Affari, però, c´è una famiglia italiana che si è fatta onore in Oriente: sono Miuccia Prada e Patrizio Bertelli che hanno quotato a Hong Kong la loro griffe lo scorso giugno. Certo il titolo ha perso quasi il 30% dai massimi di luglio. Ma il valore della partecipazione del duo d´oro della moda tricolore nel marchio di famiglia è oggi di 6 miliardi di euro.

 

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