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“RISCHIAMO LA PIÙ GRAVE CRISI ENERGETICA DEI TEMPI MODERNI” – IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE LANCIA L’ALLARME PER GLI EFFETTI DELLA GUERRA NEL GOLFO: “L’ECONOMIA GLOBALE STA DERAGLIANDO DALLA ROTTA”, SI VA DIRITTI VERSO UNA RECESSIONE, “COSA CHE SI È VERIFICATA SOLO QUATTRO VOLTE DAL 1980” – IL FMI RIVEDE AL RIALZO LE STIME SULL’INFLAZIONE GLOBALE NEL 2026 AL 4,4%, PER ITALIA AL 2,6% – TAGLIATA LA CRESCITA DEL NOSTRO PAESE: +0,5% 2026 E 2027…

FMI: ECONOMIA GLOBALE PUÒ DERAGLIARE, RISCHIO TERZA RECESSIONE DOPO LEHMAN E COVID

La direttrice generale del Fmi Kristalina Georgieva

(Labitalia) - Ancora una volta l’economia globale rischia di deragliare dalla rotta, questa volta a causa della guerra in Medio Oriente. Così il Fondo monetario internazionale nel World economic outlook (Weo) stimando nello scenario peggiore di tutti -

 

con danni infrastrutturali e guerra più lunga - in un rallentamento del pil a quasi il 2% e "questo significherebbe sfiorare una recessione globale (tasso di crescita inferiore al 2%), cosa che si è verificata solo quattro volte dal 1980, con le ultime due occasioni che corrispondono alla crisi finanziaria globale e alla pandemia di Covid-19".

 

RECESSIONE

Nell’ultimo anno, si legge, "i venti contrari derivanti dall’ innalzamento delle barriere commerciali e dall’elevata incertezza sono stati compensati dai venti favorevoli provenienti dagli investimenti nel settore tecnologico, dalle condizioni finanziarie accomodanti, compreso un dollaro statunitense più debole, e dal sostegno delle politiche fiscali e monetarie.

 

Il conflitto in Medio Oriente rappresenta una significativa forza contraria a questi fattori favorevoli attraverso il suo impatto sui mercati delle materie prime, sulle aspettative di inflazione e sulle condizioni finanziarie".

 

CRISI ENERGETICA GLOBALE

Per orientarsi in un panorama economico e geopolitico in profonda trasformazione occorrono politiche che siano resilienti rispetto a scenari alternativi, afferma il Fmi.  "L’aumento della spesa per la difesa determinato da un inasprimento delle tensioni geopolitiche potrebbe stimolare l’attività economica nel breve termine, ma anche generare pressioni inflazionistiche, indebolire la sostenibilità fiscale ed esterna e rischiare di ridurre la spesa sociale, il che a sua volta potrebbe innescare malcontento e disordini sociali", si avverte.

 

I governi dovrebbero salvaguardare la sostenibilità fiscale e attuare le "riforme strutturali senza ulteriori ritardi", si aggiunge.

 

"Le banche centrali dovrebbero rimanere vigili ed essere pronte ad agire in modo chiaro e deciso in linea con i loro mandati. Devono evitare che shock di offerta prolungati destabilizzino le aspettative di inflazione".

 

PIL: FMI TAGLIA CRESCITA ITALIA, +0,5% 2026 E 2027 (-0,2) SE GUERRA DURA POCO

RECESSIONE

(Labitalia) - Il pil italiano rallenta a +0,5 nel 2026 e nel 2027: lo prevede il Fondo monetario internazionale nel World economic outlook tagliando di 0,2 punti percentuali per entrambi gli anni la stima di gennaio, nello scenario che la guerra abbia una durata limitata e le perturbazioni si attenuino entro giugno.

 

Rivista al ribasso anche la crescita della zona euro a 1,1% nel 2026 e a +1,2% nel 2027, ribassata anche in questo caso di due decimali.

 

La Germania dovrebbe crescere dello 0,8% quest'anno e di +1,2% il prossimo (- 0,3 in entrambi gli anni rispetto alle stime di gennaio; la Francia dello 0,9% nel 2026 e nel 2027 (con un ribasso rispettivamente dello 0,1 e dello 0,3).

 

FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE

Le economie avanzate segnano +1,8% e +1,7%, come le stime di gennaio. L'inflazione italiana dovrebbe attestarsi al 2,6% quest'anno e 2,4% il prossimo; la zona euro 2,6% e 2,2% rispettivamente.

 

"Data la difficoltà" attuale di fare proiezioni, premette il Fondo, il rapporto presenta una 'previsione di riferimento', in sostituzione della tradizionale linea di base, basata sull’ipotesi che la guerra avrà durata, intensità e portata limitate, in modo tale che le perturbazioni si attenueranno entro la metà del 2026, in linea con i prezzi dei futures sulle materie prime al 10 marzo".

 

FMI: INFLAZIONE GLOBALE 2026 SALE AL 4,4%, PER ITALIA AL 2,6%

CARRELLO DELLA SPESA - AUMENTO PREZZI

(AGI) - Washington, 14 apr. - L'inflazione globale aumentera' al 4,4% nel 2026 e diminuira' al 3,7% nel 2027. Le nuove stime del Fondo monetario internazionale, nel World Economic Outlook, rivedono al rialzo le ultime revisioni: in particolare rispetto a ottobre, si tratta di 0,7 punti percentuali in piu'. Un andamento dovuto all'aumento dei prezzi dell'energia e dei prodotti alimentari.     

 

 In Italia l'inflazione salira' al 2,6% in 2026 e al 2,4% in 2027 a fronte dell'1,6% del 2025. Nell'eurozona l'inflazione salira' invece al 2,6%, dal 2,1% del 2025, per poi attenuarsi al 2,2% nel 2027. (AGI)Pit 15:14 14-04-2026

 

Iran: Fmi, rischio più grave crisi energetica dei tempi moderni

prezzo del petrolio e inflazione

 (Labitalia) - "I rischi al ribasso prevalgono: le tensioni geopolitiche potrebbero aggravarsi ulteriormente – trasformando la situazione nella più grave crisi energetica dei tempi moderni – oppure potrebbero esplodere tensioni politiche interne". Così il Fondo monetario internazionale nel World economic outlook.

 

"I fattori di stress politico possono intrecciarsi con i cambiamenti nelle politiche commerciali e in altre politiche internazionali. Indipendentemente dagli sviluppi geopolitici, potrebbero divampare controversie commerciali", si avverte. "Il ruolo critico degli elementi delle terre rare nelle catene di approvvigionamento globali costituisce un particolare punto di attrito".

 

donald trump - crisi energetica e petrolio - illustrazione di andrea calogero

Inoltre "un indebolimento delle istituzioni, compresa l’indipendenza della banca centrale e la credibilità della politica monetaria, potrebbe far crescere le aspettative di inflazione, specialmente in un momento in cui l’inflazione complessiva è in aumento a causa di uno shock sui prezzi dei beni di consumo".

 

Sul versante positivo, l’attività potrebbe ricevere un ulteriore impulso dagli investimenti legati all’IA e trasformarsi infine in una crescita sostenibile se una più rapida adozione dell’IA si traducesse in forti aumenti di produttività e in un maggiore dinamismo delle imprese.

 

RECESSIONE

L’attività potrebbe inoltre essere sostenuta da un rinnovato slancio per le riforme strutturali e da un allentamento duraturo delle tensioni commerciali, scrive il Fmi

La direttrice generale del Fmi Kristalina Georgieva

 

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