giancarlo giorgetti economia pil prodotto interno lordo inflazione crescita

AIUTO, MI SI È RISTRETTO IL PIL! – LA GUERRA DEL GOLFO SCATENATA DALL’“AMICO” TRUMP SI ABBATTE SUI CONTI PUBBLICI ITALIANI: GIORGETTI METTE LE MANI AVANTI E FA SAPERE CHE “SE IL CONFLITTO DOVESSE PROTRARSI GLI EFFETTI NEGATIVI SULLA CRESCITA POTREBBERO ESTENDERSI OLTRE IL BREVE PERIODO” –L’OCSE RIVEDE AL RIBASSO LA CRESCITA DEL NOSTRO PAESE: SARÀ DELLO 0,4% NEL 2026, OVVERO 0,2 PUNTI IN MENO RISPETTO ALLA PRECEDENTE STIMA – PER BLOOMBERG E PER CONFINDUSTRIA IL PIL ITALIANO QUEST’ANNO SI FERMERÀ ALLO 0,5% – L'ALLARME DELL'OCSE PER IL RISCHIO INFLAZIONE IN EUROPA...

OCSE, PIL EUROZONA IN FRENATA ALLO 0,8% IN 2026, PESA L'AUMENTO DEI PREZZI ENERGETICI

Ocse - outlook economico

(ANSA) - PARIGI, 26 MAR - La crescita dell'eurozona dovrebbe "contrarsi dall'1,4% del 2025 allo 0,8% del 2026 a causa dell'aumento dei prezzi dell'energia che pesano sull'attività" economica, prima di "ripartire all'1,2% nel 2027": è quanto si legge nelle Prospettive economiche intermedie dell'Ocse presentate oggi a Parigi.

 

Sempre secondo l'Ocse, "se la politica espansionistica in Germania sosterrà la crescita,soprattutto nel 2027, una politica di bilancio più restrittiva rappresenterà un ostacolo in Italia in Francia.

 

Inoltre, la stretta di bilancio prevista e l'aumento dei prezzi dell'energia dovrebbero pesare sull'attività nel Regno Unito, anche se l'impatto verrà limitato dal taglio dei tassi l'anno prossimo e la crescita del Pil passerà dallo 0,7% del 2026 all'1,3% del 2027", sostiene l'Ocse.   

 

La crescita del Pil mondiale dovrebbe rallentare al 2,9% nel 2026, prima di risalire al 3% nel 2027. Secondo l'organismo internazionale, ''l'aumento dei prezzi dell'energia e la natura imprevedibile del conflitto in Medio Oriente faranno aumentare i costi e ridurranno la domanda".

 

OCSE, SE LA GUERRA SI PROTRAE RISCHI PER CRESCITA MONDIALE E INFLAZIONE

INFLAZIONE

(ANSA) - PARIGI, 26 MAR - "Se persiste, il conflitto" in Medio Oriente "peserà sulla crescita mondiale e farà aumentare l'inflazione": è quanto si legge nelle Prospettive economiche intermedie dell'Ocse presentate oggi a Parigi. Inoltre, secondo l'organismo internazionale, "ogni misura pubblica per ammortizzare l'impatto dell'aumento dei prezzi energetici dovrebbe essere ben mirata su coloro che hanno più bisogno".

 

Agli Stati membri viene inoltre suggerito di "conservare gli incentivi" e "ridurre il consumo energetico". Sul più lungo termine, l'Ocse suggerisce di moltiplicare le misure per "migliorare l'efficacia energetica al livello nazionale e ridurre la dipendenza rispetto ai combustibili fossili importati". Passi necessari, sottolinea l'organizzazione, per "consentire ai Paesi di ridurre la loro esposizione alle tensioni geopolitiche future".

 

L'OCSE TAGLIA LE STIME DI CRESCITA DELL'ITALIA, 0,4% IN 2026, 0,6% IN 2027

Ocse - outlook economico

(ANSA) - PARIGI, 26 MAR - L'Ocse taglia le stime di crescita dell'Italia: secondo le Prospettive economiche intermedie presentate oggi a Parigi, la crescita dell'Italia sarà dello 0,4% nel 2026, 0,2 punti in meno rispetto al precedente Economic Outlook di dicembre.

 

Per il 2027, l'organismo internazionale prevede una crescita italiana allo 0,6%, equivalente ad un taglio di 0,1 punti rispetto alle stime di dicembre. L'inflazione dell'Italia dovrebbe crescere dall'1,6% del 2025, al 2,4% del 2026. Secondo l'Ocse l'inflazione del nostro Paese sarà di 0,7 punti superiore rispetto a quanto indicato nelle precedenti stime.

 

MEF È ALLARME CRESCITA

Estratto dell’articolo di Francesco Manacorda per “la Repubblica”

 

GIANCARLO GIORGETTI - APPROVAZIONE DELLA MANOVRA AL SENATO - FOTO LAPRESSE

Allarme Pil. Se la guerra in Medio Oriente «dovesse protrarsi - scrive il Mef nel suo programma di emissione di titoli di Stato - gli effetti negativi sulla crescita potrebbero estendersi oltre il breve periodo, con un impatto più persistente sia sulle condizioni di approvvigionamento energetico sia sulla fiducia di imprese e consumatori».

 

Di quanto potrebbe ridursi la crescita del Pil rispetto a una già anemica stima dello 0,7% per l'intero 2026, il ministero dell'Economia ancora non lo dice, rimandando per la previsione esatta al Documento di Finanza pubblica che arriverà ad aprile.

 

CHRISTINE LAGARDE - BCE - INFLAZIONE

Ma c'è un valore che già circola, ed è quello di una crescita limitata allo 0,5%. Lo cita l'agenzia Bloomberg come limite più basso a cui il governo potrebbe adeguare le sue previsioni; lo ipotizza già - nero su bianco - Confindustria nelle sue previsioni di primavera.

 

Il conflitto in corso, in particolare per i suoi effetti sui prezzi dell'energia, preoccupa del resto anche la Bce, che indica adesso una disponibilità a muoversi decisa se l'inflazione dovesse riaccendersi: «Non saremo paralizzati dall'esitazione», dice infatti la presidente Christine Lagarde in un discorso pubblico.

 

CHRISTINE LAGARDE AL WORLD ECONOMIC FORUM DI DAVOS - FOTO LAPRESSE

«Siamo pronti, se necessario, ad apportare cambiamenti alla politica monetaria in qualsiasi riunione», spiega la presidente, con un significativo cambio di tono rispetto alle ultime dichiarazioni. Ma subito dopo aggiunge la clausola che tiene insieme prudenza e interventismo: «Non agiremo prima di avere informazioni sufficienti sull'intensità e durata dello shock».

 

[…]

 

Pur ribadendo che l'obiettivo di una crescita dei prezzi al 2% annuo resta la bussola su cui orienterà ogni sua mossa, la Bce si tiene aperte tre strade: ignorare uno shock temporaneo, intervenire in modo graduale se l'inflazione supera il target ma senza radicarsi nell'economia, oppure stringere in modo deciso se la deviazione diventa strutturale.

 

CARRELLO DELLA SPESA - AUMENTO PREZZI

È una griglia che nasce dall'esperienza recente ma che oggi deve essere applicata a un contesto ancora largamente incerto. Incertezza è infatti la parola chiave. Perché i dati disponibili, ammette la stessa Lagarde, sono ancora insufficienti. Le navi di gas partite dal Golfo stanno arrivando ora in Europa: significa che «siamo solo agli inizi dell'impatto» dello shock energetico […]

GIANCARLO GIORGETTI

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)