abderrahim fakir

COME È MORTO DAVVERO ABDERRAHIM FAKIR? – È RISULTATO POSITIVO ALLA COCAINA IL PRIMO TEST TOSSICOLOGICO SUL 42ENNE MAROCCHINO, DECEDUTO A BOLOGNA DURANTE UN INTERVENTO DELLA POLIZIA. È STATA LA DROGA AD AMMAZZARLO? – L’AVVOCATO DELLA FAMIGLIA È SCETTICO: “SENZA QUELL'INTERVENTO, SENZA QUELLA COMPRESSIONE VIOLENTA E PROLUNGATA, FAKIR NON SAREBBE MORTO IN QUEL MODO E IN QUEL MOMENTO…” – VIDEO

Estratto da www.bolognatoday.it

 

ABDERRAHIM FAKIR

Il primo test sulla cocaina è risultato positivo, ma serviranno ulteriori accertamenti per stabilire quantità, tempi di assunzione e soprattutto l'eventuale incidenza della sostanza sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto il 19 luglio durante un intervento della polizia in via Svevo, al Pilastro di Bologna.

 

 A intervenire sui primi risultati dell'autopsia è Fabio Anselmo, avvocato che assiste i familiari di Fakir e che invita ad attendere gli esiti completi degli esami tossicologici prima di arrivare a conclusioni sulle cause del decesso.

 

"Il primo test sulla cocaina è positivo e sarà quindi necessario stabilire con precisione quantità, tempi e reale incidenza di quella sostanza - scrive il legale sui social - ma per qualcuno sembra già sufficiente per trasformarla nella spiegazione di tutto, cancellando ciò che è accaduto davanti a una telecamera".

ABDERRAHIM FAKIR

 

GLI ACCERTAMENTI TOSSICOLOGICI SULLA MORTE DI FAKIR

Le operazioni di accertamento tossicologico iniziano oggi, 3 settembre, e prevedono prelievi e analisi i cui risultati richiederanno diversi giorni. Secondo Anselmo, però, "c'è già chi, come avevo previsto fin dall'inizio, sembra aver deciso quale dovrà essere la causa della morte di Fakir: la cocaina".

 

[…] "Una conclusione pronta ancora prima degli accertamenti", attacca Anselmo, richiamando le immagini registrate durante l'intervento e le parole pronunciate da Fakir mentre si trovava a terra: "Non respiro, non respiro".

 

abderrahim fakir

ANSELMO: "RESTANO I SEGNI SULLA SCHIENA E LE LESIONI AI POLSI"

Nel suo intervento l'avvocato elenca poi una serie di elementi che, a suo giudizio, dovranno essere valutati per ricostruire quanto accaduto. Anselmo parla dei "segni drammatici sulla schiena", dei "colpi ricevuti durante quella compressione", dell'utilizzo ripetuto dello spray al peperoncino, di "una frattura allo stragalo" e delle "evidenti lesioni ecchimotiche ai polsi nella zona delle manette". […]

 

"DROGA O NON DROGA, SENZA QUELL'INTERVENTO NON SAREBBE MORTO IN QUEL MODO"

Anselmo richiama anche altri casi giudiziari italiani, citando le morti di Federico Aldrovandi, Riccardo Magherini e Stefano Cucchi, per sostenere che in passato la presenza di sostanze stupefacenti sia stata utilizzata, a suo giudizio, per orientare prematuramente la lettura di vicende complesse.

 

fakir

Ed è su questo punto che il legale formula la sua considerazione più netta: "Una cosa è certa e non è seriamente né onestamente possibile metterla in discussione: droga o non droga, senza quell'intervento, senza quella compressione violenta e prolungata, Fakir non sarebbe morto in quel modo e in quel momento". Si tratta, va precisato, della tesi sostenuta dall'avvocato della famiglia, mentre saranno gli accertamenti medico-legali e l'inchiesta a ricostruire le cause e le eventuali responsabilità per la morte del 42enne.

 

[…]  Particolare attenzione è stata riservata al filmato dell'intervento, nel quale si sente Fakir ripetere "non respiro". Proprio quelle immagini rappresentano uno degli elementi sui quali insiste la famiglia attraverso il proprio legale. Anselmo ribadisce che gli esami tossicologici sono un passaggio necessario e che la difesa dei familiari è pronta ad affrontarne i risultati, qualunque essi siano. "Siamo pronti ad affrontare anche questo passaggio - conclude - perché gli accertamenti scientifici devono servire a cercare la verità, non a costruire in anticipo una verità più comoda".

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