OGGI SI DISCUTERÀ DELLE OFFERTE DI CLESSIDRA-EQUINOX E DI CAIRO COMMUNICATION PER LA7 - GLI AZIONISTI TELCO VORREBBERO CHIUDERE LA QUESTIONE, MA BERNABÈ CHE è CONTRARIO A CEDERLA VISTO IL SUO POTENZIALE POLITICO (SANTORO, MENTANA, FORMIGLI) SI DICHIARA NON SODDISFATTO DELLE OFFERTE – MEDIOBANCA INCAZZATA E BERNABÈ RISCHIA LA POLTRONA: IN CORSA COLAO DI VODAFONE E ANDREA GUERRA DI LUXOTTICA...

Federico De Rosa per il "Corriere della Sera"

Il dossier La7 torna sul tavolo del consiglio di Telecom Italia. Il presidente Franco Bernabè ha convocato oggi il board per fare il punto sul piano di cessione dell'emittente televisiva controllata da Telecom Italia Media. Sul tavolo ci saranno le offerte della cordata Clessidra-Equinox e di Cairo Communication. La prima, secondo le voci di mercato, sarebbe per tutta Telecom Italia Media ma prevedrebbe un piano di ristrutturazione molto incisivo, l'altra sarebbe solo sulle attività televisive di La7.

I soci di Telco si attendono una stretta e quindi la scelta tra i due contendenti per avviare una trattativa in esclusiva. Questo è l'auspicio, che però si scontrerebbe con una certa insoddisfazione dei vertici di Telecom per le offerte, ritenute non congrue, al punto che nelle scorse settimane Piergiorgio Peluso, il cfo di Telecom incaricato del dossier La7, ha sollecitato un rilancio.

Dunque non è detto che la partita si chiuda oggi, anche se i soci di Telco non sembrerebbero disponibili a mettere la vendita in stand-by. I conti di Telecom Italia Media e de La7 non sono sostenibili a lungo: la società non ha mai chiuso un bilancio in pareggio e nei primi nove mesi dell'anno le perdite sono salite a 53 milioni di euro. In più i costi per il rafforzamento del palinsesto di La7 sono diventati piuttosto ingenti.

Lo stesso Bernabè è consapevole del fatto che non solo la tv non è strategica per il business di Telecom, ma che la stessa capogruppo non ha molto margine per sostenerne i costi. Motivo per cui il presidente si è impegnato a dismettere le attività televisive ed è stato quindi avviato il piano di cessione.

Viste le posizioni, il board di oggi, che doveva segnare un passaggio intermedio in vista del consiglio già convocato il 7 marzo per l'esame dei conti preliminari, rischia dunque di non essere solo di routine. E non è detto che si arrivi a scegliere tra Clessidra-Equinox e Cairo. Ieri sul mercato circolava una voce piuttosto suggestiva, secondo la quale in caso di stallo in consiglio sul futuro di La7 Bernabè potrebbe proporre di mettere la società in liquidazione.

Una soluzione «estrema» che rischierebbe però di aprire un nuovo fronte con i soci di Telco in una fase di grande movimento sul fronte politico e istituzionale, da sempre attento alle vicende del gruppo telefonico. Non è probabilmente un caso che con l'avvicinarsi della data delle elezioni, come è capitato spesso in passato, si stiano intensificando le voci su possibili avvicendamenti al vertice di Telecom. E sono tornati a circolano i nomi del numero uno di Vodafone, Vittorio Colao, e dell'amministratore delegato di Luxottica, Andrea Guerra, di cui in passato si era già parlato per la guida dell'azienda telefonica.

 

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