ponte morandi de micheli conte di maio

AMMESSO E NON CONCESSO – NON DITE A CONTE, DI MAIO E PAOLETTA DE MICHELI CHE GIÀ IN PASSATO SI È PROVATO A MODIFICARE LE CONVENZIONI AUTOSTRADALI, SENZA RIUSCIRCI – NEL 2007 IL TENTATIVO FU DI PRODI E DI PIETRO E IL RISULTATO FU UNA BELLA PROCEDURA D’INFRAZIONE DALL'UE. L’ANNO DOPO FU ANAS A METTERE NERO SU BIANCO CHE LE REGOLE SULL’INDENNIZZO NON POSSONO ESSERE CAMBIATE SENZA ACCORDO TRA LE PARTI…

AUTOSTRADE PER L ITALIA

1 – BRUTTE NOTIZIE PER I BENETTON DALLA CORTE DEI CONTI: LA RICHIESTA DI 23 MILIARDI QUALE INDENNIZZO IN CASO DI RESCISSIONE DELLA CONVENZIONE FRA ANAS E AUTOSTRADE PER L’ITALIA NON HA BASI LEGALI PERCHÉ PREVEDE INDENNIZZI ABNORMI RISPETTO ALLA NORMALE PRASSI COMMERCIALE

 

https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/brutte-notizie-benetton-corte-conti-richiesta-23-222672.htm

 

PAOLA DE MICHELI GIUSEPPE CONTE

2 – AUTOSTRADE, QUEI DUE (VECCHI) DOCUMENTI CHE COMPLICANO LA REVOCA

Lorenzo Salvia per www.corriere.it

 

ponte morandi

È passata quasi una settimana dalla sua approvazione in consiglio dei ministri con la formula provvisoria del salvo intese, cioè in attesa di un accordo su tutti i punti. Ma il decreto legge Milleproroghe ancora non c’è. Forse oggi, venerdì, il testo dovrebbe essere inviato al Quirinale per la firma del Capo dello Stato. Poi dovrà essere trasmesso in Parlamento dove lo attende una conversione in legge non proprio semplice, specie al Senato, vista la contrarietà di Italia viva.

luigi di maio alla commemorazione del crollo del ponte morandi

 

LA LETTERA APERTA DI ATLANTIA - AUTOSTRADE PER L'ITALIA A UN ANNO DAL CROLLO DEL PONTE MORANDI

Il nodo è sempre quello, l’articolo che riscrive le procedure in caso di revoca delle concessioni autostradali. Il decreto prevede il subentro immediato di Anas nella concessione. E, soprattutto, introduce un nuovo metodo di calcolo dell’indennizzo, uguale per tutti. Una formula che nel caso di Aspi, la società che ha in concessione anche il tratto del ponte Morandi di Genova, farebbe scendere da oltre 23 a circa 7 miliardi di euro la somma che lo Stato dovrebbe versare. Nonostante la contrarietà dei renziani, questa norma non dovrebbe cambiare. A ritardare l’invio del decreto al Quirinale è stata la necessità di sistemare alcune piccole coperture, legate ad altri articoli del provvedimento e intrecciate al disegno di legge di Bilancio, che nelle stesse ore veniva approvato dal Parlamento in via definitiva.

 

vigili del fuoco a lavoro sulle macerie del ponte morandi a genova

Ma la questione vera resta sempre quella delle concessioni autostradali, con Aspi che minaccia ricorsi miliardari se il governo dovesse andare avanti. Dopo mesi di guerriglia, ormai tra il governo e l’azienda è guerra aperta. E sembrano non esserci più le condizioni per una semplice rinegoziazione degli accordi che metta tutti d'accordo. Ci sono però due documenti utili per capire come potrebbe andare a finire.

 

ANTONIO DI PIETRO ROMANO PRODI

Il primo è una lettera scritta il 12 ottobre del 2007 dall’allora presidente del consiglio Romano Prodi. Il «suo» ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, aveva introdotto delle modifiche alle convenzioni con alcuni concessionari e questo aveva portato la commissione europea ad aprire una procedura d’infrazione.

 

CASTELLUCCI AUTOSTRADE

Prodi scrive allora al commissario alla concorrenza, Neelie Kroos, nel tentativo di frenare la procedura. E afferma che il nuovo schema è «idoneo a garantire quella certezza delle regole tariffarie che costituisce condizione essenziale per attrarre risorse finanziarie private». Tradotto, cambiare le regole in corsa può mettere a rischio la capacità di attirare gli investimenti privati.

 

ponte morandi genova 1PIETRO CIUCCI ANAS

Il secondo documento è la lettera del 13 marzo 2008 con cui l’allora presidente dell’Anas Pietro Ciucci approva la convenzione con Aspi. «La determinazione dell’importo da riconoscere in caso di decadenza — scrive Ciucci — è uno dei cardini del contratto ed è finalizzato a dare maggiore effettività alla clausola di decadenza stessa. Il contenuto della clausola è particolarmente rilevante per la “bancabilità” del piano finanziario».

 

giuseppe conte paola de micheli

Anche qui, tradotto: le regole sull’indennizzo non possono essere modificate unilateralmente, cioè senza un accordo fra le parti, come invece vuole fare il governo. E seguire questa strada metterebbe a rischio la sostenibilità finanziaria dell’azienda, alla quale le banche potrebbero chiedere di rientrare dai prestiti con la possibilità di mandarla in default.

 

Conte e le concessioni: «Non puniamo nessuno, così togliamo privilegi»

AUTOSTRADE PER L'ITALIA

È vero che questi due documenti sembrano sostenere le ragioni di Aspi. Anzi, l’azienda ha usato proprio questi argomenti quando ha detto che considererà il contratto risolto se il governo dovesse far convertire in legge il decreto, chiedendo un indennizzo calcolato con le vecchie regole. Ma è anche vero che da quei documenti sono passati più di dieci anni. E nel frattempo è successa una tragedia come quella del ponte Morandi, che ha fatto 43 morti e sconvolto un Paese intero. Sulla modifica delle regole per l’indennizzo, con l’eccezione di Italia viva, il governo sembra compatto e deciso a procedere. Ma sul fatto che si arrivi davvero alla revoca della concessione è ancora tutto da vedere. Il governo ha detto che prenderà una decisione entro gennaio. Salvo intese, anche in questo caso.

DELEGAZIONE DI AUTOSTRADE ALLONTANATA DALLA COMMEMORAZIONE DEL CROLLO DEL PONTE MORANDI

Ultimi Dagoreport

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’