APPENA È SCOPPIATO IL ROGO, "LE CONSTELLATION" SI È TRASFORMATO IN UNA CAMERA A GAS - MOLTE DELLE 40 VITTIME SONO MORTE A CAUSA DEI FUMI TOSSICI EMANATI DAI PANNELLI DEL CONTROSOFFITTO: LE FIAMME HANNO SPRIGIONATO IL CIANURO DI IDROGENO, UNA SOSTANZA LETALE - IN UN AMBIENTE CHIUSO COME IL SOTTERRANEO DEL LOCALE, QUEI FUMI HANNO FATTO PERDERE CONOSCENZA ALLE VITTIME IN POCHI SECONDI - TUTTO QUELLO CHE NON TORNA NEGLI INTERROGATORI DI JACQUES E JESSICA MORETTI, PROPRIETARI DEL LOCALE DI CRANS-MONTANA - IL "FIGLIOCCIO" DELLA COPPIA, FIDANZATO DELLA CAMERIERA CON IL CASCO CYANE ACCUSATA DI AVER SCATENATO L'INCENDIO, DIFENDE I MORETTI: "GLI ESTINTORI NON MANCAVANO"
?? Jacques Moretti, gérant du bar incendié de #CransMontana , a été placé en détention pour le motif impérieux suivant : compte tenu de ces antécédents judiciaires en France et un risque de fuite avéré.
Ce qui est le plus choquant et inadmissible, c’est la liberté de sa femme… pic.twitter.com/p9WgR86GJh
— anto(M)???? (@antoningosse60) January 9, 2026
1 - LE LACRIME (E LE BUGIE) DI JESSICA I PANNELLI IN FIAMME? ERANO VELENOSI
Estratto dell'articolo di Massimiliano Nerozzi per il “Corriere della Sera”
cyane panine con le bottiglie con le candele nel bar le constellation 1
Tiene a lungo gli occhiali scuri anche in casa Jessica Maric, bisbigliano i pochi che ne hanno qualche notizia a Lens, neppure cinquemila abitanti a dieci minuti di macchina da Crans-Montana: «Non vuole far vedere ai figli che mamma piange sempre»; a quei due bambini di 4 anni e mezzo e di 10 mesi dai quali tornò quella notte, poco dopo la tragedia, riprendendoli alla babysitter.
Non è agli arresti domiciliari, ma è come se lo fosse madame Moretti, continuando a macerarsi tra le lacrime: «Non volevo fare del male a nessuno», ripete. «Pensa a tutti quei ragazzi morti e ai tanti feriti, non si dà pace», riferisce chi la conosce. E ancora: «È distrutta e non sa più che fare».
Per questo, ribadisce di «voler collaborare e di aver detto la verità ai magistrati». Ha un’altra convinzione: non è vero che non ha fatto nulla, in mezzo a quell’Apocalisse. «Ho subito gridato di lasciare il locale», si è giustificata con chi conosce. L’ha urlato, sostiene: «Tutti fuori! E poi ho chiamato i soccorsi».
cyane panine con le bottiglie con le candele nel bar le constellation 2
Eppure, alcune sue parole messe a verbale si sono rivelate uno scaricabarile. Come quando ha sostanzialmente dato la colpa alla povera Cyane Panine, 24 anni, cameriera, «la ragazza con il casco» che, con champagne e fuochi d’artificio in mano, e sulle spalle di un collega, avrebbe involontariamente innescato il rogo: «L’ha fatto di sua iniziativa», letterale. Una versione demolita però dalla testimonianza di Camille C., 20 anni, amica di Cyane ed ex cameriera de «Le Constellation»: le bottiglie di champagne con le fontanelle, il casco, le maschere, sono cose che «ci ha chiesto Jessica».
Non solo a Cyane, ma pure a Camille, passata nel locale solo per augurare il buon anno all’amica del cuore. Avevano altre informazioni anche Jerome e Astrid, i genitori della vittima: «Quella sera Cyane doveva accogliere i clienti al piano terra, non servire le bottiglie ai tavoli». [...]
Sembra aver detto bugie anche Jacques Moretti, pure a proposito dei pannelli fonoassorbenti, «messi durante la ristrutturazione di dieci anni fa». Difficile, sostiene davanti agli investigatori, sia quella la causa del rogo: «È da dieci anni che facciamo questa cosa con gli sparklers (le fontanelle, ndr ) e non c’erano mai stati problemi. Può essere che siano stati quelli, non è impossibile». Però: «Per me non erano abbastanza potenti da incendiare la schiuma acustica: avevo fatto dei test». Eppure, il titolare di quei materiali nulla sapeva di preciso:
«Non conosco il nome specifico di questa schiuma, si tratta di schiuma acustica standard». Quella che, secondo le prime valutazioni degli investigatori, ha finito per trasformare il lounge-bar in una camera a gas. Perché la combustione dei pannelli ha prodotto fumi estremamente tossici, come monossido di carbonio e, soprattutto, acido cianidrico ( alias , cianuro di idrogeno). Si tratta infatti di uno dei prodotti più letali della combustione di materiali contenenti azoto, come il poliuretano, indiziato per essere uno dei componenti dei pannelli.
L’ipotesi è che, in un ambiente chiuso e presto saturo come il sotterraneo del locale, quei fumi abbiano fatto perdere conoscenza alle vittime in pochi secondi, sabotando l’ossigenazione del sangue e causando così il decesso per asfissia chimica. [...]
2 - IL «FIGLIOCCIO» DIFENDE I MORETTI «GLI ESTINTORI NON MANCAVANO»
Estratto dell'articolo di Alessandro Fulloni per il “Corriere della Sera”
incendio a le constellation a crans montana, in svizzera 5
«Jacques e Jessica? Li stimo enormemente... Come sono? Persone che fanno le cose con passione, presenti nei loro affari e pieni di umanità, hanno lavorato e lavorano tanto». «I loro dipendenti che sostengono che non ci fossero misure di sicurezza? Ma no, gli estintori c’erano, saremo in grado di dimostrarlo». «Cyane? Una ragazza straordinaria, la gioia di vivere».
Ripreso di spalle, e senza mai mostrare il volto, con voce lenta e a tratti commossa, lo racconta all’emittente francese Bfm Jean-Marc Gabrielli, l’enfant — oggi sulla trentina — che Jacques Moretti, a verbale, dice di «aver cresciuto come se fosse stato mio».
Jean-Marc — che sulle carte giudiziarie è anche indicato come il fidanzato di Cyane Panini, la «cameriera con il casco» del Le Constellation spirata per le ustioni — è una figura centrale in questa storia terribile del rogo di Capodanno che ha portato alla morte quaranta ragazzi, molti dei quali minorenni.
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Originario della Corsica come il padre adottivo che è nato a Bastia, si occupava direttamente della gestione del Vieux Chalet, una baita-ristorante — e uno dei tre locali di proprietà dei Moretti — lungo i tornanti sopra Lens, borgo non lontano da Crans-Montana. Proprio qui, ieri mattina c’è stata una scena singolare ripresa dal Tg1.
A un tratto le telecamere inquadrano tre uomini che dal retro del ristorante — che non è stato sequestrato — portano fuori un mobile e alcuni scatoloni chiusi per caricarli su un furgone nero. Ma il Vieux Chalet è anche il locale su cui, stando a una «soffiata» anonima, gli investigatori dovrebbero dare un’occhiata e questo perché « le patron — ma non è indicato il nome — è strettamente legato al traffico di droga».
Per tornare a Gabrielli, è sua madre a raccontare che dopo essersi separata da Jacques, suo figlio decise di seguire il padre adottivo nei business a Crans. Interrogato dalla polizia, il Corso ha detto che in quella maledetta sera di San Silvestro Jean-Marc era al Le Constellation solo per vedere Cyane, la sua « petite-fille . Lui non lavorava, aveva appena terminato il suo servizio al Vieux Chalet». Ma diversi testimoni dicono l’opposto: «Era all’ingresso, faceva la selezione, però non so se controllasse le età» mette agli atti una ragazza. [...]
incendio a le constellation a crans montana, in svizzera 2
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