cristiana lauro vino rosso freddo fresco

BEVI E GODI CON CRISTIANA LAURO – BERE IL VINO ROSSO FRESCO NON È PIÙ UN TABÙ. LA TEMPERATURA IDEALE PER I ROSSI “ESTIVI” È TRA I 10 E I 12 GRADI. ATTENZIONE PERÒ, PERCHÉ IL FREDDO ECCESSIVO ANESTETIZZA PROFUMI E SAPORI. SOTTO I 5 GRADI, PIÙ CHE BERE UN VINO, SI CERCA DI CAPIRE DI COSA SI STIA PARLANDO – MA QUALI SONO I ROSSI CHE FUNZIONANO DAVVERO SERVITI FRESCHI? LA REGOLA È SEMPLICE: POCO TANNINO, ALCOL NON ECCESSIVO E NIENTE LUNGHI AFFINAMENTI. ECCO LE ETICHETTE PIÙ ADATTE – VIDEO

GUARDA QUI IL VIDEO DI CRISTIANA LAURO

 

Estratto dell’articolo di Cristiana Lauro per www.ilsole24ore.com

 

CRISTIANA LAURO

Quando si parla di vino rosso servito fresco non si intende ghiacciato. E questo vale per qualsiasi vino, perché il freddo eccessivo anestetizza profumi e sapori, trasformando la degustazione in un paziente lavoro di scavo alla ricerca di ciò che il vino avrebbe da raccontare. Sotto i 5 gradi, più che bere un vino, si cerca di capire di cosa si stia parlando.

 

Per i rossi estivi la temperatura ideale si colloca generalmente tra i 10 e i 12 gradi. Un risultato che si ottiene facilmente lasciando la bottiglia in frigorifero per 30-45 minuti oppure per una decina di minuti in un secchiello con ghiaccio, acqua e sale grosso: una soluzione semplice, alla portata di tutti, senza scomodare le saline di Maldon, Cervia o qualche remoto tratto della catena Himalaya.

 

VINO ROSSO SERVITO FREDDO

Ma quali sono i rossi che funzionano davvero serviti freschi? La regola è semplice: poco tannino, alcol non eccessivo e niente lunghi affinamenti. Il freddo tende infatti ad accentuare acidità e tannino, attenuando la morbidezza. […]

 

L’identikit fin qui descritto porta dritto a lui: il Lambrusco. Fresco, dinamico, gastronomico, è probabilmente il rosso che più naturalmente smentisce il luogo comune secondo cui d’estate si debbano bere soltanto bianchi e rosati.

 

VINO ROSSO FREDDO

Nella lista dei grandi sottovalutati inserirei senza esitazione la Schiava altoatesina e il Grignolino del Monferrato, che Luigi Veronelli definiva “il più anarchico dei vini”. Due rossi oggi meno alla moda, ma anche nel vino le mode passano. E per fortuna. Provati freschi con un vitello tonnato, un gazpacho o persino un’insalata di mare, danno vita ad abbinamenti sorprendenti.

 

Dal Lago di Garda arrivano altre due certezze: Groppello della Valtenesi e Bardolino. Rossi delicati, fragranti e poco tannici che sembrano nati per il servizio fresco. Con una rana pescatrice alla griglia, per esempio, funzionano così bene da far vacillare qualche certezza enologica da ombrellone.

 

cristiana lauro 1

Scendendo verso la Campania troviamo il Gragnano: rosso vivace, fruttato e dal tenore alcolico contenuto. È uno dei migliori candidati al servizio fresco e accompagna con facilità bruschette, insalate di tonno, pomodori e cipolla e tutta quella cucina estiva che spesso mette in difficoltà i rossi più impegnativi.

 

In Sicilia il Frappato gioca una partita tutta sua. Le note di melograno, fragolina di bosco e spezie leggere lo rendono perfetto con antipasti, pesce azzurro e tonno alla griglia. Uno di quei vini che riescono a essere delicati senza cedere alle timidezze.

 

[…]

 

LAMBRUSCO SERVITO FREDDO

Qualcuno a questo punto citerà il Gamay, che considero un po’ il Pinot Nero dei tempi dell’inflazione: costa meno, va di moda e permette comunque di partecipare alla conversazione. Il Pinot Nero, però, resta un’altra cosa.

 

E se il Pinot Nero rappresenta il lato aristocratico del rosso estivo, il Rossese di Dolceacqua ne è probabilmente quello più mediterraneo. Profumi di erbe aromatiche, agrumi e piccoli frutti rossi, tannino quasi impalpabile e una naturale vocazione alla bevibilità […]

 

Per chi desidera un tocco internazionale, resta difficile non citare il Cabernet Franc della Loira. Le sue caratteristiche note vegetali e la lieve vena affumicata si sposano perfettamente con barbecue estivi, peperoni arrosto e verdure ripiene.

 

cristiana lauro

E infine il Carmenère, uno dei miei personali cavalli di battaglia. Servito fresco acquista slancio e bevibilità e accompagna molto bene primi piatti a base di pomodoro, carni bianche e preparazioni con una leggera componente speziata.

 

Per concludere: il vero errore non è bere un rosso d’estate, ma continuare a pensare che tutti i rossi debbano essere serviti a temperatura ambiente. Dipende dall’ambiente. Oggi, con 35 gradi all’ombra, si rischia semplicemente di trasformare il vino in una tisana alcolica.

VINO ROSSO SERVITO FREDDOVINO ROSSO SERVITO FREDDOwine not? di cristiana lauro

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