C’E’ UNA REGIA RUSSA DIETRO GLI SCONTRI IN PIAZZA DI MILANO? A PALAZZO CHIGI SONO CONVINTI CHE “ENTITÀ ESTERNE” ABBIANO SOFFIATO SUL FUOCO. ANCHE SE MELONI VUOLE ATTENDERE “ELEMENTI CERTI” PER DENUNCIARLO PUBBLICAMENTE. IL MINISTRO DELLA DIFESA GUIDO CROSETTO PARLA DI “GUERRA IBRIDA”. E PIANTEDOSI: “CROSETTO, QUANDO DICE DELLE COSE, PARLA SEMPRE A RAGION VEDUTA” - ATTRAVERSO IL RILANCIO SUI SOCIAL CI SAREBBE STATO UN APPELLO PER “RICHIAMARE IN PIAZZA PIÙ PERSONE” E ALIMENTARE COSÌ LA PROTESTA. E C’È UN INDIZIO CHE ALIMENTA I SOSPETTI: “LE FONTI DEGLI APPELLI SONO BEN SCUDATE”. IL MODELLO RICORDA QUANTO SUCCESSO DURANTE LA CRISI MIGRATORIA NELL’EXCLAVE SPAGNOLA DI CEUTA E IN OCCASIONE DELLE SOMMOSSE IN ALBANIA - MA L’ESECUTIVO E’ SPACCATO SUL TEMA, SALVINI: “HO LETTO COSE STRAMBE, I RUSSI. NO, BASTA”. MENTRE VANNACCI INDIVIDUA I RESPONSABILI IN “COLLETTIVI STUDENTESCHI, CENTRI SOCIALI, BLACK BLOC, MARANZA E BABY GANG” – IL COPASIR È STATO CONVOCATO D’URGENZA - VIDEO
Tommaso Ciriaco, Giuliano Foschini per repubblica.it -Estratti
giorgia meloni e il nuovo decreto sicurezza 6
È qualcosa di più solido di una semplice traccia investigativa. È il risultato delle prime analisi dei servizi di intelligence e degli specialisti che studiano flussi, algoritmi, bot e guerra ibrida. Qualcuno potrebbe aver alimentato il malcontento, la frustrazione, la rabbia delle migliaia di giovani che hanno messo a ferro e fuoco Milano, Torino, Bologna.
Qualcuno capace di individuare gli utenti giusti, raggiungerli con un messaggio e trasformarli in altrettanti moltiplicatori della protesta. Troppe coincidenze, secondo chi sta studiando il dossier, per parlare soltanto di spontaneità. Gli indizi rafforzano il sospetto di un’interferenza esterna. Non ci sono ancora responsabilità accertate, ma gli analisti guardano soprattutto in una direzione: la Russia, che in Europa ha già sperimentato operazioni di manipolazione via social.
Il sospetto nasce innanzitutto dalle modalità con cui è stata organizzata la mobilitazione. C’è un volantino, una sorta di chiamata alle armi, che compare in rete e comincia a rimbalzare da un account all’altro. Fin qui nulla di straordinario. La particolarità è che il messaggio sembra raggiungere subito i destinatari ideali: profili già caratterizzati da contenuti di rabbia, incitamenti alla disobbedienza, richiami alla rivolta.
guido crosetto e giorgia meloni alla festa dell arma dei carabinieri a reggio calabria
Utenti che rilanciano l’appello e lo fanno arrivare ad altri giovani, in una catena capace di moltiplicare rapidamente le adesioni. Una profilazione che, secondo gli specialisti, potrebbe indicare l’intervento di qualcuno in grado di conoscere e sfruttare gli algoritmi delle piattaforme.
Il modello ricorda quanto osservato durante la crisi migratoria nell’exclave spagnola di Ceuta e in occasione delle sommosse in Albania. In Italia, poi, il messaggio è arrivato mentre le immagini delle proteste giovanili francesi circolavano sui telefoni, favorendo un effetto emulazione. Ingegneria tecnologica e sociale insieme: non necessariamente creare il malcontento, ma intercettarlo, orientarlo e amplificarlo.
Le analisi sono già arrivate ai massimi livelli istituzionali e sono state affrontate nella riunione convocata da Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. Il dossier dovrebbe approdare nei prossimi giorni anche al Copasir, attraverso audizioni riservate dei vertici dell’intelligence. È in questo quadro che Guido Crosetto ha deciso di uscire allo scoperto. «I fatti di Milano e di altre parti d’Italia sono profondamente diversi da quelli vissuti in altre epoche», ha spiegato il ministro della Difesa, indicando nella «guerra ibrida» condotta attraverso TikTok, YouTube e gli altri social una minaccia che l’Occidente non avrebbe ancora imparato a contrastare.
guido crosetto giorgia meloni alla parata del 2 giugno 2026 foto lapresse
Il rischio, secondo Crosetto, è che alcune nazioni, dopo aver studiato per anni le reazioni dei giovani attraverso gli algoritmi, siano ormai in grado di influenzarne convinzioni e comportamenti.
Una lettura che ha trovato il sostegno del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. «Crosetto, quando dice delle cose, parla sempre a ragion veduta», ha osservato dopo il Consiglio dei ministri. E ancora: «Abbiamo visto un apparente spontaneismo di una massa di giovani», attivati in forme che rendono difficile escludere un’organizzazione. Per Piantedosi esiste «un carattere di volontà di destabilizzazione del quadro sociale e dell’ordine pubblico». E dunque «ce n’è quanto basta per andare a fondo».
Ma nel governo non tutti condividono questa interpretazione. Matteo Salvini la respinge apertamente: «Ho letto cose strambe, i russi. No, basta». Per il vicepremier il problema è anzitutto di ordine pubblico e prevenzione, a cominciare dai controlli nelle stazioni per intercettare chi arriva dalle province. Sulla stessa linea Roberto Vannacci, che individua i responsabili in «collettivi studenteschi, centri sociali, black bloc, maranza e baby gang», e non certo in regie straniere.
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SCONTRI A MILANO
Estratti da open.online
Sugli scontri a Milano alcune «entità esterne» hanno soffiato sul fuoco. Giorgia Meloni ne è convinta, ma vuole attendere «elementi certi» per denunciarlo pubblicamente. Mentre le relazioni dei servizi segreti raccontano di «tracce di enfatizzazione sulla mobilitazione dei manifestanti». Ovvero: «attraverso il rilancio sui social» c’è stato un appello per «richiamare in piazza più persone» e alimentare così la protesta. E c’è un indizio che alimenta i sospetti: «Le fonti degli appelli sono ben scudate», come rivela un rappresentante del governo.
giorgia meloni e il nuovo decreto sicurezza 4
Il Corriere della Sera parla esplicitamente di «ombre russe». E dice che gli esperti sono al lavoro per superare i blocchi e risalire alle fonti dei primi messaggi. Intanto si parla di guerra ibrida. Quella che ha denunciato il ministro della Difesa Guido Crosetto. Secondo il quale l’atto ostile verso l’Italia è stato «portato avanti con strumenti non convenzionali», come TikTok.
Ma al momento «non si può affermare che siano stati i russi a mandare degli adolescenti a spaccare le vetrine di Milano», secondo Palazzo Chigi. Una cosa diversa da quella sostenuta dal vicepremier Matteo Salvini secondo il quale «non c’è nessuna regia russa». Ma è la «singolare coincidenza» che Mosca abbia commentato il caos in Italia, Francia e Spagna a rilevare.
Durante il vertice dei giorni scorsi Matteo Piantedosi ha rilevato che «questi sono Paesi in cui, guarda caso, si andrà al voto il prossimo anno». La Russia aveva già attaccato pubblicamente la premier dopo il suo discorso in Parlamento sull’Ucraina. Durante il summit sull’ordine pubblico Meloni ha chiesto all’intelligence risposte rapide sulle ipotesi di guerra ibrida.
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Scontri a Milano durante manifestazione contro il caro vita - foto lapresse
Intanto Repubblica racconta proprio le prime analisi degli specialisti che studiano flussi, algoritmi e bot. I sospetti vanno tutti verso la Russia, che in Europa ha già sperimentato operazioni di manipolazione via social. E si punta sul volantino Movimento 17 ottobre, che dettaglia di volta in volta i nuovi appuntamenti nel week end. Il modello ricorda quanto osservato durante la crisi nell’exclave di Ceuta e in occasione delle sommosse in Albania. «I fatti di Milano e di altre parti d’Italia sono profondamente diversi da quelli vissuti in altre epoche», ha spiegato il ministro della Difesa, indicando nella «guerra ibrida» condotta attraverso TikTok, YouTube e gli altri social.
Scontri a Milano durante manifestazione contro il caro vita - foto lapresse
Sulla lettura è d’accordo Piantedosi: «Crosetto, quando dice delle cose, parla sempre a ragion veduta». E ancora: «Abbiamo visto un apparente spontaneismo di una massa di giovani», attivati in forme che rendono difficile escludere un’organizzazione. Per Piantedosi esiste «un carattere di volontà di destabilizzazione del quadro sociale e dell’ordine pubblico».
Roberto Vannacci e Matteo Salvini
E dunque «ce n’è quanto basta per andare a fondo». Salvini la respinge apertamente: «Ho letto cose strambe, i russi. No, basta». Roberto Vannacci invece individua i responsabili in «collettivi studenteschi, centri sociali, black bloc, maranza e baby gang», e non certo in regie straniere.
giorgia meloni e il nuovo decreto sicurezza 1
giorgia meloni e il nuovo decreto sicurezza 5
minorenni e maranza saccheggiano negozio decathlon a milano 7 foto lapresse
milano vandalizzata e saccheggiata manifestazioni e proteste contro il caro vita 35 foto lapresse
minorenni e maranza saccheggiano negozio decathlon a milano 6 foto lapresse
minorenni e maranza saccheggiano negozio decathlon a milano 10 foto lapresse
heresiana canta sono io durante gli scontri a milano 4


