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È STATO IL CROLLO DI UN GHIACCIAIO LA CAUSA DELL’ESONDAZIONE CHE HA PROVOCATO ALMENO 162 MORTI E CENTINAIA DI DISPERSI TRA NEPAL E TIBET. LO HA CONFERMATO L’ENTE STATUNITENSE L'US GEOLOGICAL SURVEY, SECONDO CUI IL CROLLO HA COMPORTATO UN EVENTO SISMICO DI MAGNITUDO 5.2 "CHE HA CAUSATO UNA COLATA DI DETRITI A VALLE CON CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER LE COMUNITÀ" – SECONDO LA CINA SONO ALMENO 260 GLI STRANIERI IRREPERIBILI, IL GOVERNO NEPALESE PARLA DI  468 TURISTI IRRAGGIUNGIBILI – L’ONDA DI FANGO HA SPAZZATO VIA INTERI VILLAGGI AL CONFINE TRA I DUE PAESI. LA CINA FATICA A INVIARE SOCCORSI PER LE DISTANZE E GLI ALMENO OTTANTA PONTI SGRETOLATI – VIDEO

 

 

NEPAL: USGS, ALLUVIONE CAUSATA DA CROLLO DI UN GHIACCIAIO

ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET

(LaPresse/AP) - L'US Geological Survey ha confermato che è stato il crollo di un ghiacciaio la causa dell'alluvione che ha provocato almeno 162 morti e quasi mille dispersi tra Nepal e Tibet. Il crollo, sottolinea l'ente statunitense, ha comportato un evento sismico di magnitudo 5.2 "che ha provocato una colata detritica a valle con conseguenze catastrofiche per le comunità". 06:10 27-08-2026

 

CINA, '558 PERSONE IRREPERIBILI DOPO ALLUVIONE TIBET-NEPAL, 260 STRANIERI'

ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET

(ANSA) - PECHINO, 27 AGO - Le autorità cinesi hanno riferito che 260 delle 558 persone ancora disperse dopo una frana al confine tra Nepal e Tibet sono cittadini stranieri, secondo quanto riportato dalla Cctv.

 

Le statistiche preliminari mostrano che, a stamattina, "558 persone risultavano ancora disperse, tra cui 260 cittadini stranieri", ha riferito la Cctv, citando funzionari locali intervenuti durante un briefing in Tibet.   

 

Il Nepal ha riferito che 468 turisti e viaggiatori, tra cui 393 stranieri, risultavano ancora irreperibili. "Circa 468 turisti e viaggiatori sono irreperibili, tra cui 75 nepalesi", ha dichiarato ad Afp Suraj Ghimire, portavoce del Dipartimento del Turismo.    I due bilanci sono riferiti separatamente dalle autorità nepalesi e cinesi e non è al momento possibile stabilire se siano distinti o se alcune persone siano conteggiate in entrambi.

 

L'ONDA DI FANGO, POI IL CAOS: MORTI E DISPERSI IN NEPAL

Estratto dell’articolo di Andrea Nicastro per il “Corriere della Sera”

 

ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET

Nel parcheggio sulla riva destra del fiume ci sono tre camper, due furgoni e 12 autobus. Sono di quelli extra lusso, 50 posti, con bagno e aria condizionata per far viaggiare comodi i turisti stranieri. Il piazzale è sul tetto di una struttura moderna, in cemento armato, con posti auto anche all’interno che si conclude con un palazzo di sei piani. Sulla strada che corre parallela al fiume aspettano in coda una decina di tir e almeno una dozzina di auto.

 

La valle è stretta, verdissima e il fiume ha il colore del metallo fuso. Sarà colpa delle piogge, viene da pensare. La sovrascritta in ideogrammi dice che è la dogana di Gyirong tra Nepal e Cina, il principale valico commerciale che da Kathmandu porta verso il Tibet.

 

[...] Di strano ci sono solo quaranta, cinquanta persone che corrono verso il fondo valle. Corrono, non cercano di salire in auto, non entrano in un portone. Corrono. Non hanno ancora capito che cosa sta per succedergli. Argini inutili È questione di secondi.

 

ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET

Una nuvola grigia entra nell’obiettivo. È più alta di tutti gli edifici costruiti dall’uomo. Sembra vapore, ma è acqua, fango, rocce. Saltano i tombini, gli autobus vengono spinti indietro, uno contro l’altro, come giocattoli. Per aria volano pietre grandi come motociclette. Il grigio dell’onda sommerge tutto.

 

È una massa d’acqua completamente fuori scala. Se il palazzo era di sei piani quell’onda è alta quattro volte di più. Non c’è salvezza possibile. L’onda travolge, abbatte, spazza via, trasporta camion, autobus, forse case che erano a monte.

 

ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET

La Natura mostra la sua forza, rende ridicoli argini, muri di contenimento, massicciate. Ne circolano tanti di video così online. Sono la testimonianza della strage di ieri nella regione himalayana, a cavallo tra Nepal e Tibet, che è una provincia cinese. I numeri della tragedia sono provvisori, ma destinati a diventare ancora più spaventosi. Tanti i turisti stranieri dispersi.

 

Decine le compagnie di trekking che hanno denunciato di aver perso i contatti con i gruppi in viaggio. Il bilancio provvisorio indica quasi 200 vittime recuperate e 600 dispersi.

 

ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET

[...] La realtà è che interi villaggi sono stati spazzati via lungo diverse vallate dai due lati del confine e il numero degli abitanti cinesi e nepalesi non è inserito in quello dei dispersi. Distrutta anche una centrale idroelettrica che avrebbe dovuto entrare in funzione proprio in questi giorni.

 

La Cina fatica a inviare soccorsi per le distanze e gli almeno ottanta ponti sgretolati. Dal Nepal si sono mossi gli elicotteri privati di salvataggio che di solito operano sull’Everest o sul K2, e che sono di base nella capitale Kathmandu. Un contributo minuscolo ai soccorsi: ieri notte avevano trasportato in città 14 feriti. I soccorsi via terra sono rallentati dalla distruzione delle strade e dal rischio di altri smottamenti.

 

Oltre cento i turisti indiani irrintracciabili. Al momento sono il gruppo più numeroso dei 466 stranieri segnalati come dispersi da 26 Paesi. C’è un numero imprecisato di cinesi, 45 americani, 33 britannici, olandesi, tedeschi, francesi, messicani, brasiliani.

 

ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET

Dei 90 italiani registrati dalla Farnesina in Nepal o in Tibet solo due erano nell’area colpita dall’inondazione. Per fortuna erano in una posizione elevata con la loro guida e non hanno subito danni. Si sta cercando di evacuarli.

 

L’area coinvolta è vastissima e corre lungo il confine tra Nepal e Cina. L’hanno chiamata alluvione lampo. Sulle cause ci sono molte ipotesi. Per la conferma bisognerà aspettare che i fumi e i vapori si diradino e i satelliti possano fotografare l’area colpita. Al momento l’ipotesi più accreditata dai ricercatori dei due lati del confine parla di un ghiacciaio che si è spezzato in due per le temperature elevate.

 

ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET

La massa di ghiaccio è scivolata in basso provocando una valanga che ha bloccato il corso del fiume Bhote Koshi. Il geologo canadese Dan Shugar ha notato ieri mattina su immagini satellitari che la porzione più bassa di un ghiacciaio a 5.200 metri era precipitata a valle per quattromila metri. Lì avrebbe creato una diga che ha trattenuto per qualche ora un’enorme massa d’acqua. A quel punto la frana ha ceduto liberando la sua forza distruttrice.

 

OrL’ipotesi preliminare citata dal ministro degli Esteri nepalese Shishir Khanal punta il dito invece su un terremoto di magnitudo 4,4 registrato in Tibet alle 8.37 locali, le 4 del mattino in Italia. Il Us Geological Survey ha localizzato l’epicentro a circa 10 chilometri di profondità, 77 chilometri a nord-ovest della località nepalese di Kodari, 20 chilometri dal confine. Sarebbe stata la scossa tellurica e non il surriscaldamento globale a provocare la grande frana e quindi l’inondazione arrivata a valle proprio dopo le 9, appena mezz’ora dopo.

 

ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET

Le due ipotesi non si contraddicono e possono essere complementari. Il terremoto potrebbe aver dato il colpo finale a una massa di ghiaccio resa meno stabile dalle temperature anomale. In 30 anni, i ghiacciai himalayani hanno perso un terzo della loro estensione. [...]

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