luigi di maio ilva

I GIORNI DELL’ILVA – ARCELOR MITTAL PROVA A METTERE UNA PEZZA DOPO L’INCIDENTE IN CUI HA PERSO LA VITA UN GRUISTA NELL’IMPIANTO DI TARANTO: DOPO 9 ORE DI VERTICE CON DI MAIO ARRIVA IL PIANO STRAORDINARIO PER LA MESSA IN SICUREZZA DELL’EX ILVA. POTRANNO ESSERE UTILIZZATI LAVORATORI IN CASSA INTEGRAZIONE. MA DOPO LA CANCELLAZIONE DELL’IMMUNITÀ PENALE NON È ANCORA ESCLUSA LA CHIUSURA TOTALE DELLO STABILIMENTO – SALE A NOVE IL NUMERO DEGLI INDAGATI PER L’INCIDENTE

 

1 – A.MITTAL PRESENTERÀ PIANO STRAORDINARIO

luigi di maio in imbarazzo davanti ad alessandro marescotti a taranto 1

(ANSA) - "Presentazione dei Piani di investimenti straordinari legati alle manutenzioni ed attivazione di incontri ad hoc in tutte le aree dello stabilimento di Taranto, da estendere alle società controllate ed agli altri stabilimenti del gruppo, con le Rsu di riferimento legati alle manutenzioni ordinarie e straordinarie". E' l'impegno assunto da ArcelorMittal dopo la lunga riunione di ieri al Mise presieduta dal vice premier Luigi Di Maio.

 

TARANTO EX ILVA GRU

All'esito degli incontri delle varie aree dello stabilimento "saranno fornite alle organizzazioni sindacali - è detto nel verbale firmato dall'azienda, dal ministro Di Maio e dalle organizzazioni sindacali - le azioni di natura gestionale e gli investimenti utili a far fronte alle necessità emerse nel corso dei medesimi incontri". Il primo incontro è calendarizzato per domani nel sito di Taranto, a partire dall'area portuale. Nel verbale si prevedono "incontri, area per area, per verificare l'utilizzo dei lavoratori posti in Cassa integrazione ordinaria".

 

2 – ILVA, ECCO IL PIANO-SICUREZZA STRAORDINARIO

Paolo Baroni per www.lastampa.it

 

ilva

Arriva un piano straordinario per la messa in sicurezza dell’ex Ilva. Dopo l’incidente mortale di mercoledì scorso, che è costato la vita ad un gruista, e dopo la richiesta del Tribunale di Taranto che ha chiesto di fermare l’altoforno 2 sotto sequestro dal 2015, ArcelorMittal corre ai ripari. Dopo oltre nove ore di confronto coi sindacati nel corso dell’ennesimo tavolo convocato dal Mise, l’altra notte azienda e sindacati hanno siglato un verbale che disegna la road map delle prossime settimane.

 

ilva taranto 7

L’intesa prevede innanzitutto “la presentazione dei piani di investimenti straordinari legati alle manutenzioni e l’attivazione di incontri ad hoc in tutte le aree dello stabilimento di Taranto, da estendere alle società controllate ed agli altri stabilimenti del gruppo, con le rappresentanze sindacali di riferimento legati alle manutenzioni ordinarie e straordinarie”.

 

IMPIANTO ARCELOR MITTAL

Quindi si prevede che  vengano comunicate ai sindacati le azioni di natura gestionale e gli investimenti utili a far fronte alle necessità emerse nel corso degli incontri stessi. Il primo dei quali è già stato calendarizzato per mercoledì 17 presso il sito di Taranto, a partire dall’area portuale dove la scorsa settimana una bufera di vento ha fatto crollare ben tre gruppo e portato al decesso di un operaio.

 

ilva taranto 5

Quindi verranno istituiti incontri, area per area (il primo, sempre a Taranto il giorno 18), che serviranno a verificare l’utilizzo dei lavoratori posti in cassa integrazione per le attività di manutenzione ordinarie e straordinarie come hanno suggerito Fiom, Fim e Uilm, che contestano la decisione unilaterale di Arcelor di mettere in cig 1400 operai per 13 settimane.

 

ilva taranto 4

Quindi, a cadenza settimanale, si terranno incontri anche coi rappresentanti sindacali per la sicurezza “in merito all’esperienza operativa maturata a seguito di infortuni/near miss relativamente ad eventi occorsi e ritenuti significativi dalle parti”.  Verrà definito un protocollo “con la partecipazione degli enti istituzionalmente preposti al controllo delle condizioni di salute e sicurezza in fabbrica al fine di individuare iniziative che possano significativamente incidere in tali ambiti sulla scorta dell’esperienze analoghe già sviluppate nel settore industriale di Taranto” ed infine “verranno adottate soluzioni tecnico/organizzative, come per esempio il controllo remoto, con studi di fattibilità da avviare immediatamente e di attuazione nel più breve tempo possibile, per tendere a eliminare l’esposizione dei lavoratori operanti in area Portuale, ai rischi legati ai fenomeni atmosferici e di straordinaria entità”.

marco bentivogli

 

Nel corso dell’incontro al Mise il segretario della Fim Cisl Marco Bentivogli ha ricordato che “la grave situazione della sicurezza non parte da oggi ma è figlia di una mala gestione commissariale che si è protratta fino ad oggi.  I nostri continui richiami di mettere le mani alla manutenzione straordinaria e ordinaria non hanno mai trovato riscontro da parte dell’amministrazione straordinaria. Non è più tollerabile, troppi morti e troppi incidenti – ha aggiunto -. Ora sia la gestione commissariale che Arcelor Mittal devono lavorare per trovare soluzioni che prevedano immediatamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria”. 

 

Geert Van Poelvoorde Matthieu Jehl

L’azienda, rappresentata dall’ad di Arcelor Mittal Italia Matthieu Jehl, a sua volta - riferisce una nota –  ha “evidenziato la necessità di un percorso costruttivo, condiviso e con il maggior consenso possibile al fine di superare l’attuale fase di difficoltà” legata alle condizioni di attuazione del piano ambientale, alla reiezione della domanda di dissequestro e di facoltà d’uso dell’altoforno Afo 2, al sequestro del molo 4 ed alla parziale operatività dell’area a caldo, anche allo scopo di evitare il rischio che tutto l’impianto si debba fermare. A conclusione dell’incontro a il ministro Luigi Di Maio, dopo la firma del verbale, “ha chiesto alle parti l’assunzione di posizioni di massima responsabilità, il pieno rispetto delle linee dell’accordo sottoscritto in sede ministeriale e maggiori garanzie sulla sicurezza dello stabilimento e la tutela dei lavoratori”.

ilva taranto 5MARCO BENTIVOGLIilva taranto 4ilva taranto 10ilva taranto 2ilva taranto 3

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…