BRUXELLES VA ALLA GUERRA DELLE BOLLETTE – LA COMMISSIONE EUROPEA PREPARA UN PIANO PER ABBASSARE IL CONTO SULL’ENERGIA PAGATO DA FAMIGLIE E IMPRESE: PREVEDE UNA RIDUZIONE DEGLI ONERI DI RETE E DELLE ALIQUOTE FISCALI, CON L'OBIETTIVO DI DISINCENTIVARE L'USO DEL GAS E FAVORIRE L'ELETTRIFICAZIONE – LA TASSAZIONE È MATERIA DEI SINGOLI GOVERNI E RICHIEDE L'UNANIMITÀ DEI 27 STATI MEMBRI. MA URSULA VON DER LEYEN PENSA A UNO STRATAGEMMA GIURIDICO PER OTTENERE IL VIA LIBERA A MAGGIORANZA QUALIFICATA. CHE FARÀ GIORGIA MELONI DOPO AVER OTTENUTO LA FLESSIBILITÀ SUGLI INVESTIMENTI GREEN?
Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per "la Stampa"
caro elettricita - bollette energia
Dopo aver concesso flessibilità sui conti pubblici per far fronte alla crisi energetica, la Commissione europea si appresta a ingaggiare un braccio di ferro con i governi sulla tassazione dell'energia.
L'esecutivo europeo sta infatti preparando un piano che punta ad abbassare il conto delle bollette pagate da famiglie e imprese attraverso una riduzione degli oneri di rete e delle aliquote fiscali, in particolare per quelle dell'elettricità, con l'obiettivo di disincentivare l'uso del gas e favorire l'elettrificazione.
La proposta legislativa è attesa per il 22 luglio, ma le prime bozze hanno già fatto scattare il campanello d'allarme in alcune capitali che temono un'invasione di competenze. La tassazione è materia nazionale e richiede l'unanimità, ma Palazzo Berlaymont starebbe valutando uno stratagemma giuridico per ottenere il via libera al piano a maggioranza qualificata.
Ursula Von der Leyen all Italian Tech Week - foto lapresse
Tutto dipenderà dalla base legale che verrà utilizzata: se il capitolo relativo alle aliquote dovesse essere inserito come elemento accessorio nella proposta sulle reti elettriche, per l'approvazione potrebbe bastare la maggioranza e questo permetterebbe di aggirare i veti.
Ma la proposta è ancora suscettibile di modifiche e non è detto che la versione finale resisterà al pressing degli Stati. In ogni caso, la Commissione non intende imporre ai governi un'aliquota uguale in tutta l'Europa.
I singoli Paesi potranno fissare le rispettive aliquote nazionali all'interno di una forchetta, ma dovranno fare in modo che quelle per l'elettricità siano più basse rispetto al gas.
Si tratta di uno strumento per favorire la transizione energetica, incentivando le famiglie e le imprese ad accelerare l'elettrificazione nel riscaldamento, ma anche nel trasporto o nella produzione industriale.
Se l'energia elettrica costa meno del gas, questo il ragionamento, per gli utenti sarà più conveniente installare pompe di calore o acquistare veicoli elettrici. Una spinta che potrebbe aiutare ad aumentare la percentuale di elettrificazione al target del 32% entro il 2030, rispetto al 23% attuale.
giancarlo giorgetti - giorgia meloni - foto lapresse
A oggi, i prezzi pagati da famiglie e imprese sono estremamente esposti alle fluttuazioni del costo della materia prima. Ma la Commissione è convinta che ci siano ampi margini per intervenire sull'importo della bolletta riducendo le imposte e gli oneri di rete, che pesano per un quarto sul conto finale.
Bruxelles vorrebbe inoltre incentivare l'utilizzo dell'elettricità nelle ore del giorno in cui costa meno perché c'è una maggiore disponibilità di fonti più economiche: entro il 2030, la metà dei clienti dovrà disporre di un contatore intelligente per monitorare i consumi e sfruttare le tariffe più basse nelle fasce più economiche.
ursula von der leyen giorgia meloni conferenza sulla ricostruzione dell ucraina. foto lapresse
Intanto, ieri la Commissione ha approvato il piano italiano da 23 miliardi di euro per gli aiuti di Stato a sostegno della produzione di elettricità da fonti rinnovabili.
Una misura che punta a sostenere la costruzione di impianti che generano elettricità utilizzando energia eolica, solare, idroelettrica e biogas, contribuendo anche a ridurre il costo delle bollette.
Con ogni probabilità, parte di questi costi potranno rientrare nella flessibilità che verrà concessa nell'ambito del Patto di Stabilità, anche se la Commissione ha ricordato che si tratta di una misura «di portata limitata (vale fino allo 0,6% del Pil, ndr) e temporanea (si potranno scorporare solo i costi sostenuti fino al 2028, ndr)». […]


