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LA RETROMARCIA DI TRUMP SUI DAZI FA VOLARE LE BORSE – DOPO IL CROLLO DEGLI ULTIMI TRE GIORNI, OGGI PIAZZA AFFARI REGISTRA UN +8%  – LA SOSPENSIONE DELLE TARIFFE AMERICANE PER 90 GIORNI RENDE EUFORICI TUTTI I MERCATI EUROPEI: LONDRA +5,8%, PARIGI +6,6%, FRANCOFORTE +7,8% – TAIWAN CHIUDE A +9,3%. IN POSITIVO ANCHE SHANGHAI E SHENZHEN, NONOSTANTE IL NUOVO AUMENTO DEI DAZI AL 125% SULLA CINA. COME MAI? GLI INVESTITORI SANNO CHE PECHINO HA IN MANO L'ARMA DA FINE DEL MONDO PER RISPONDERE A TRUMP, CIOÈ I 760 MILIARDI DI BOND AMERICANI, CHE POTREBBE VENDERE SCATENANDO IL PANICO (COME AVEVA INIZIATO A FARE CONVINCENDO THE DONALD A RINCULARE)

BORSA: MILANO +8%, RIALZI A DUE CIFRE PER MOLTI TITOLI

piazza affari 4

(ANSA) - Piazza Affari preme sull'acceleratore mentre tutti i titoli riescono ad entrare in contrattazione. L'indice Ftse Mib avanza dell'8,1% con rialzi a doppia cifra per molti titoli: Prysmian sale del 14,4%, Stm del 12,5%, Stellantis del 12% mentre tra le banche Unicredit, Intesa e Mps segnano rimbalzi superiori al 10%.

 

BORSA: EUROPA EUFORICA, PARIGI +6,6%

(ANSA) - MILANO, 10 APR - Le Borse europee sono euforiche. Lo Stoxx 600 con un rialzo del 5,7% segna il suo rialzo massimo dal 2020. Londra sale del 5,8%, Parigi del 6,6%, Francoforte del 7,8 per cento.

 

BORSA: TAIWAN CHIUDE A +9,3%

borsa shanghai 2

(ANSA) - PECHINO, 10 APR - La Borsa di Taiwan rimbalza e vola con il congelamento di 90 giorni deciso ieri dal presidente americano Donald Trump sui dazi reciproci verso decine di Paesi, ad eccezione della Cina che ha avuto anche un inasprimento dell'aliquota dal 104% al 125%: l'indice Taiex segna un balzo del 9,3%, a 19.000,03 punti, spinto dai guadagni di circa il 10% dei colossi tecnologici dell'isola Tsmc e Foxconn. 

 

BORSA: SHANGHAI CHIUDE A +1,16%, SHENZHEN A +2,46%

DONALD TRUMP - FRA DAZIO DA VELLETRI

(ANSA) - PECHINO, 10 APR - Le Borse cinesi chiudono la seduta in territorio positivo, ma con guadagni inferiori agli altri listini asiatici sui timori dei dazi contro Pechino di Donald Trump che mercoledì sono stati non solo confermati, ma anche inaspriti dal 104% al 125%: l'indice Composite di Shanghai sale dell'1,16%, a 3.223,64 punti, mentre quello di Shenzhen segna un progresso del 2,46%, a quota 1.868,39.

 

La mossa del tycoon, a dispetto dello stop di 90 giorni deciso per le tariffe reciproche verso decine di altri Paesi, ha messo ufficialmente la Cina nel ruolo di bersaglio principale di Washington. 

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