vladimir putin san pietroburgo

CI VOLEVA L’ATTACCO ALLA “DAVOS” RUSSA PER FAR AMMETTERE A PUTIN CHE I CIELI RUSSI SONO SGUARNITI – “MAD VLAD” IL GIORNO DOPO I RAID CONTRO IL TERMINAL PETROLIFERO DI SAN PIETROBURGO E LA BASE MILITARE DELL'ISOLA DI KRONSTADT, PROPRIO NEL GIORNO IN CUI VENIVA INAUGURATO IL FORUM ECONOMICO SPEIF, SOMMESSAMENTE AFFERMA. "DISPONIAMO DI UN SISTEMA DI DIFESA ANTI AEREA. SI, DOBBIAMO MIGLIORARLO. SI, DOBBIAMO RAFFORZARLO. LO FAREMO"

 

UCRAINA: PUTIN AMMETTE, 'LA RUSSIA DEVE RAFFORZARE LA SUA DIFESA AEREA'

RAID DI DRONI UCRAINI SU SAN PIETROBURGO

 (Adnkronos) - Vladimir Putin ammette che la Russia deve "migliorare" e "rafforzare" la sua difesa aerea il giorno dopo i raid dei droni ucraini contro il terminal petrolifero di San Pietroburgo e la base militare dell'isola di Kronstadt, proprio nel giorno in cui veniva inaugurato il Forum economico a cui il Presidente russo affida molta importanza. "Disponiamo di un sistema di difesa anti aerea. Si, dobbiamo migliorarlo. Si, dobbiamo rafforzarlo. Lo faremo", ha dichiarato Putin parlando con i media internazionali, fra cui l'Afp, a margine del Forum economico.

 

 

Il Forum di Putin a San Pietroburgo tra i raid dei droni ucraini non è Davos, ma una sfera in cui vedere i prossimi passi della Russia

Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”

 

vladimir putin con il cane yume 4

Quello che sarebbe potuto accadere il 9 maggio scorso a Mosca è accaduto a San Pietroburgo, quando i droni ucraini hanno colpito un terminal petrolifero nella seconda città della Russia e una nave da guerra ormeggiata vicino all’isola di Kronstadt, dove si trova una struttura militare che ospita elementi della flotta russa nel Baltico. Gli ucraini hanno confermato di aver mandato i loro droni, anche Volodymyr Zelensky ha parlato dell’attacco come del successo “delle nostre sanzioni a lungo raggio”, mostrando un video in cui si vede la corvetta Bojkij prendere fuoco.

 

San Pietroburgo è la città di Vladimir Putin, ma in questi giorni è soprattutto la sede del Forum economico internazionale, la corte dei progetti economici, di influenza e di alleanze del Cremlino.

 

Per anni il Forum è stato chiamato la “Davos russa”, ha rappresentato un centro di potere, oggi è piuttosto un circolo di fedeltà nazionale e internazionale. […]

RAID DI DRONI UCRAINI SU SAN PIETROBURGO

 

Per Putin nella lista degli invitati ci sono l’influencer di estrema destra Candace Owens e soprattutto una delegazione americana guidata da Rodney Mims Cook, presidente della commissione per le Belle arti che sovrintende all’ampliamento della sala da ballo della Casa Bianca: era dal 2018 che gli Stati Uniti non partecipavano alla conferenza russa in modo ufficiale.

 

Se nemmeno la presenza degli americani ha fermato gli ucraini, è segno del fatto che Washington non è in grado di bloccare l’azione di Kyiv. Gli americani in Russia sono una buona notizia per Putin, come lo sono gli europei. A corteggiare il Cremlino è arrivato anche un buon numero di tedeschi, fra imprenditori, politici del partito di estrema destra AfD, e artisti. Dall’Italia, il più notato è stato l’ex sottosegretario Michele Geraci, più che altro per aver ostentato la sua presenza pubblicando la foto del suo lasciapassare in cui è qualificato in modo indebito come “rappresentante del ministero dello Sviluppo economico”, senza che svolga più alcuna mansione (poi il ministero ha fatto presto a dichiararsi estraneo alla partecipazione di Geraci).

MICHELE GERACI ALLA SPIEF - LA DAVOS RUSSA DI SAN PIETROBURGO

 

COMPLESSO DI RAFFINAZIONE DI PETROLIO A SAN PIETROBURGO COLPITO DAI DRONI UCRAINI

 

[…]  Il 9 maggio il capo del Cremlino temeva che l’Ucraina piombasse con i suoi droni sulla Piazza Rossa. Grazie a Trump ha avuto una parata in sicurezza, ma appena finito il cessate il fuoco di tre giorni, ha ripreso a bombardare l’Ucraina con intensità, costruendo attorno a questi attacchi la propaganda della vendetta, vendendo l’idea che si trattasse di azioni in risposta alle incursioni dei droni di Kyiv.

 

L’attacco a San Pietroburgo, dove giovedì sarà presente anche lui, darà a Putin ancora più fastidio di altri attacchi – è un colpo più personale dei precedenti, mostra una forza traballante dei russi agli occhi del mondo – ma il prossimo bombardamento che ordinerà contro Kyiv, Dnipro, Kharkiv o qualsiasi altra città, non sarà comunque una “vendetta”, ma la gestione consueta della sua guerra dal 2022. 

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