donald trump ufc freedom 250 casa bianca

LA CASA BIANCA? MEJO DEL CIRCO BARNUM! – DONALD TRUMP, ORMAI COMPLETAMENTE IN PREDA DEI DELIRI AUTO-CELEBRATIVI, FESTEGGIA I SUOI 80 ANNI CON UN MAXI-INCONTRO DI UFC ALLA CASA BIANCA – IN UN MOMENTO DELICATISSIMO PER IL PAESE, TRA GUERRA IN IRAN, INFLAZIONE, UNA SOCIETÀ SEMPRE PIÙ DIVISA, E LA POPOLARITÀ DEL TYCOON AI MINIMI STORICI, IL GANGSTER DI MAR-A-LAGO HA AVUTO LA BELLA IDEA DI TRASFORMARE IL PRATO SUD DELLA RESIDENZA PRESIDENZIALE USA NEL SUO PARCO GIOCHI PRIVATO, CON UN OTTAGONO CIRCONDATO DA UNA GIGANTESCA ARCATA D’ACCIAIO, SPETTACOLI DI LUCI E PERSINO DEI JET MILITARI CHE HANNO SORVOLATO L’EVENTO (COSTATO LA BELLEZZA DI 60 MILIONI DI DOLLARI) – TRA GLI OLTRE 4MILA INVITATI, C’ERA ANCHE MARK ZUCKERBERG, LARRY ELLISON E… ZLATAN IBRAHIMOVIC E GERRY CARDINALE (TUTTO PUR DI NON LAVORARE PER IL MILAN!)  - VIDEO

1 - SHOW DI ARTI MARZIALI PER SALVARE IL MITO DEL LEADER FORTE. MA METÀ AMERICA LO VEDE POCO LUCIDO

Estratto dell’articolo di Viviana Mazza per il “Corriere della Sera”

 

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Washington Donald Trump ha festeggiato i suoi 80 anni ieri con uno spettacolo — un tempo impensabile — di arti marziali miste in una gabbia ottagonale sul prato della Casa Bianca. Mentre i critici del presidente inorridiscono e lo considerano un altro assalto alla dignità dell’istituzione, dopo l’abbattimento della East Wing per far spazio a una sala da ballo dal costo di 400 milioni di dollari, Trump scommette su questo show come un modo per sovvertire le consuetudini ed energizzare i suoi sostenitori, in un momento di difficoltà a causa dei prezzi in salita e della guerra in Iran.

 

[…] Trump l’ha legato alle celebrazioni di questi mesi per il 250esimo anniversario dell’indipendenza americana. Questo sport rispecchia il suo stile politico. «C’è gente che è capace di prendersi un pugno e gente che non lo è — ha detto il presidente qualche giorno fa —. E nella vita è sempre meglio se sei in grado di farlo». […]

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GLI OSTACOLI

Questa settimana la dura realtà della politica, però, ha minacciato di offuscare i festeggiamenti. Trump è intrappolato in una guerra impopolare, nonostante assicuri da settimane che sia vicina alla fine. I prezzi della benzina restano alti, si teme per l’inflazione. Quando un accordo con l’Iran sembra vicino, Netanyahu gli ha fatto il bel regalo di bombardare l’Hezbollah. Un giudice nel frattempo ha fatto rimuovere il nome «Donald Trump», affisso accanto a quello di Jfk dalla facciata del Kennedy center. Al Congresso alcuni repubblicani hanno cominciato a sfidare il presidente. I sondaggi hanno visto la sua popolarità crollare.

 

C’è un calo di supporto anche tra i giovani maschi, una fascia demografica chiave tra i fan di arti marziali miste e un gruppo che ha aiutato Trump a vincere nel 2024.

 

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[…] La Costituzione gli vieta di candidarsi di nuovo, ma ogni tanto scherza che potrebbe farlo. E questo nonostante un sondaggio di Washington Post / Abc / Ipsos dica che meno della metà degli americani crede che abbia la lucidità mentale e la salute fisica necessari per la presidenza. Si è sottoposto a quattro esami medici in questo mandato: il verdetto del dottore della Casa Bianca è «salute eccellente». Un suo ex medico dice che «la sua forza e concentrazione sono eccezionali e visibili a tutti» e che quei sondaggi sono diffusi da media che odiano Trump mentre nascosero il declino mentale di Biden.

donald trump jr. e donald trump ufc freedom 250 alla casa bianca foto lapresse

[…]

 

Mentre i camerieri apparecchiavano i tavoli per il pranzo del compleanno e i lottatori si preparavano a salire nella gabbia tra 4.000 invitati urlanti, ieri pomeriggio il presidente insisteva: l’accordo con l’Iran verrà firmato «in un paio d’ore». Nessuno sapeva se crederci o meno. Cinque ore dopo, verso le 17:30 di Washington il premier pachistano ha annunciato che la firma ufficiale sarà il 19 giugno in Svizzera, mentre Trump ha twittato che l’accordo «è ora completo», autorizzando «immediatamente» la riapertura dello Stretto di Hormuz, prima di godersi la festa di compleanno.

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2 - CON IL RING E L'AUTOCELEBRAZIONE IL TYCOON RISCRIVE L'INDIPENDENZA "250 ANNI FONDATI SULLA LOTTA"

Estratto dell’articolo di Paolo Mastrolilli per "la Repubblica"

 

Non poteva mancare il furgone del merchandising, tra bandiere e pupazzi con il logo di "Freedom 250". Perché anche le celebrazioni per il duecentocinquantesimo compleanno degli Stati Uniti, fuse con l'ottantesimo di Trump come se fossero la stessa cosa, possono e devono diventare occasione di business. J[…]

 

Sul Washington Post, Philip Kennicott ha dato un giudizio diverso dello spettacolo avvenuto ieri sera: «Anche se andava in scena tra la Casa Bianca e il Washington Monument, che onora il padre del Paese, l'incontro dell'UFC non era dedicato a celebrare i miti fondamentali della democrazia americana. Abita un paesaggio più oscuro, come la lotta perpetua della frontiera, la finta cavalleria, il dramma darwiniano della sopravvivenza in un mondo di forze ostili.

 

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L'invenzione dell'America faceva parte di un lungo discorso su ciò che i filosofi politici chiamavano lo stato di natura, spesso rappresentato come luogo grezzo, violento e senza legge, che richiedeva un impegno collettivo per la governance e lo stato di diritto. Eppure, nonostante i nostri sforzi per bandire quello stato mitologico di caos che precede la civiltà, sembriamo sempre disposti a tornarci».

 

L'anniversario della nascita degli Usa poteva essere il momento in cui l'America riscopriva la propria unità, celebrando i valori fondanti del suo esperimento, ma si sta trasformando nella dolorosa riprova di una spaccatura culturale prima che politica, da cui sembra afflitta in maniera sempre più insanabile.

 

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La speranza dei responsabili era farne un momento di riflessione, concentrato sulle cose che uniscono, ma Trump ha preferito ancora una volta scegliere la polarizzazione, generando una risposta uguale e contraria dei suoi oppositori, come il concerto Rise Up, Sing Out organizzato a New York dal gruppo "No Kings", con Bette Midler, Patti Smith, Julia Roberts e Jane Fonda.

 

Trump si è appropriato delle celebrazioni attraverso il comitato organizzatore "Freedom 250". Ha cominciato con Rededicate 250, che il 17 maggio ha tenuto un "giubileo di preghiera" al Mall di Washington, per riaffermare il carattere cristiano della nazione. Ora non c'è dubbio che gli Usa abbiano radici cristiane, ma i padri fondatori si erano preoccupati di bilanciarle con i valori laici, proprio per evitare pericolose derive discriminatorie fra i cittadini basate sulla fede, in un Paese fondato dai pellegrini in fuga dalle persecuzioni religiose in Europa.

 

[…]

gerry cardinale e zlatan ibrahimovic ufc freedom 250 alla casa bianca

Trump ha già dimostrato di non aver alcun interesse ad essere il presidente di tutti, perché questa spaccatura culturale e la polarizzazione politica derivata sono la ragione per cui è stato eletto. L'ex guru dei neocon Robert Kagan avverte così del pericolo: «Fin dalla nascita, gli Usa hanno avuto un'ampia parte della popolazione che non si è mai riconosciuta nei valori fondanti del nostro Paese. Non sono democratici e liberali, non credono nell'uguaglianza dei diritti, spesso sono motivati dalla fede religiosa. Sono pronti a disfarsi della democrazia in un attimo, pur di raggiungere i propri scopi».

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