STRESS TEST, SCATTA IL PIANO B PER LE BANCHE TEDESCHE - LA VECCHIA BALDINI & CASTOLDI DALAI È FALLITA - VODAFONE FA TRASLOCARE I "TALENTI" DALLA SILICON VALLEY A LONDRA - IL CERVED SI PREPARA ALLA BORSA

IL CERVED SCALDA I MOTORI PER LA QUOTAZIONE

a. pu. per il "Corriere della Sera"

È tutto pronto nella sede italiana di Cvc, fondo di private equity paneuropeo con 15 miliardi di euro ancora da investire, per la quotazione del Cerved, la banca dati dei bilanci delle aziende del Paese. Secondo fonti vicine al dossier, il road show per la presentazione dell’azienda agli investitori, sul quale sono al lavoro anche le banche creditrici, è previsto partire domani, 5 giugno, per concludersi il 18, quando verrebbe fissato il prezzo.

STRESS TEST - LIBRO DI TIMOTHY GEITHNERSTRESS TEST - LIBRO DI TIMOTHY GEITHNER

L’inizio delle negoziazioni, sul mercato principale di Borsa Italiana, è atteso per il 23 giugno e la quota destinata al retail — i piccoli risparmiatori — sarebbe intorno al 10%. A vendere circa il 30% del Cerved è Cvc, che in Italia è guidato da Giampiero Mazza e oggi controlla il 100% dell’azienda, dove entrò poco più di un anno fa, nel gennaio 2013. Ma il fondo non uscirà dall’azionariato e, secondo i piani aziendali, manterrebbe il 55% delle azioni.

L’operazione dovrebbe valere intorno al mezzo miliardo di euro, sommando il ricavato dalla vendita e i 250 milioni del previsto aumento di capitale. La metà circa di questi soldi, nelle intenzioni dell’azionista, dovrebbe andare a ripagare parte del debito, stimato oggi intorno ai 750 milioni, che dopo la quotazione potrebbe quindi scendere a circa 500 milioni.

I concorrenti di riferimento sui quali calcolare il prezzo del debutto in Piazza Affari sono Experian, quotata a Londra e New York e valutata, secondo fonti, 12,5 volte il margine operativo lordo; e le americane Dun & Bradstreet (10,5 volte) ed Equifax (11,5). Il fatturato di Cerved è salito da 267 a 303 milioni nel 2011-2012, con un utile netto quasi raddoppiato da 27,8 a 49,4 milioni. Il business sul quale Cvc intende puntare ora è quello dell’area recupero crediti. La stima è che valgano 150 miliardi i crediti incagliati delle banche, Cerved ne gestisce dieci miliardi e si propone gestirne di più.

stress test di scientology FOTO BY TERRY RICHARDSON stress test di scientology FOTO BY TERRY RICHARDSON

VODAFONE FA TRASLOCARE I "TALENTI" DALLA SILICON VALLEY A LONDRA

giu.fer. per il "Corriere della Sera"

Vodafone riporta i talenti tecnologici a casa. Dopo L’operatore telefonico sposterà il centro per l’innovazione e lo sviluppo dalla Silicon Valley a Londra, dove ha sede la società guidata da Vittorio Colao. Non solo il centro beneficerà del know-how tecnologico del Regno Unito e in Europa, spiega Vodafone, ma avvicinerà le operazioni di ricerca e sviluppo ai clienti di Europa, Africa e India. Il trasloco avverrà nella seconda parte dell’anno, anticipa il Financial Times .

Il centro svilupperà le tecnologie emergenti e le app mobili, e comprenderà circa 20 ingegneri, architetti tecnici e designer. Ma l’obiettivo della società è di farlo crescere, con la benedizione dei politici britannici per l’arrivo di nuovi posti di lavoro qualificati. Il gruppo inglese, dopo aver venduto la sua partecipazione in Verizon Wireless all’inizio dell’anno, continua ad avere un certo numeri di uffici negli Stati Uniti, incluso nella Silicon Valley. Vodafone Venture, il braccio per gli investimenti del gruppo, manterrà il suo quartier generale in California e continuerà a lavorare con le start-up appena nate.

LOGO CERVEDLOGO CERVED

VENETO BANCA, FUMATA NERA SULLA VENDITA DI BIM

Dal "Corriere della Sera"

Veneto Banca non scioglie il rebus legato alla vendita di Banca Intermobiliare, la private bank che la Banca d’Italia ha imposto all’istituto popolare di Montebelluna di vendere, insieme con un rafforzamento patrimoniale da mezzo miliardo di euro.

Ieri il board dell’istituto presieduto da Francesco Favotto ha «proseguito nell’analisi delle proposte pervenute», ha spiegato in una nota, precisando che proseguono i passi formali per l’aumento di capitale. La decisione sulla scelta dell’acquirente — tra le quattro proposte che sarebbero pervenute — non è stata dunque presa, forse per le aspettative sul prezzo distanti da quanto messo effettivamente sul piatto dagli offerenti.

VodafoneVodafone

Tra i candidati, secondo quanto circolato nelle scorse settimane, ci sarebbe lo stesso vicepresidente (nonché ex amministratore delegato e attuale socio al 9,69%) dell’istituto piemontese, Pietro D’Aguì, che opererebbe in cordata con il gruppo finanziario francese Oddo & Cie. Il banchiere punterebbe a tornare in possesso pieno dell’istituto, di cui era il capoazienda durante gli anni Duemila insieme alla storica famiglia torinese Segre, attraverso la holding Cofito.

LA VECCHIA BALDINI & CASTOLDI DALAI È FALLITA

Massimo Sideri per il "Corriere della Sera"

Baldini Castoldi Dalai, la società editrice di Alessandro Dalai che aveva rilevato nel 2003 lo storico marchio, è al capolinea: il Tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento con la sentenza 245 depositata in Cancelleria il 21 aprile del 2014.

L’udienza per l’esame dello stato passivo è stata fissata per il giorno 24 settembre e, dunque, sono arrivate già le lettere per l’insinuazione al passivo dei creditori. Di fronte ai tre curatori, Simone Allodi, Veronica Bertani e Salvatore Buscemi, potrebbe presentarsi un piccolo esercito di scrittori: sono in molti, infatti, a non avere ricevuto i pagamenti dalla società editoriale, tanto che anche agli autori dell’ex casa editrice sono arrivate le lettere di istruzione per le domande di ammissione al passivo.

MONTI ALLINAUGURAZIONE DEL VODAFONE VILLAGE A MILANO MONTI ALLINAUGURAZIONE DEL VODAFONE VILLAGE A MILANO

Baldini & Castoldi era stata fondata nel 1897 con sede sotto i portici della Galleria Vittorio Emanuele a Milano e tra i primi autori pubblicati c’era stato Antonio Fogazzaro. La crisi era emersa già nel 2012 e nel giugno del 2013 la società aveva chiesto l’accesso al concordato preventivo. Nel frattempo la casa editrice è stata presa in affitto da una nuova società denominata nuovamente Baldini &; Castoldi srl, fondata da Michele Dalai, figlio di Alessandro.

PER LE LOTTERIE TURCHE GTECH SFIDA TURKCELL

C.Fe. per "Il Sole 24 Ore"

Renato Brunetta presso centro Vodafone phMarinoPaoloni Renato Brunetta presso centro Vodafone phMarinoPaoloni

C'è un vincitore già scritto nella gara per le lotterie turche Milli Piyango, asta alla quale sta prendendo parte il gruppo italiano (controllato da De Agostini) Gtech? A chiederselo sono gli operatori esteri che stanno concorrendo alla gara, dopo le ripetute proroghe decise dal governo di Ankara alle scadenze per presentare le offerte. Grande favorito, secondo i rumors, sarebbe il gruppo turco Turkcell, primo operatore di telefonia mobile del Paese. Entro l'estate dovrebbe essere presa una decisione sul vincitore della gara, visto che le offerte finali sono attese per il 27 giugno. In campo, a contendere il ruolo di favorito a Turkcell, si è formata una cordata tra il gruppo italiano Gtech e i due gruppi finanziari Kkcg ed Emma Capital. Ma, tra i concorrenti, ci sarebbe anche l'inglese Camelot, la greca Intralot e il gruppo finanziario di Istanbul Netholding. Il governo di Ankara punta ad incassare dalla privatizzazione circa 2 miliardi di dollari nell'arco di dieci anni.

QUITO IMPEGNA L'ORO CON GOLDMAN

S.Bel. per "Il Sole 24 Ore"

L'Ecuador, sull'orlo del default, ha messo oltre la metà delle riserve auree nelle mani di Goldman Sachs, in cambio di non meglio precisati «asset liquidabili in sette giorni». Sui dettagli della transazione – e sul probabile impiego di contratti derivati – nessuno si sbottona, ma la sua esistenza ha oggi il sigillo dell'ufficialità. È stata la banca centrale di Quito a confermarla, dopo che la settimana scorsa alcuni analisti si erano interrogati su un repentino calo del 55% delle riserve auree del Paese centroamericano.

L'operazione riguarda 466mila once di oro, una quantità non enorme, ma nemmeno piccolissima, pari a circa lo 0,5% dell'oro estratto in un anno nelle miniere di tutto il mondo, valorizzata ai corsi attuali 580 milioni di dollari. I lingotti torneranno a casa fra tre anni insieme a un profitto tra 16 e 20 milioni, promette Quito, avvertendo che «questi interventi rappresentano l'inizio di una nuova e permanente strategia». Di abbandonare la dollarizzazione, recuperando una politica monetaria autonoma, il Governo di Rafaèl Correa per ora non parla.

quartier generale di Deutsche Bank a Francoforte quartier generale di Deutsche Bank a Francoforte

SE PERILLI LANCIA EQUITA NEL DEBITO

S.Fi. per "Il Sole 24 Ore"

Tira aria di diversificazione in Equita. Il broker milanese è una delle poche sim indipendenti a Piazza Affari. E una delle più attive: spazia dall'Aim, dove ha quotato Italia Independent di Lapo Elkann, fino alla ristrutturazione societaria dell'Aquafan di Riccione,passando per la scalata di Salini su Impregilo. Oltre alla ricerca e all'intermediazione, Equita ha anche diversificato nella finanza d'impresa. Ora però Francesco Perilli avrebbe in serbo un novità ulteriore: il debutto sul mercato del debito.

datadata

Come? Nei mesi scorsi pare si sia stata accarezzata l'idea di un fondo dedicato ai mini-bond, sotto la supervisione di Andrea Vismara, il capo dell'investment banking. Veicoli per raccogliere denaro da istituzionali e poi investirli nelle mini emissioni sono sempre più diffusi. Proprio oggi Equita presenterà al mercato i risultati del 2013: potrebbe essere l'occasione per annunciare la novità: chissà se sarà proprio il mini-bond. Di sicuro, con l'aggiunta della gamba del debito, la trasformazione da semplice sim in banca d'affari sarà completa.

STRESS TEST, PIANO B PER LE BANCHE TEDESCHE

M.Val. per "Il Sole 24 Ore"

In Germania l'autorità che vigila sulle attività finanziarie, BaFin, ha chiesto agli istituti di credito sotto la lente della Banca centrale europea di preparare un «piano B», nell'eventualità che non vengano superati gli stress-test attualmente in corso. Difficile dire, al momento, quali banche tedesche debbano fare questo esercizio di un «piano B» con maggiore realismo. Anche perché la Banca centrale europea, preccupata che una escalation delle sanzioni americane per gli scandali finanziari scuota la salute degli istituti di credito europei, sta considerando una riforma d'urgenza degli stress test. Il nuovo esame terrebbe appositamente conto del fioccare di sanzioni multi-miliardarie. A scattare, secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal citando fondi bancarie contattate dalla Bce, sarebbe un test del potenziale impatto sulla struttura del capitale e una valutazione delle risorse stanziate per far fronte alle sanzioni.

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