superbonus giuseppe conte giorgia meloni giancarlo giorgetti

FINO ALL’ULTIMA FRODE – NEI PRIMI TRE MESI DEL 2026 IL FISCO HA BLOCCATO 4,1 MILIARDI DI CREDITI PER IL SUPERBONUS PER PRESUNTE IRREGOLARITÀ O TRUFFE. È UN DATO PARI AL 33% DEL TOTALE DEI CREDITI EROGATI PER LE AGEVOLAZIONI LEGATE AI LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE – IL CONTO DELL’OPERAZIONE SUPERBONUS SALE A QUOTA 174 MILIARDI, QUATTRO VOLTE QUANTO PREVENTIVATO –  TRA CANTIERI IRREGOLARI E LAVORI A METÀ RIMANGONO NEL LIMBO QUATTROMILA CONDOMINI, CHE RISCHIANO DI PERDERE IL BONUS E DOVER APRIRE I PORTAFOGLI…

SUPERBONUS, DAL FISCO IN TRE MESI STOP A 4,1 MILIARDI DI FRODI

Estratto dell’articolo di Marco Mobili e Giovanni Parente per “Il Sole 24 Ore”

 

superbonus edilizio

In cauda venenum. Il veleno nella coda finale del Superbonus è rappresentato dall’altissimo numero di frodi e illeciti per cui l’amministrazione finanziaria ha dovuto intensificare gli sforzi per i controlli. Il risultato è da far tremare i polsi: 4,1 miliardi di crediti Superbonus bloccati.

 

Ma non solo, perché è il peso specifico a far capire quanto le irregolarità siano diffuse: il 33% dei crediti è stato ritenuto a rischio e quindi non utilizzabile in compensazione. Praticamente un euro su tre dei crediti che emergono dalle ultime fatture per le spese 2025 è stato fermato per illeciti.

 

giorgia meloni - superbonus

Numeri che fanno riflettere e fanno capire il lavoro che Mef e amministrazione finanziaria sono stati chiamati a portare avanti, aumentando l’attenzione proprio per intercettare i pericoli legati a chi ha sfruttato gli ultimi scampoli dell’agevolazione (al 2025 era al 65%) per poterla sfruttare pur non avendo alcuni o tutti i requisiti. [...]

 

Un allarme rosso, che si è intrecciato anche nel dibattito sul mancato raggiungimento della soglia del 3% nel rapporto deficit/Pil per il 2025.

 

L’impegno del Fisco nel bloccare la monetizzazione di crediti per spese 2025 ha impedito che il conto fosse ancora più alto rispetto agli 8,4 miliardi indicati all’interno del documento di finanza pubblica (Dfp).

 

nicola fratoianni giuseppe conte - vignetta by osho

Il piano straordinario di analisi e controllo messo in atto dalle donne e dagli uomini del Fisco si è snodato lungo due direttrici. Da un lato, i controlli preventivi che hanno consentito di scartare 1,8 miliardi di crediti.

 

Dall’altro, le attività di analisi del rischio attraverso le quali sono stati individuati 2,3 miliardi di euro di crediti da Superbonus che rispondevano a un identikit di pericolosità.

 

Pericolosità legata alle potenziali frodi collegate con le comunicazioni di cessioni del credito o sconto in fattura: alcune delle quali con un livello talmente alto da aver portato a 680 milioni già sequestrati dall’autorità giudiziaria. Proprio dalla somma tra scarti e screening con l’analisi rischio si arriva così ai 4,1 miliardi di euro. [...]

 

2. LAVORI A METÀ E CANTIERI IRREGOLARI SONO NEL LIMBO 4MILA CONDOMINI

Estratto dell’articolo di Giuseppe Latour per “Il Sole 24 Ore”

 

superbonus ristrutturazioni 8

Imprese “apri e chiudi” che sono nate dalla sera alla mattina, dopo il 2021, per cavalcare l’onda del superbonus. Hanno preso delle commesse, che in parte hanno eseguito, lasciandole poi a metà.

 

Ai condomini, committenti di questi lavori, è rimasta la coda dei molti problemi legati a queste situazioni: detrazioni non maturate, somme da pagare in contanti, crediti fiscali fruiti in modo formalmente illegittimo, e possibili verifiche future da parte dell’agenzia delle Entrate.

 

superbonus ristrutturazioni 9

È tutto qui il lato oscuro del superbonus, popolato dai moltissimi edifici che non sono riusciti ad arrivare in fondo a una procedura estremamente complessa, in una fase di mercato difficilissima, nella quale tra comportamenti spregiudicati e vere e proprie truffe, poi il cerino è rimasto in mano ai titolari delle detrazioni: i proprietari degli immobili.

 

In assenza dell’atteso intervento Salva condomini, ipotizzato per il decreto fiscale, ma che non entrerà nemmeno in conversione, per molti cittadini restano da gestire situazioni drammatiche.

 

[…] I numeri dei report dell’Enea (aggiornato a febbraio 2026), che analizzano solo i lavori di efficientamento energetico (non la messa in sicurezza antisismica), dicono che in tutti i condomini italiani, quando ormai il superbonus ha di fatto chiuso i battenti, resta ancora una quota di lavori non realizzata: sono, tecnicamente, quelli per i quali le detrazioni sono state prenotate attraverso le asseverazioni ma che, poi, non sono arrivati al traguardo.

 

superbonus ristrutturazioni 2

Si tratta del 2,7% dei lavori di superbonus, che corrispondono a una cifra altissima: 2,3 miliardi di euro. Stimando il numero dei condomini coinvolti perché non hanno completato le opere, sono almeno 4mila ma, in realtà, è probabile che la cifra sia ancora più alta.

 

Queste cifre, però, non dicono quanto possa essere difficile lo stallo nel quale molti cittadini si stanno trovando. Pensiamo ai lavori non completati. Uno dei requisiti essenziali del superbonus, e di tutti i bonus casa, è la materiale esecuzione delle opere per le quali viene incassata la detrazione.

superbonus ristrutturazioni 5

 

Per l’ex 110% (che era uno sconto pensato per l’efficientamento energetico) andava chiuso il percorso che porta al miglioramento di due classi energetiche dell’immobile. Chi non ha chiuso i lavori ha perso il diritto alla detrazione.

 

Non solo: si è esposto alle contestazioni delle Entrate, che possono rivalersi sui beneficiari dei lavori agevolati per le agevolazioni già incassate. […]  

 

Ora l’amministrazione finanziaria potrebbe chiedere l’importo del credito di imposta utilizzato in modo illegittimo, ma anche sanzioni e interessi. Arrivando a un conto finale insostenibile per chi spesso quei soldi non li ha mai avuti.

 

ecobonus ristrutturazioni

Più intricata ma non meno problematica è la situazione di chi si trova a confrontarsi con problemi procedurali: succede quando i lavori, ad esempio, non coincidono in maniera esatta con il contenuto dell’asseverazione comunicata alle Entrate. Anche in questi casi il committente perde il bonus, per mancanza di requisiti soggettivi e oggettivi […]

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…