“ABBIAMO APPENA INIZIATO, IL 24 OTTOBRE SARÀ UN ALTRO SABATO DI FUOCO” – NELLE CHAT DEI RIVOLTOSI E DEI NEOVANDALI MINORENNI CI SI DA’ APPUNTAMENTO IN PIAZZA PER “IL SECONDO ROUND” SABATO PROSSIMO: “FAREMO DI PEGGIO, SARA’ UNO SCENARIO DI GUERRA” – “SPACCHIAMO TUTTO, CI SARANNO UN BOTTO DI VETRI E ROBE IN GIRO, TUTTI COMPATTI SOTTO LE AGENZIE DELLE ENTRATE, I COMUNI, I TRIBUNALI”. SI RISCHIANO SCONTRI IN PIAZZA VISTO CHE NEOFASCISTI E SCERIFFI DEL WEB SONO PRONTI A FARSI GIUSTIZIA DA SOLI CONTRO I MARANZA - MOLTI I PROCLAMI FAKE: CREMONA PARALIZZATA ORE DA UN FALSO ALLARME…
Viola Giannoli per repubblica.it - Estratti
«Il 17 ottobre? Era un assaggio». «È solo l’inizio e faremo di peggio». «Prepariamoci a un sabato di fuoco». «Sarà uno scenario di guerra». «Beh, speriamo». Nelle chat di Telegram, tra i messaggi criptati di Session e i commenti dei video di TikTok, le maschere antigas si alternano alle scene del videogioco sparatutto Fortnite, le barricate si danno il cambio con i negozi saccheggiati di Milano.
Se il 17 è stato l’antipasto, sui social la promessa è che il 24 ottobre, con una rabbia rinfocolata «dalla repressione dei decreti del governo», si terrà «il secondo round». Guidato sì da un malessere sociale, ma di nuovo imprevedibile, in gran parte spontaneo, senza un obiettivo preciso né una regia comune. Anzi, stavolta peggio: nelle stesse piazze si temono interessi opposti.
Quella data cerchiata di rosso è anzitutto un trend, il contenitore unico di istanze, allarmi, mobilitazioni vere o fake che siano. «Spacchiamo tutto, ci saranno un botto di vetri e robe in giro», si legge nei gruppi whatsapp. «Vi aspettiamo raga, casino», è la schermata di TikTok sopra una strada in fiamme. «Basta spaccare — posta un altro — gli scontri con la polizia sono sufficienti, faremo come Atena con il fuoco». No, «tutti compatti sotto le Agenzie delle entrate, i Comuni, i tribunali», è la chiamata di chi è pronto a «pretendere ciò che ci spetta» per i «salari da fame mentre i prezzi raddoppiano».
È soprattutto sulla piattaforma virale dei giovanissimi che ribollono i commenti di una marea multiforme e girano a decine volantini, grafiche, locandine. «Fermiamoli», dicono al governo. «Facciamoci sentire», riscaldano la piazza. Sono quasi tutte uguali, quasi tutte Ai slop, poltiglia digitale. Dietro ci sono sigle di movimenti inesistenti — “Studenti uniti” — o di gruppetti di cui s’era persa la memoria — il triestino No Green Pass “La gente come noi”.
C’è anche chi prova a organizzarsi con gruppi di comunicazione, assemblee web, manuali di pratiche di piazza, team legali o sanitari. Chi convoca piazze pacifiche per evitare che le ragioni della protesta — «il caro-vita, il caro-affitti, i salari bassi, la precarietà» — vengano oscurati.
Scontri a Milano durante manifestazione contro il caro vita - foto lapresse
Sui manifesti del neonato “Movimento 17 ottobre” non c’è una sola data, ma tante: ogni sabato, come fu per Gaza. C’è un orario: le 15. E ci sono decine di città: Roma, Torino, Milano, Bologna, Padova, Trieste, Rimini, Napoli, Firenze. Per ognuna c’è un simbolo: una falce, un martello, un carro, un arpione. Ricordano la jacquerie, la rivolta contadina francese del 1358. Segno che c’è la mano di qualcuno che i movimenti sociali e il loro immaginario li conosce eccome. (...)
Sono nati all’improvviso per provare a capitalizzare le mobilitazioni prima ancora che a organizzarle e per ora muovono qualche centinaio di persone. Come “Italia in piazza”, altro gruppo che si autonarra spuntato dal nulla di TikTok. Sono loro ad aver dato il preavviso alle questure per cortei pacifici ma come già è stato il 17 ottobre chi scenderà in strada il prossimo sabato non lo farà per aderire a un movimento ma perché sa, e vedrà da TikTok, che lì troverà altra gente a cui unirsi nella protesta o nella battaglia. Se solo a Roma di piazze se ne contano tre, «sceglieremo in base a quel che leggeremo nelle chat», scrivono su whatsapp.
minorenni e maranza saccheggiano negozio decathlon a milano 11 foto lapresse
Sono le stesse chat dove nelle scorse ore si è auto-alimentato un tam tam di manifestazioni violente fasulle (Pavia), caccia agli stranieri (Milano), stupri su studentesse (Verona). Falsi, gravissimi, allarmi conditi da audio concitati e foto di armi che hanno seminato il panico, creato il deserto. Decine di poliziotti a Cremona sono rimasti a presidiare cortei fantasma, stazioni e scuole. A Ravenna i banchi si sono svuotati per il terrore di violenze sessuali. Anche per Como girano screenshot che terrorizzano i commercianti: sondaggi per scegliere quale negozio assaltare.
milano vandalizzata e saccheggiata manifestazioni e proteste contro il caro vita 35 foto lapresse
milano, vetrine sfondate e negozi vandalizzate 19 foto lapresse
milano vandalizzata e saccheggiata manifestazioni e proteste contro il caro vita 34 foto lapresse
minorenni e maranza saccheggiano negozio decathlon a milano 10 foto lapresse
minorenni e maranza saccheggiano negozio decathlon a milano 7 foto lapresse

