milano baby gang

"A TORINO ABBIAMO LE PALLE PIENE DEI TERRONI" - TRE VENTENNI COJONCELLI HANNO PESTATO UN LORO COETANEO CHE, DA AGRIGENTO, SI E' TRASFERITO IN PIEMONTE PER LAVORO (BENTORNATI ANNI SESSANTA, QUANDO I "TERRONI" VENIVANO DISCRIMINATI NELLE CITTA' DEL NORD-ITALIA) - IL GIOVANE AGGREDITO HA PERSO I SENSI: "MI SONO RITROVATO IN UN LAGO DI SANGUE E CON UNA DOPPIA FRATTURA ALLA MANDIBOLA" - IL COLMO È CHE, PRIMA CHE LA RISSA INIZIASSE, DUE DEI TRE AGGRESSORI HANNO CONFESSATO ALLA LORO "VITTIMA" CHE UNO HA ORIGINI DI CERIGNOLA MENTRE L'ALTRO E' META' CAMPANO E META' ROMENO...

Estratto dell'articolo di   Federico Gottardo per "la Repubblica – Edizione Torino"

 

aggressione 5

«A Torino abbiamo le palle piene dei terroni». Quando si è sentito dire questa frase da un ragazzo poco più giovane di lui, Roberto ha pensato a una battuta. Credeva che il gruppetto di tre ventenni, a pochi passi dal campus Einaudi, volesse scherzare sulle sue origini meridionali. Invece erano serissimi.

 

Tanto da tirargli prima uno schiaffo, poi pugni e calci che gli hanno fatto perdere i sensi in mezzo alla strada: «Non ricordo più nulla dei momenti successivi – ripercorre ora la vittima, che ha 26 anni, è di Agrigento e vive a Torino da otto mesi –. Mi sono ritrovato in un lago di sangue e con una doppia frattura alla mandibola».

 

terroni

[...] «Erano le 2 e mezza di notte, ho passato la serata alle “Panche” di via Reggio con un’amica – ricostruisce Roberto, impiegato di banca dopo la laurea in Economia a Palermo –. Volevamo andare a mangiare qualcosa in un locale di via Catania, sapendo che fanno cucina meridionale. Ma non ricordavamo la strada, così abbiamo chiesto informazioni a quel gruppo».

 

E sono subito partiti gli insulti: «Abbiamo detto di essere siciliani e uno di loro ha iniziato a dire che siamo “ignoranti” e “analfabeti”. Io sono stato al gioco e gli ho detto che probabilmente anche lui aveva origini meridionali, come tantissimi torinesi. Infatti mi ha risposto che i suoi nonni erano di Cerignola mentre un altro ha aggiunto di avere origini campane e romene».

 

aggressione 3

Pochi istanti dopo, però, il clima scherzoso è sparito ed è iniziato il pestaggio: «Dopo che ho ripreso i sensi, mi sono ritrovato in un lago di sangue. Sono arrivati prima gli addetti alla sicurezza delle Panche, poi i carabinieri e l’ambulanza. Mi hanno portato all’ospedale Maria Vittoria e mi hanno messo otto punti in testa». Il danno più grave è emerso solo in seguito:

 

«Dopo cinque giorni, avevo ancora male e sono andato alle Molinette: mi hanno diagnosticato la doppia frattura alla mandibola, sono stato operato. Ora mi sto riprendendo ma provo tanta rabbia: all’inizio ho detto ai miei genitori che ero caduto dalla bici perché non volevo che si preoccupassero. Poi ho raccontato tutto: mio padre è un uomo forte, non l’avevo mai visto così abbattuto. Non aveva la forza di parlare». [...]

aggressione 4

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