I VENTI DI GUERRA IN UCRAINA AFFONDANO PIAZZA AFFARI (-3,34%) - CROLLANO LE SOCIETA' PIU' ESPOSTE AL PAESE: UNICREDIT (-6%) E BUZZI UNICEM (-8%) - CIR GIU’ DEL 3,5% IN ATTESA DELL'ACCORDO SUL DEBITO SORGENIA

Carlotta Scozzari per Dagospia

I venti di guerra che spirano in Ucraina hanno messo ko le Borse nella prima giornata della settimana. E per capire come il tracollo dei listini sia legato alle tensioni a Est basta considerare che il solo mercato azionario russo è crollato del 10 per cento. La Banca Centrale Russa, nel frattempo, per frenare il deflusso di capitali dal paese e il conseguente deprezzamento del rublo, ha venduto oltre 10 miliardi di dollari americani comprando moneta locale e portando così il tasso di interesse di riferimento dal 5,5% al 7 per cento.

A Piazza Affari, l'indice di riferimento Ftse Mib è sceso del 3,34%, chiudendo la sessione di lunedì a 19.759,69 punti, ripiombando così al di sotto dell'importante barriera psicologica collocata a 20mila punti. Complici le tensioni geo-politiche, lo spread tra titoli di Stato tedeschi e italiani è tornato a salire di slancio a 190 punti. All'interno di un listino principale di Piazza Affari completamente colorato di rosso, ha spiccato per il calo Unicredit, che ha ceduto il 6,16 per cento.

L'istituto di credito guidato da Federico Ghizzoni è il più esposto all'Ucraina, per circa 2,3 miliardi di euro, anche se in ogni caso il paese pesa sugli impieghi complessivi del gruppo per lo 0,4 per cento. Oggi la controllata ucraina di Unicredit, che conta 435 sportelli nel Paese, "ha temporaneamente limitato le operazioni di ritiro contanti negli Atm (gli sportelli Bancomat, ndr), al fine di fornire a tutti i clienti l'accesso al contante".

Calo di poco più del 4%, invece, per Intesa Sanpaolo, che proprio dall'Ucraina, con un tempismo perfetto, ha annunciato l'uscita alla fine dello scorso gennaio. Forte flessione anche per Ubi Banca, che ha ceduto poco più del 5%, mentre il Banco Popolare guidato da Pier Francesco Saviotti, che per buona parte della seduta si era mosso in area positiva e che sabato ha riunito i soci per il via libera all'aumento di capitale da 1,5 miliardi, ha lasciato sul terreno il 2,13 per cento.

Sempre all'interno del comparto finanziario, forte flessione anche per le azioni Unipolsai, giù del 6,13 per cento. Ma il calo maggiore del Ftse Mib è stato quello accusato dalla società cementiera Buzzi Unicem, che conta diversi impianti produttivi dislocati tra la Russia e l'Ucraina, dove realizza oltre il 10% del proprio fatturato, e che ha ceduto l'8,08 per cento.

All'interno del Ftse Mib, Ansaldo Sts, Terna e Tod's, tutte in discesa dell'1,3% circa, sono le azioni che sono riuscite a limitare i danni in una giornata disastrosa come quella odierna.

Fuori dal Ftse Mib, occhi puntati sulla holding della famiglia De Benedetti Cir, che ha ceduto il 3,51%, allineata all'andamento del mercato, nel giorno in cui si attende l'accordo con le banche creditrici sul debito da 1,9 miliardi della controllata del ramo delle utility Sorgenia (non quotata in Borsa).

 

TORRE UNICREDITBLINDATI RUSSI IN PIAZZA A SEBASTOPOLI CITTA DELLA CRIMEA IN UCRAINA RODOLFO DE BENEDETTI ALLA PRESENTAZIONE DEL MESSAGGERO FOTO OLYCOM Pier Francesco Saviotti

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