elly schlein goffredo bettini giuseppe conte

“CONTE? HA UN PROFILO DA STATISTA” – GOFFREDO BETTINI, OSPITE A “ADNTALKS”, SI CONFERMA INFATUATO DI “GIUSEPPI” CHE “HA SALVATO L’ITALIA” - NELL’INTERVISTA A “REPUBBLICA”, IL GRAN CIAMBELLONE DEM RIBADISCE LA LINEA FILO-CREMLINO SULL’UCRAINA: “SOSTENIAMO LA DIFESA DI KIEV, PERÒ DICO NO ALLE ARMI PER UNA GUERRA INFINITA” (E COME PENSA CHE SI DIFENDANO GLI UCRAINI, CON LE MAZZAFIONDE?) - "LA RUSSIA STA IN EUROPA E HA UN GRANDE BISOGNO DI UN RAPPORTO POSITIVO CON NOI. E ANCHE NOI NON POSSIAMO ROMPERE QUEL LEGAME. SAN PIETROBURGO È METÀ VENEZIA E METÀ PARIGI. BISOGNA PRENDERE L’INIZIATIVA, NON SOFFIARE SUI VENTI DI GUERRA…” – VIDEO

 

Da adnkronos.com

"Schlein ha tutte le possibilità di vincere contro la Meloni: è donna, è capo di un grande partito, un partito che ha risollevato e quindi tutte le carte in regola per vincere". Ad affermarlo Goffredo Bettini all'Adnkronos, intervistato dal direttore Davide Desario per AdnTalks. "Non riesco a capire questa preferenza" che si dice abbia Giorgia Meloni nel preferire Elly Schlein come avversaria.

goffredo bettini adntalks

 

"Conte ha altre caratteristiche. M5S è un partito più piccolo, però ha diciamo un profilo di governo, persino di statista e diciamoci le cose come stanno perché ha governato con noi salvando l'Italia sia sul piano economico" per il fondi del Pnrr che "sono stati conquistati e combattuti da Conte e poi sulla questione Covid".

 

 

GOFFREDO BETTINI

Francesco Bei per repubblica.it - Estratti

Quando si discute su come tenere insieme l’alleanza di centrosinistra, conviene bussare alla porta di Goffredo Bettini, tra i primi a credere all’intesa con i cinque stelle anche quando non sembrava possibile.

 

goffredo bettini giuseppe conte foto lapresse

In Italia c’è ancora spazio per un terzo nome oppure le primarie per la leadership sono inevitabili?

«Penso che, giunti a questo punto, siano inevitabili».

 

 

(…)

 

Si è discusso se limitare la corsa ai due leader maggiori oppure allargare ad altri. La sua idea?

«Francamente penso sia importante evitare il confronto a due. Primo perché renderebbe più radicale la contrapposizione, e poi perché resto convinto della necessità che, oltre alla sinistra, si organizzi un’area di democratici, liberali, socialisti e civici che non votano i partiti esistenti. Andare alle primarie senza la rappresentanza di quest’area di centro, riduce le possibilità di sviluppo che tutta la coalizione ambisce ad avere».

goffredo bettini adntalks

 

Affrontiamo l’elefante nella stanza: Renzi dentro o fuori?

«Renzi deve stare dentro il nostro campo. Perché abbiamo bisogno di tutti e nessuno può assumersi la responsabilità di dire no, di fronte a una prova così decisiva come la costruzione dell’alternativa alla destra. E poi, diciamocelo, Renzi in questi anni ha fatto un’opposizione a Meloni limpida ed efficace».

 

 

Per Giuseppe Conte resta inaffidabile. Come superare questa obiezione?

«Conte ha anche detto che, se il maggiore partito si sente di “governare” questa presenza, e di garantire sulla sua affidabilità, a lui sta bene. Non ha posto una pregiudiziale».

 

Ma se le primarie dovesse vincerle Conte, non sarebbe un evento distruttivo per la leadership di Schlein e per lo stesso Pd?

alessandro onorato goffredo bettini giuseppe conte foto lapresse

«Si sta dando un’importanza eccessiva, ossessiva e distraente alla scelta del leader. È un cedimento culturale e politico allo schema plebiscitario di Meloni. Noi combattiamo quel modello, va smitizzata la figura del leader. Consiglio di non spendere eccessivi entusiasmi ed energie per rafforzare la propria mattonella, perdendo di vista l’obiettivo».

 

Rifaccio la domanda: che succede se vince Conte?

«Chiunque vinca dovrà rappresentare tutti. Conte ha saputo dirigere un governo di coalizione che ha salvato l’Italia. E il Pd, con la sua segreteria che lo ha risollevato, sarà comunque determinante e protagonista in qualsiasi scenario.

 

Concentrarsi sulla questione del leader è in contraddizione con il modo in cui dovremmo andare alle elezioni: come una squadra, con un programma comune, con l’aspirazione a costruire un’Italia diversa, con solidarietà e, posso dirlo, con empatia tra di noi. Questo chiede la nostra gente».

goffredo bettini adntalks

 

Ci riusciranno?

«Penso che chi vinca saprà avere questo respiro, non vedo pericoli di spaccatura del Pd, né una riduzione della sua capacità politica, se non diamo alle primarie un carattere definitivo».

 

Tutti sono convinti che non sarà un problema raggiungere l’accordo sul 99 per cento del programma. Resta quell’un per cento e si chiama Ucraina. E rischia di far saltare tutto.

«Confermo, sul 99 per cento il programma l’abbiamo già condiviso, abbiamo condotto lotte insieme e proposto progetti di legge unitari in Parlamento e politiche comuni nella società.

 

Sull’Ucraina la mia idea è questa: abbiamo fatto benissimo ad aiutare Kiev dopo l’aggressione criminale di Putin, ma da subito avremmo dovuto pronunciare una parola semplice, chiara, base di ogni altra cosa: pace e ancora pace. Invece le classi dirigenti di Bruxelles hanno parlato di vittoria finale sulla Russia, persino mettendo in conto un conflitto atomico».

goffredo bettini davide desario adntalks

 

 

«Io dico sosteniamo la difesa dell’Ucraina, però no alle armi per una guerra infinita».

 

Persino un amico di Putin, Donald Trump, non riesce a farsi ascoltare. Ci possiamo riuscire noi europei?

«Sì, perché la Russia sta in Europa e ha un grande bisogno di un rapporto positivo con noi. E anche noi non possiamo rompere quel legame. San Pietroburgo è metà Venezia e metà Parigi. Bisogna prendere l’iniziativa, non soffiare sui venti di guerra».

 

Il problema è che i cinque stelle dicono, come Vannacci e Salvini, stop alle armi. E votano anche in Europa come Vannacci…

elly schlein goffredo bettini foto lapresse

«Finché l’Europa mantiene questa torsione, mandare armi significa alimentare una guerra che cresce su se stessa. Capisco la preoccupazione dei 5s e Conte sta in una logica completamente diversa da Vannacci. Se, come Italia, riuscissimo a cambiare la posizione europea e si avviasse una trattativa diplomatica, l’invio di armi difensive sarebbe un modo per non sguarnire l’Ucraina in vista di una conferenza di pace. Ma l’obiettivo finale deve essere una Ucraina neutrale, che la Russia non senta come una minaccia esistenziale. Dunque fuori dalla Nato e dentro l’Ue».

goffredo bettini giuseppe conte foto lapressegiuseppe conte francesco rutelli goffredo bettini roberto gualtieri foto mezzelani gmt024roberto gualtieri - stefano bonaccini - giuseppe conte - enrico gasbarra - goffredo bettiniMANFREDI BETTINI CONTE FICOgoffredo bettini adntalks

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?