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CANTA CHE TI PASSA – CIMENTARSI CON LA VOCE È UN VERO ELISIR DI BENESSERE E PUÒ ESSERE CONSIDERATA UNA CURA NATURALE VISTO CHE FA LAVORARE MEGLIO I POLMONI, TONIFICA IL DIAFRAMMA E I MUSCOLI INTERCOSTALI, MIGLIORA LA RESPIRAZIONE E L'OSSIGENAZIONE DELL'ORGANISMO. PROPRIO PER QUESTO CANTARE RAPPRESENTA UNA TOCCASANA ANCHE PER IL CUORE E NON SOLO: AIUTA L’UMORE, RAFFORZA LA FIDUCIA IN SE STESSI E…

Daniela Uva per “il Giornale”

 

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Il primo a confermalo è stato Ippocrate. Il padre della medicina moderna già intorno al 400 avanti Cristo ipotizzò che musica e canto fossero veri e propri toccasana per la salute. Che fossero addirittura in grado di contrastare alcune malattie grazie alla loro capacità di stimolare il buonumore. Più di duemila anni dopo queste teorie sono state confermate.

 

E oggi modernissime ricerche scientifiche dimostrano che esiste un legame positivo fra canto, musica e benessere. Cimentarsi con la voce fa lavorare meglio i polmoni, tonifica il diaframma e i muscoli intercostali, migliora la respirazione e l' ossigenazione dell' organismo.

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Proprio per questo cantare rappresenta un elisir anche per il cuore: questa attività dilata i vasi sanguigni, permettendo al sangue di fluire meglio, e prevenendo così il rischio di ictus e infarti. Ma non finisce qui, perché i benefici sono davvero molto più numerosi.

 

AIUTO PER L' AUTOSTIMA «Ci sono vantaggi personali, come per esempio il miglioramento del tono dell' umore, del senso d' identità, e della capacità di individuazione di obiettivi conferma Diletta Ruggeroni, logopedista dell' ospedale Fatebenefratelli-Sacco di Milano -. Ma cantare ha anche l' effetto di rafforzare la fiducia in se stessi e nelle proprie tecniche vocali. Oltre che di rendere più intense le relazioni interpersonali e di far crescere l' inclusione sociale».

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Il segreto del canto sta proprio nella sua capacità di agire contemporaneamente sia sul piano emotivo sia su quello fisico, riequilibrando gli stati emotivi e regolando la respirazione e la consapevolezza del proprio corpo. «Questa attività può agire come potente facilitatore della comunicazione, della socializzazione e dell' integrazione prosegue l' esperta -. In questo modo migliora l' autostima, l' autorealizzazione e l' equilibrio».

 

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Come agisce concretamente questa disciplina? «Il canto è correlato a numerosi cambiamenti fisiologici prosegue Ruggeroni -. L' esperienza quotidiana suggerisce che cimentarsi con le note può dare energia e mettere in moto il corpo. I sistemi cardiocircolatorio e respiratorio sono impiegati durante il training canoro, permettendo il potenziamento dei muscoli respiratori e ottimizzando l' accordo pneumofonico, ovvero la corretta coordinazione tra respirazione e fonazione».

 

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Ma non finisce qui. «Per raggiungere una corretta respirazione costo-diaframmatica, indispensabile per il canto, è necessario raggiungere uno stato di quiete che inevitabilmente ha delle ricadute positive sul sistema cardiaco con una conseguente riduzione dei sintomi dell' ansia dice ancora la logopedista -. Inoltre il canto provoca cambiamenti nei neurotrasmettitori e negli ormoni, come l' aumento di ossitocina, immunoglobulina A ed endorfine, che migliorano la risposta immunitaria e aumentano la sensazione di felicità».

 

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COME UNA MEDICINA Proprio a partire da queste evidenze, alcune ricerche scientifiche sono riuscite a dimostrare che la combinazione fra canto e musica può contribuire a risolvere alcune patologie. «In effetti diversi studi hanno messo in luce come questa disciplina abbia portato importanti benefici in pazienti affetti da demenza, Alzheimer, morbo di Parkinson, broncopneumopatia cronica acquisita, patologie oncologiche, lesioni cerebrali acquisite, disturbi psichici, disfluenza e disturbi attentivi afferma Ruggeroni -. Ed è anche stato verificato il suo impatto positivo in pazienti portatori di protesi tracheoesofagea dovuta a un intervento chirurgico di asportazione della laringe».

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Insomma, cantare fa davvero bene. Sia che lo si faccia da soli sia che si decida di condividere l' esperienza all' interno di un coro. «Questa seconda scelta può avere particolari effetti benefici sulla qualità della vita dice l' esperta -. Il canto corale è propedeutico all' ascolto di sé e degli altri, ma ciò non impedisce di sperimentare il canto solista con esiti altrettanto positivi». Anche se si pensa di essere stonati. Perché i benefici prescindono dalla qualità del suono della voce.

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MUSICA DEL RESPIRO «Cantare offre a chiunque l' opportunità di raggiungere una maggiore consapevolezza del proprio respiro, del sé corporeo e dell' ambiente suggerisce l' esperta -. Le competenze musicali trascendono l' intonazione perché portano all' apprendimento di una struttura complessa quale la musica, paragonabile alla struttura del linguaggio».

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E non esiste un' età specifica per cominciare. «Cantare fa bene sempre, anche se bisogna tener presente che le caratteristiche della laringe cambiano con l' età, per questo è sempre bene affidarsi a un bravo insegnante», conclude Ruggeroni. Insomma, canta che ti passa non è solo un luogo comune. Ma una realtà, supportata dalla scienza. E in grado di migliorare la vita di chiunque.

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